Dal W Hotel di Bangkok va in scena una nuova edizione della classifica che premia i 50 migliori ristoranti del continente asiatico. Poche sorprese, tante soddisfazioni per il nostro Umberto Bombana e il predominio delle insegne che propongono cucina francese. Alla regina dei bao May Chow il premio come Best Female Chef. 

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Gaggan Anand ancora in testa

Va ancora una volta in scena dall’esclusivo W Hotel di Bangkok la cerimonia di premiazione della migliore ristorazione asiatica secondo il pool di esperti chiamato al voto da San Pellegrino per stilare la classifica dell’Asia’s 50 Best Restaurants. Cinquanta indirizzi da non perdere nel continente asiatico, così vario e diversificato per stili gastronomici, tradizioni culinarie, disponibilità delle materie prime. A cominciare dalla ricchezza della gastronomia thailandese, per il secondo anno consecutivo sotto i riflettori internazionali e ancora una volta alla guida della classifica con il suo talento più celebre Gaggan Anand, natali indiani e consacrazione arrivata proprio a Bangkok, dove molti viaggiatori arrivano per sperimentare la cucina d’avanguardia del Gaggan. Il suo ristorante è per il terzo anno in vetta, l’entusiasmo del ragazzone indiano (protagonista pure di un bel episodio di Chef’s Table, seconda stagione) invariato: “Questo premio è per l’Asia” dice al microfono “Per l’India, che è il mio Paese, e per la Thailandia, che è il mio futuro. Ringrazio tutta la mia brigata, 67 ragazzi di cui non potrei fare a meno”. Con lui sul podio salgono Andrè Chiang e la sua cucina francese contemporanea sotto il cielo di Singapore (da terzo a secondo) e il duo Richard Ekkebus/Maxime Gilbert per Amber, ancora cucina francese contemporanea, declinata però per la clientela internazionale del Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong.

 

Umberto Bombana è quarto

Dalla metropoli cinese arriva pure Umberto Bombana, che oltre al premio alla carriera già annunciato nei giorni scorsi porta a casa anche un ottimo piazzamento per il suo ristorante più ambizioso: 8 ½ è quarto in classifica, in salita evidente dall’ottavo piazzamento del 2016. Per il resto la lista dei favolosi 50 spazia da Seoul a Taiwan, da Tokyo a Bangkok (rappresentata da una nutrita compagine e diverse new entry), da Hong Kong a Macao senza troppi colpi di scena.

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La cucina francese in Asia

Si segnala uno smaccato apprezzamento per la cucina francese, rappresentata da maestri come Joel Robuchon (in classifica gli Atelier di Hong Kong e Bangkok) e Paul Pairet – il suo Ultraviolet di Shangai quest’anno si ferma all’ottavo posto – ma anche da tanti adepti asiatici di formazione classica, che innestano tecniche e ricette occidentali sulle diverse culture gastronomiche locali. Buona rappresentanza anche per le chef al femminile; l’Asia’s Female Best Chef è May Chow, la regina dei bao, che arriva da Hong Kong e coinvolge la platea del W Hotel con il suo entusiasmo. Mentre all’australiano Dave Pynt, alla guida del Burnt Ends di Singapore (decimo) va il premio dei colleghi. Da Singapore arriva anche la novità più alta in classifica: Odette. E intanto scalano la classifica a grandi falcate anche i ragazzi di Locavore, da Bali. Curiosità tra le new entry di Bangkok: al tredicesimo posto si sistema Sühring, con le sue schnitzel, in rappresentanza della cucina tedesca contemporanea.

 

Qui la lista completa www.theworlds50best.com/asia/en/

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a cura di Livia Montagnoli