Milano frenetica, Milano vicina all’Europa, Milano olimpica, Milano che mangia e dà da mangiare. Va bene, ma in questi giorni di blocchi stradali, di chiusure, di tensione per l’evento sportivo più grande della storia della città (e forse per l’evento più importante in assoluto degli ultimi decenni, Expo a parte, che però era a Rho), di gente incoraggiata a restarsene a casa, i ristoranti esultano o si arrabbiano? Giovedì 5 chi scrive si è visto annullare una prenotazione in un ristorante in via Piero della Francesca a due ore dall’orario previsto perché la cena istituzionale alla vicina Fabbrica del Vapore ha provocato la chiusura di tutta la zona al traffico privato. Clienti avvisati, ristorante chiuso, tutti scontenti. Ma non ci si poteva pensare prima?

Antonio Guida
Malgrado questo il “sentiment” dei grandi chef milanesi appare piuttosto positivo. Qualche disagio c’è stato indubbiamente, ma prevale la speranza che nelle prossime due settimane, andati via il leader, i tifosi appassionati di hockey, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità e short track (questi gli eventi previsti in città) movimentino un mese tradizionalmente fiacco come febbraio. Ne è convinto Emin Haziri, chef di Procaccini: “In questi giorni – dice – abbiamo registrato una forte contrazione, legata soprattutto alla chiusura di via Procaccini e alle limitazioni molto pesanti sugli accessi: la zona è risultata poco raggiungibile e questo ha inciso in modo diretto sui flussi. Detto questo, guardando ai prossimi giorni ci aspettiamo una fase effervescente, positiva, con un andamento leggermente superiore agli standard di febbraio. C’è voglia di uscire e vivere questa vivacità della città. Percepiamo già segnali di ripresa nelle prenotazioni per i prossimi giorni”.

Emin Haziri
Anche da Bu:r qualche problema c’è stato, ma prevale l’ottimismo: “Oggi abbiamo chiuso e qualche problema c’è stato – dice Carlotta Perilli, compagna dello chef Eugenio Boer e responsabile della sala – ma non ha senso fare polemica, è un grande evento che fa bene alla città. E nei prossimi giorni abbiamo un sacco di prenotazioni di olandesi, viste le origini di Eugenio”.
E Andrea Aprea, chef del ristorante alla Fondazione Rovati, non recrimina: “Le Olimpiadi non hanno generato particolari criticità – ci dice -. Certo, nella serata di giovedì 5, in occasione del passaggio della torcia, corso Venezia era chiuso al traffico; alcuni ospiti sono quindi arrivati a piedi al ristorante, con un lieve ritardo, ma nel complesso la serata si è svolta molto bene. Per le prossime settimane registriamo un’attività leggermente superiore alla norma per il periodo, favorita dalla presenza di turisti e ospiti stranieri, con segnali che ritengo decisamente positivi”.

Andrea Aprea
Ha un ristorante in centro anche Claudio Sadler: “Questa settimana è stata un po’ disastrata, perché siamo in centro, hanno chiuso le strade, ieri e oggi sono giornate un po’ tranquille. Ma da domani si scatena il mondo, le Olimpiadi portano movimento, l’albergo è pieno di americani e canadesi, il ristorante sarà pieno e si prevede una settimana di fuoco”. Acceso dalla torcia. E se Antonio Guida del Seta al Mandarin Oriental è contento delle “tante prenotazioni di clienti stranieri”, e Fabio Abbattista di Abba registra “un aumento della clientela straniera credo dovuto in buona parte ai Giochi”, Enrico Croatti di Moebius Sperimentale fa il tifo per i cinque cerchi: “Sicuramente a noi il tema delle Olimpiadi ha portato diversi eventi con tanti tanti stranieri. Sul lato ristoranti in questi giorni registriamo tantissimi stranieri, sia per il ristorante Sperimentale sia per il bistrot e anche per Lubna ci sono e credo che molti di essi siano legati ai Giochi. C’è positività. Certo, è la prima volta di un evento del genere a Milano, è il suo effetto lo scopriremo assieme”.

Fabio Pisani e Alessandro Negrini
Più tiepido Alessandro Negrini, chef e patròn con Fabio Pisani del Luogo di Aimo e Nadia: “Noi abbiamo avuto un incremento degli eventi, con aziende private, sponsor, istituzioni, ma nel ristorante manteniamo il lavoro solito, non abbiamo l’overbooking ma solo un piccolo incremento. Certamente queste Olimpiadi diffuse segmentano un pochino la clientela tra Milano, la Valtellina, Bormio, Livigno, Cortina. Non vedo gente che si strappa le vesti per prenotare”.
Migliore l’effetto sugli altri locali del gruppo: “Il Bistrot ha avuto un grande incremento, forse il turista tipo delle Olimpiadi non è da grandi ristoranti, è più curioso di provare una cucina lombarda. Notiamo che c’è una grande richiesta di piatti della tradizione, al Bistrot abbiamo inserito un pizzocchero, da Vòce la cotoletta alla milanese”.

Giulia Liu di Gong
Anche i grandi ristoranti di ispirazione orientale sospendono il giudizio. Claudio Liu, patròn di Iyo, di Iyo Kaiseki e di Iyo Omakase registra che “per quanto riguarda questa settimana, la mole di lavoro è stata pressoché in linea con quella degli anni passati, fatta eccezione per i giorni dei blocchi stradali, in cui è diminuita notevolmente a causa delle numerose modifiche e cancellazioni”.
Si spera di recuperare nelle prossime settimane ma ancora mancano i segnali: “La settimana prossima siamo allineati con l’anno scorso, se non per qualcosina in più legata a San Valentino. Quella successiva è ancora in linea con il periodo. Posso quindi dire che, al momento, le Olimpiadi non hanno portato un grande volume di lavoro, salvo due eventi a pranzo concordati già da alcuni mesi. Per il resto direi tutto assolutamente nella norma”. Un po’ più ottimista la sorella Giulia Liu di Gong Oriental Attitude in corso Concordia: “Noi lavoriamo soprattutto la sera, quindi le chiusure per i Giochi non hanno inciso sul nostro lavoro. Qualche beneficio c’è, in città ci sono tante persone, abbiamo diversi eventi con gli sponsor, eventi privati. Sulle prenotazioni va tutto bene, percepiamo un movimento interessante. Certo sarebbe stato meglio che non venisse fatto tuto questo terrorismo sulla Milano blindata, chiusa, bloccata”.
Ma il più ottimista per distacco è Andrea Berton dell’omonimo ristorante in Porta Nuova: “I Giochi hanno un impatto positivo, molti turisti e molto eventi, grande movimento e grande energia. Sembra quasi la settimana del salone del mobile”. Chissà se sciatori e pattinatori riusciranno a battere i designer, almeno a tavola.
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