Nel 2026, l’Unione europea ha registrato importanti sviluppi in materia di accordi commerciali con Paesi terzi. Messico, India e Mercosur rappresentano tre mercati molto diversi, ma accomunati da un obiettivo: rendere più agevoli gli scambi con le imprese europee.
Il primo accordo riguarda l’India. Il 27 gennaio 2026 la Commissione europea e il Governo indiano hanno annunciato la conclusione dei negoziati per un Accordo di libero scambio. L’intesa potrebbe rappresentare un passaggio significativo per l’accesso a un mercato complesso, ma in forte crescita. I testi provvisori già pubblicati riguardano, tra l’altro, accesso al mercato, regole di origine, procedure doganali, misure sanitarie e fitosanitarie, ostacoli tecnici al commercio e trasparenza normativa. Restano tuttavia da attendere gli allegati tariffari e la finalizzazione giuridica dell’accordo, necessari per valutare l’impatto concreto sui singoli prodotti.

India – Nuova Dehli – foto Laurentiu-Morariu-by-unsplash
Il secondo accordo riguarda il Mercosur, area che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Dal primo maggio 2026 è entrato in applicazione provvisoria l’Accordo commerciale interinale tra Ue e Mercosur. L’accordo prevede trattamenti tariffari preferenziali e alcune misure di semplificazione delle procedure di importazione. Per il settore vitivinicolo, risultano di particolare interesse le riduzioni tariffarie progressive e la razionalizzazione della documentazione richiesta, con riferimento ai prodotti classificati come vini e vermouth.

Il terzo accordo riguarda il Messico. Il 22 maggio 2026 è stato firmato l’Accordo globale modernizzato e l’Accordo commerciale interinale tra Unione europea e Messico. Quest’ultimo consentirà di applicare anticipatamente le disposizioni commerciali dell’intesa, in attesa della piena entrata in vigore dell’accordo generale. Tra gli aspetti più rilevanti, oltre alla rimozione dei dazi, vi è la tutela delle produzioni europee di qualità. Il Messico si impegna infatti a proteggere 232 distillati e 336 Indicazioni geografiche europee relative a vini, birre e prodotti alimentari. Si tratta di un elemento importante per contrastare imitazioni e usi impropri delle denominazioni protette.
Nel complesso, i tre accordi aprono prospettive interessanti per l’export europeo, ma richiederanno un’attenta fase di attuazione. Per le imprese, sarà fondamentale verificare, mercato per mercato, tempi di entrata in vigore, riduzioni tariffarie effettive, requisiti documentali e modalità applicative, così da trasformare le nuove opportunità commerciali in scelte operative concrete.
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