Intervista

Francesco Renga: "Aprirei subito un ristorante. Ricette d'infanzia? Il polpettone di mamma"

Sui social si diletta con le videoricette realizzate in casa per amici e parenti. Fra i suoi desideri non manca quello di aprire un ristorante. Renga si racconta al Gambero Rosso

  • 28 Febbraio, 2026
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Quando arriva al Gambero Rosso Roof Restaurant di Casa Sanremo, l’aria è frizzante e accogliente. La sua attenzione cade subito sui vini esposti al ristorante: “Questo è interessante”, chiosa mentre scruta le etichette passando fra bollicine, rossi e vini bianchi fermi. Ma non c’è tempo, gli appuntamenti sono tanti e saluta i presenti con la promessa di volerli assaggiare tutti.

Francesco Renga, in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con la canzone Il meglio di me, è un buongustaio, ama cucinare e lo fa per amici e familiari. Lo spaghetto con le vongole è il suo piatto forte, ma ha perfezionato un risotto alla carbonara che ha sua detta, è davvero speciale. Fra i ricordi del pranzo della domenica preparato da suo padre e il polpettone nostalgico della mamma, il cantante bresciano si è raccontato al Gambero Rosso.

È lanciatissimo con le video ricette su TikTok.

Si qualcosa ho fatto. Adesso ho un’equipe che si occupa di questa cosa, mi danno una mano.

Quindi ha la brigata?

Sì, brava, ho la brigata (sorride, ndr).

Lo aprirebbe un ristorante?

Subito! Anche se so essere una cosa devastante dal punto di vista sia fisico che emotivo.

Che tipologia di ristorante?

Pochi coperti. Ma sai, io alla fine è già come se ce l’avessi un ristorante.

In che senso?

Non ho più tanta voglia di uscire, soprattutto quando sono a casa a Brescia. Mi pace stare a casa, invito i miei amici, compagni di liceo o delle medie. E poi cucino, lo faccio con amore, come lo facevo per la mia famiglia, i miei figli lo faccio tuttora.

In quale piatto dà il meglio di sé?

A me piacciono molto i risotti, i primi, anche le carni spezzatini, pesce meno.

Come mai?

Ho una mia teoria: se hai il pesce buono a disposizione, meno lo tratti meglio è. Faccio degli ottimi spaghettoni alle vongole.

Come ha cominciato a cucinare?

Mio padre era un sottoufficiale della Guardia di finanza. Usciva la mattina presto e tornava la sera, lo vedevo per poco tempo a cena. Il sabato andava al mercato la mattina e lo accompagnavo.

E cosa succedeva in queste piccole gite al mercato?

Assaggiava tutto dalle casette, e tornava che aveva già pranzato. Ho preso questa cosa da lui: quando vado nei negozietti sotto casa assaggio tutto. Quindi il sabato al mercato e la domenica lui cucinava, era più bravo di mia madre, lei lo faceva perché doveva farlo, lui lo faceva per amore della famiglia.

E lei cosa faceva?

Mi mettevo vicino a lui e guardavo e da li ho imparato le basi: il soffritto, come fare il sugo, una riduzione.

Ha mai fatto qualche disastro in cucina?

Sì. Una volta volevo fare una carbonara velocemente, avevo preso tuti ingredienti buoni, mi chiama uno degli invitati e mi dice che aveva dimenticato di dirmi che la moglie fosse celiaca.

E lì che succede?

Mi invento un risotto alla carbonara, solo che non avevo il riso che prendo di solito. Faccio questo risotto, era buono, però è venuto slegato, acquoso, quasi da cucchiaio. Era buono ma alla vista faceva schifo, era inaccettabile, poi l’ho perfezionato con il riso giusto.

Ha parlato spesso di sua madre, c’è un piatto che gliela ricorda?

Il polpettone. Quando tornavo da scuola, era una festa totale.

Parte il tour, come mangia durante i concerti?

Cerco di mangiare molto prima, intorno alle 18 massimo. Si dovrebbe fare un carico di carboidrati, magari pasta con olio e parmigiano, proteine, no frutta, no verdura, no a tutto quello crea reflusso.

La lista di domande è lunga. Le prometto che vengo a Brescia, ci prendiamo un pirlo e ci facciamo una chiacchierata.

Certo, è una promessa.

Foto Giuseppe Contarini

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