«Se vado a pesca a Sanremo? Sempre la mattina presto. E Beppe Vessicchio… con lui ricordo una mangiata memorabile». Carlo Conti lo dice con quel tono pacato che non ha bisogno di effetti speciali. Sembra quasi raccontare una scena già vista, una di quelle che tornano ogni anno a Sanremo, uguali e diverse insieme. Come se il Festival, per lui, fosse fatto anche di questi intermezzi silenziosi: una lenza in mare, un piatto condiviso, una memoria che riaffiora mentre fuori la città corre verso la finale.

Carlo conti e la pizza margherita
Siamo al Roof di CasaSanremo, Carlo Conti si è concesso una pausa pranzo al ristorante del Gambero Rosso – pizza margherita e un assaggio di dolci siciliani – prima di tornare all’Ariston in vista della serata conclusiva con i trenta artisti in gara. L’anno scorso, proprio sulle pagine del Gambero Rosso, aveva raccontato il suo rapporto diretto con la cucina di casa, l’amicizia con Pieraccioni e Panariello e, soprattutto, l’amore viscerale per il cacciucco. Un amore che – ci conferma sorridendo – «ci sta sempre bene».
Quando gli chiediamo del pranzo decisivo con Laura Pausini, in cui il conduttore l’ha convinta ad affiancarlo durante il Festival, Conti smonta subito ogni romanticismo gastronomico: «Abbiamo mangiato pochissime cose, perché era talmente più importante parlare… Magari, ora finito tutto, faremo una bella cena felice appena avrà finito il suo tour». E dopo il Festival, cosa si concede? «Una bella pizza». Poi si corregge, ridendo: «No, no, infatti, un bel cacciucco, un bel cacciucco livornese. Ci sta sempre bene».

Disastri in cucina
In cucina, però, Conti non millanta talenti. Anzi. Quando gli chiediamo un disastro ai fornelli, rilancia con autoironia: «Ti posso dire il mio piatto nel quale ormai sono un campione del mondo?». Ovvero? «Prosciutto e mozzarella».
La mattina, invece, se il tempo lo permette, torna bambino. «Sì, sì, sì», conferma quando gli chiediamo se è vero che la mattina a Sanremo va a pescare. E il bottino non è simbolico: «Abbiamo fatto una bella pescata di saraghi, tanute, qualche sgombro e poi ovviamente l’abbiamo cucinato. Cioè l’abbiamo, li ho fatti cucinare», dice sorridendo.

Tortellini e passatelli con Vessicchio
Il pensiero torna poi a Peppe Vessicchio, che Conti ha voluto ricordare anche durante il Festival. Il maestro – grande appassionato di vino, olio e prodotti della terra (lo abbiamo raccontato qui) – riemerge in un ricordo preciso, concreto, come succede spesso tra persone che hanno davvero mangiato insieme: «Ricordo una bellissima mangiata fatta insieme a Bologna, perché per un periodo lui è stato anche ambasciatore all’Antoniano. E lì mi ricordo che facemmo una bella mangiata di tortellini e passatelli».
Fuori, Sanremo si prepara all’ultima notte. Dentro, Conti finisce la sua pausa con la stessa sobrietà con cui l’ha iniziata. E tra poche ore tornerà sotto i riflettori.
Foto di Giuseppe Contarini