Padella sfrigolante, uno spicchio dโaglio, qualche pomodorino buono e succoso per i piรน golosi, una manciata di prezzemolo fresco e infine lei, cremosa e avvolgente come solo la polpa dei ricci sa essere. Questa la descrizione di uno dei piatti piรน rappresentativi di Cagliari (qui la nostra guida su dove mangiare in cittร ): lo spaghetto ai ricci. Perchรฉ per i cagliaritani il riccio รจ alimento sacro, quasi quanto il cavallo (ardua la scelta tra i due). La cultura popolare vuole che si consumino nei mesi con la lettera erre e sino a pochi anni fa trovare i โricciaiโ per strada era abitudine comune: te ne vendevano un barattolo oppure una dozzina di ricci da mangiare cosรฌ col cucchiaino (si, si comprano a multipli di dodici).ย
Ci sono, perรฒ, stagioni in cui il mare restituisce abbondanza e altre in cui chiede di fermarsi. E la pesca dei ricci di mare in Sardegna oggi si trova esattamente dentro questi confini: tra ciรฒ che resta di una tradizione economica e gastronomica radicata e la necessitร , sempre piรน evidente, di fare i conti con una risorsa che non รจ infinita.

Partiamo dai dati. Negli ultimi dieci anni, il numero dei pescatori subacquei autorizzati al prelievo dei ricci รจ sceso drasticamente: da circa 180โ190 operatori a poco piรน di una sessantina attivi. Una riduzione che non dipende da un solo fattore, ma da un insieme di dinamiche: meno redditivitร , maggiore regolamentazione, difficoltร fisiche di un lavoro che richiede immersioni continue, e soprattutto una disponibilitร della risorsa sempre piรน incerta.
Perchรฉ il punto, alla fine, รจ proprio questo: i ricci sono meno. Non esiste una fotografia unica e definitiva, ma gli ultimi anni parlano di un calo significativo in diverse aree dellโisola. Una riduzione che ha cause diverse: pressione di pesca, cambiamenti climatici, alterazioni degli ecosistemi marini. Il riccio di mare ha un ciclo biologico lento: impiega anni per raggiungere la maturitร sessuale. Questo significa che ogni squilibrio, ogni eccesso di prelievo, si riflette su tempi lunghi, difficili da recuperare.
Andrea Abis, sindaco di Cabras, lo dice senza giri di parole: ยซI risultati scientifici degli anni ci stanno consegnando una situazione in progressivo degradoยป.ย Nellโarea marina protetta, quella del territorio di Cabras per lโappunto, la pesca รจ vietata da tempo per un impianto normativo nazionale, che la esclude nelle zone tutelate. Eppure, anche al di fuori di quei confini, la questione resta aperta. ยซStiamo parlando di un prodotto naturale. Estinguerlo รจ insensato, perรฒ ci stiamo avvicinando moltoยป โ racconta Abis.
Ma fermarsi, quando si parla di pesca, non รจ mai solo una questione ambientale. Dietro ogni riccio cโรจ una filiera corta ma concreta, fatta di pescatori, barcaioli, cooperative, famiglie. Un sistema economico che, seppur ridimensionato, continua a esistere e a dipendere da questa attivitร . ร qui che il racconto si complica. ยซIl problema รจ che non si รจ creato un meccanismo che consentisse agli operatori di non pescareยป โ spiega infatti Mauro Steri, responsabile pesca e acquacoltura di Legacoop Sardegna.ย
La questione non รจ solo se chiudere o meno la pesca, ma come farlo. Perchรฉ una chiusura totale, senza strumenti di compensazione, rischia di tradursi in un costo sociale immediato. Alcuni pescatori hanno giร altre attivitร , altri no. Alcuni potrebbero riconvertirsi, altri difficilmente. ยซParliamo di operatori che a volte sono anche in unโetร in cui รจ difficile essere ricollocatiยป, continua Steri, introducendo un elemento spesso dimenticato: la sostenibilitร sociale della transizione.ย
Le ipotesi sul tavolo sono diverse: rottamazione delle licenze, incentivi alla riconversione, coinvolgimento in attivitร di monitoraggio scientifico, sviluppo di forme di acquacoltura o pescaturismo. Un cambio di paradigma che non riguarda solo i ricci, ma il modello stesso di pesca costiera.

Nel frattempo, la Regione Sardegna ha scelto una linea intermedia, con una regolamentazione stringente: stagioni piรน brevi, limiti quantitativi, tracciabilitร obbligatoria. Un sistema che, almeno formalmente, controlla ogni fase del prelievo. ยซIl prodotto viene tracciato alla fonte. Passa attraverso centri di spedizione, viene misurato e registratoยป: le parole dellโassessore Francesco Agus, assessore all’Agricoltura della Regione, cercano di trovare una soluzione negli strumenti normativi. ยซI pescatori segnalano dove operano, quanto pescano, e il sistema oggi funzionaยป. Eppure, lo stesso Agus riconosce che ยซIl problema รจ alla radice: siamo arrivati a un punto in cui anche un piccolo prelievo, secondo gli esperti, sarebbe sconsigliatoยป. Una frase che sposta il baricentro del discorso: non piรน solo come pescare, ma se sia ancora sostenibile farlo.
ร qui che entra in gioco il tema del fermo biologico. ยซStiamo ragionando su strumenti che consentano di chiudere la pesca per alcuni anniยป โ spiega Agusโย ยซMa non basta semplicemente il fermo: bisogna lavorare anche sul ripopolamento e soprattutto sugli strumenti di sostegnoยป. Perchรฉ senza un sistema di welfare, il rischio รจ duplice: mettere in difficoltร gli operatori e, allo stesso tempo, non risolvere il problema ambientale. ยซSe non lo facciamo rischiamo di perdere quello che risparmiamo in termini di prodotto per via dellโabusivismo incontrollatoยป.
E qui cโรจ il vero nodo. Perchรฉ se da una parte la filiera ufficiale รจ sempre piรน regolata, dallโaltra continua a esistere una zona grigia difficile da circoscrivere. Lโabusivismo non รจ un fenomeno nuovo, ma oggi assume un peso diverso, perchรฉ incide su un sistema giร fragile. Pesca illegale, vendita non tracciata, prodotto che sfugge ai controlli. Un circuito parallelo che mette a rischio la sostenibilitร della risorsa, e contemporaneamente altera anche il mercato, rendendo meno competitivi gli operatori regolari. Il punto, allora, si sposta inevitabilmente anche sul consumo. Perchรฉ il riccio continua a essere richiesto, nei ristoranti e fuori. E distinguere tra prodotto legale e illegale, per chi siede a tavola, non รจ semplice.
Forse cโรจ unโunica soluzione, ed รจ quella di una responsabilitร diffusa. Non solo delle istituzioni o dei pescatori, ma anche di chi acquista e consuma. Un tema che ritorna anche nelle parole di Agus, quando sottolinea come ยซlโunica cosa che puรฒ essere efficace รจ che per qualche anno il prodotto non esista sul mercatoยป. Unโipotesi radicale, che rimette al centro il concetto di fermo biologico pluriennale. Nel frattempo, il mare continua a cambiare. Le temperature aumentano, gli equilibri biologici si modificano, le specie reagiscono in modi non sempre prevedibili. E allora la questione della pesca dei ricci in Sardegna diventa qualcosa di piรน di un problema di settore. ร una lente attraverso cui osservare il rapporto tra risorse naturali, economia e consumo. Un equilibrio fragile, che non si risolve con una sola misura, ma con una serie di scelte, che parlano anche di sacrifici. Anche quando scegliamo di cosa mettere nel piatto.ย
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