Nella Striscia di Gaza non ci sono piรน olivi in produzione. Su un totale di circa 1.100.000 alberi presenti prima del conflitto, oggi se ne contano non piรน di 100mila di cui molti non piรน produttivi. Un paradosso se si pensa che le prime tracce storiche dell’olivicoltura si hanno proprio in quella che oggi chiamiamo Palestina e risalgono all’Etร del Rame, ovvero tra il 3.400 e il 2.200 a.C. A mettere in luce questo ennesimo dramma che sta colpendo la popolazione della Striscia รจ un reportage del collettivo giornalistico indipendente Drop News che ha raccolto testimonianze di olivicoltori locali.
Nella Striscia di Gaza i contadini palestinesi stanno vivendo il terzo anno consecutivo senza olive da raccogliere. La guerra israeliana, iniziata nellโottobre 2023, ha devastato il territorio, cancellando quasi del tutto gli uliveti. Come riporta Drop News a sud di Khan Younis, nel villaggio di Al-Mawasi, il 75enne Hajj Suleiman Abdel-Nabi ha segato con le proprie mani i tronchi secchi del suo piccolo oliveto.
ยซLโacqua รจ diventata piรน preziosa dellโoro – ha raccontato -. Come posso chiedere acqua per gli alberi quando la gente muore di sete?ยป. Metร delle sue piante รจ morta, le altre sopravvivono a fatica grazie a un vicino che pompa acqua con un pozzo solare, uno dei pochi ancora funzionanti dopo la distruzione della rete elettrica. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il 98,5% dei terreni agricoli di Gaza รจ oggi danneggiato o inaccessibile. Resterebbero coltivabili appena 232 ettari, su oltre due milioni di abitanti. ยซQuasi tutti gli alberi sono scomparsi. Eppure alcuni agricoltori rischiano la vita pur di raccogliere quel poco che restaยป, ha spiegato lโagronomo Mohammed Abu Odeh.

Per i palestinesi lโulivo รจ sempre stato piรน di una coltura, rappresentando un elemento di identitร , resistenza e memoria. Prima del conflitto piรน di 10mila famiglie vivevano della produzione di olio, oggi quasi introvabile. Un problema che si riflette anche sul prezzo, tanto che un litro arriva a costare anche 100 shekel, ovvero circa una trentina di euro, il doppio rispetto allโanno scorso. Anche trasformare le olive in olio รจ diventato proibitivo. ยซIl carburante costa 25 dollari al litro, prima era meno di dueยป, ha spiegato Zidan Fawaz Zidan, proprietario di uno dei cinque frantoi ancora attivi su oltre 35 distrutti. ยซLavoravamo 150 tonnellate al giorno, ora appena cinque ogni due giorniยป.
Secondo Fayyad Fayyad, presidente del Consiglio palestinese dellโolivo, ยซil settore รจ quasi completamente annientato. Un milione dei 1,1 milioni di ulivi di Gaza รจ stato distrutto. Non รจ piรน una raccolta, รจ un luttoยป. Per cercare di rimettere in sesto il settore la Tunisia ha promesso 180mila nuove piantine per la ricostruzione, ma ci vorranno anni. ยซLโulivo cresce lentamente. Serve tempo, e serve paceยป, ha detto Fayyad. Eppure, come riporta Drop News, tra le rovine i contadini tornano ai loro campi. Potano, annaffiano, cercano vita tra i rami bruciati. ยซLโulivo รจ la storia della Palestina. Anche quando brucia, resta in piedi nei nostri cuoriยป. conclude Abdel-Nabi, padre di dodici figli che un tempo produceva oltre 130 litri dโolio lโanno. ยซLa stagione delle olive era la nostra festa. Cantavamo, raccoglievamo insieme. Ora non resta che silenzioยป.
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