Oltreoceano

Da bar a rifugi: come i locali di Minneapolis stanno rispondendo alle operazioni Ice

Cibo gratuito, spazi sicuri e raccolte fondi da migliaia di dollari. Si intensifica l'impegno di bar e ristoranti a sostegno delle proteste contro le operazioni anti-immigrazione. Un modello che dal Minnesota ha raggiunto la West Coast

  • 30 Gennaio, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Nei giorni convulsi seguiti alla morte di Alex Pretti, l’infermiere 37enne ucciso durante un intervento degli agenti federali della Us Border Patrol, Minneapolis trova calore nei suoi locali di quartiere. Mentre la città scende in piazza per chiedere giustizia, bar, caffè e pizzerie hanno trasformato le loro sale in rifugi improvvisati, distribuendo cibo gratuito e mobilitandosi con raccolte fondi a favore delle proteste contro l’Ice.

Dal bancone alla prima linea

A pochi metri dal luogo in cui Pretti è stato colpito, Glam Doll Donuts aveva già scelto da che parte stare. Nelle settimane successive alla morte di Renee Good, Teresa Fox e Arwyn Birch – due amiche d’infanzia che hanno fondato l’attività nel 2013 – avevano offerto supporto ai manifestanti anti Ice con cibo e spazi sicuri. Ma dal 24 gennaio il loro negozio è diventato qualcosa di più.  Il locale si è trasformato in un vero e proprio presidio dove rifugiarsi durante le operazioni anti-immigrazione. Mentre il caos si diffondeva per South Minneapolis, la pasticceria ha sempre tenuto le porte spalancate: ciambelle sfornate fino a esaurimento, caffè, cioccolata, acqua per chiunque ne avesse bisogno. Un punto di primo soccorso dove riscaldarsi, trovare sicurezza, elaborare il trauma, proprio come il ristorante tedesco The Black Forest Inn, che ha attivamente supportato la comunità offrendo riparo e pasti caldi.

Pochi chilometri più in là, anche Wrecktangle Pizza è diventata uno dei simboli collettivi all’offensiva dell’Ice. Prima che le manifestazioni si trasformassero in scioperi e “economic blackout”, la pizzeria stile Detroit aveva già lanciato un’iniziativa: per ogni pizza venduta, un’altra sarebbe stata consegnata gratuitamente a famiglie e persone in difficoltà, bloccate in casa dalla paura dei controlli e dei posti di blocco. Un messaggio circolato sui social, accompagnato da una rete di volontari incaricati di portare le pizze nei condomìni e nei quartieri dove la presenza degli agenti è più massiccia. Non solo. Il titolare Jeff Rogers e il suo team hanno avviato una campagna di raccolta fondi che in due settimane ha superato i 200.000 dollari. Obiettivo? Finanziare pasti surgelati e sostenere ristoratori colpiti economicamente dalle operazioni Ice.

Wrecktangle Pizza

Wrecktangle Pizza via Instagram

Una rete di cucine solidali

Già, perché lungo la “eat street” di Minneapolis, piena di ristoranti etnici, molti esercizi hanno scelto di restare aperti non per vendere, ma per proteggere. Alcuni hanno fatto spazio tra i tavoli per stendere coperte e distribuire zuppe calde. Altri hanno messo a disposizione stufe portatili, scaldamani, maschere e occhiali per difendersi dai gas irritanti. Imprenditori come il proprietario del Pimento Jamaican Kitchen sono persino scesi in strada, usando le transenne del rum bar per creare una barriera fisica tra poliziotti e folla mentre i cittadini chiedevano il ritiro dell’Ice dallo stato del Minnesota.

Una mobilitazione che ha travalicato i confini statali. A Seattle, oltre 30 ristoranti hanno destinato parte dei loro incassi all’acquisto di gift card non rimborsabili da inviare ai locali di Nicollet Avenue che serviranno a garantire liquidità a chi, in questi giorni, apre le porte più per coscienza che per profitto, coprendo stipendi e affitti durante i giorni di chiusura. Un gesto che decine di esercizi della West Coast hanno replicato, trasformando il legame tra ristoratori in una rete di mutuo soccorso a distanza. Così, mentre il governo federale intensifica le operazioni contro le comunità immigrate, una parte della risposta più concreta arriva da banconi. Luoghi di appartenenza dove un caffè, una fetta di pizza calda o una ciambella diventano gesti di resistenza.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd