«Cerchiamo di cucinare il più possibile». Marika Ayane lo dice piano, quasi con pudore, mentre al Roof di CasaSanremo si concede qualche minuto con noi del Gambero Rosso prima della corsa verso l’Ariston. La serata dei duetti incombe – canterà con Claudio Santamaria Mi sei scoppiato dentro il cuore, il classico portato al successo da Mina nel 1966 – ma la sua concentrazione, sorprendentemente, passa ancora dalla cucina. Perché Ayane, in gara al Festival di Sanremo, la cucina se la porta davvero dietro. Non in senso metaforico: letterale. Lo si capisce scorrendo le immagini pubblicate nei giorni scorsi sul suo account Instagram. La scena è domestica, vissuta, quasi disarmante per un’artista nel pieno della settimana più esposta dell’anno.
La cucina di Malika Ayane a Sanremo

Il frigo di Malika Ayane a Sanremo
C’è lei davanti ai fornelli, felpa chiara e gesto preciso, che gira con il cucchiaio un sugo di pomodoro vivo, ancora acquoso ai bordi della padella larga. Dal piano sale vapore fitto, mentre accanto – in una pentola dai bordi alti – l’acqua per la pasta è già in pieno bollore. È una cucina operativa, non ornamentale. Dietro, sul piano, si intravedono ingredienti pronti all’uso: limoni, uova, barattoli, utensili allineati senza ossessione.
Ancora più rivelatrice è l’immagine del frigorifero spalancato. Dentro non c’è traccia di comfort food da albergo. Bottiglie d’acqua minerale allineate sugli sportelli, birre scure, banane, vaschette di frutti rossi, insalate in busta, yogurt, affettati ben impilati. E poi verdure in quantità quasi militante: carote con il ciuffo, finocchi, zucchine, melanzane, pomodori. Una dispensa che racconta disciplina più che gola. Cura, più che concessione.
Cosa mangia Malika Ayane a Sanremo

«Stiamo cercando di utilizzare la cucina il più possibile», dice senza pose, come se fosse la cosa più normale del mondo. E invece, nel pieno del circo sanremese, normale non è. «Cerchiamo di mangiamo sano, cuciniamo un sacco di verdure, ultimamente sto facendo la quinoa in ogni forma, ci hanno regalato una mega cassetta di carciofi e li stiamo cucinando in qualsiasi modo». Quei carciofi – viene da pensarlo – potrebbero essere proprio quelli di Poggio, gli stessi che stanno girando tra gli artisti in Riviera e che hanno già sedotto anche Dargen D’Amico e Ditonellapiaga.

Malika Ayane al Roof di CasaSanremo, dove il Gambero Rosso firma la proposta gastronomica – Foto Giuseppe Contarini
C’è poi un altro filo che attraversa la passione di Ayane. Il padre, Mohamed Ayane, è marocchino, originario di Fes, e anche quel legame contiene una memoria gastronomica, che riaffiora immediata quando le chiediamo cosa ama di quella tradizione gastronomica. «Tutti i tajine, in qualsiasi variante», confessa. È una risposta secca, ma piena di sottotesto: lentezza, spezie, cotture lunghe. Un’idea di casa che resiste anche nelle settimane più frenetiche.
Ayane quasi minimizza: «Sembra una cosa noiosa ma chi ama veramente la cucina può capirlo». In realtà è l’opposto. In mezzo al rumore del Festival, alla pressione della gara, alle prove che si accavallano, la sua ostinazione domestica racconta molto più di qualsiasi dichiarazione di intenti.