Ritratti

Lavorava dietro le quinte di Masterchef, oggi cucina quello che tutti buttano

Con oltre 260mila follower, Alessio Cicchini, conosciuto sui social come Rucoolaaa, insegna a trasformare bucce, gambi e avanzi in ricette creative contro lo spreco alimentare

  • 15 Maggio, 2026
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Per molti sono scarti da buttare nell’umido. Per Alessio Cicchini invece sono ingredienti. Sui social lo conoscono come Rucoolaaa e ogni giorno mostra a centinaia di migliaia di persone come trasformare bucce, gambi e foglie dimenticate in piatti sorprendenti. Con 263mila follower, il suo profilo è tra i più noti in Italia per la cucina antispreco. La sua missione? Cambiare il modo in cui guardiamo ciò che finisce nell’umido, perché «chi ha detto che certe cose siano scarti?».

Chi è Rucoolaaa, il creator della cucina antispreco

«Non buttarlo!». Così esordisce Alessio nei suoi video, mostrandoci come dare nuova vita a ingredienti che normalmente verrebbero gettati: gambi di broccoli e cavolfiori, barba di finocchio, bucce di cipolla, semi di melone… nulla viene escluso, tutto può diventare parte di una ricetta, dai cookies con bucce di zucca al kimchi con foglie di cavolfiore.

Il suo lavoro non si limita alle ricette. Rucoolaaa promuove una cultura antispreco che passa anche dalla quotidianità: come organizzare i pasti e la dispensa, per esempio, o come fare la spesa in modo intelligente. Collabora con realtà e associazioni legate alla sostenibilità e porta spesso il suo messaggio nelle scuole elementari di varie zone d’Italia. «Nelle aule sento sempre dei ragionamenti interessanti, che mi arricchiscono ogni volta» dice Alessio, entusiasta di potersi interfacciare coi bambini e di poter instillare in loro un primo “seme no-waste”.

«Sono il Tonio Cartonio dei social»

Ha scoperto un’inclinazione naturale verso il linguaggio dei più piccoli, attraverso il quale riesce a trasmettere messaggi che altrimenti risulterebbero noiosi. Ma l’ironia, la simpatia e i colori che caratterizzano lo stile di rucoolaaa, alla fine, sono accattivanti per tutti, bambini e adulti. Sorridendo, Alessio dice di sentirsi il «Tonio Cartonio» dei social.

Gli inizi a Masterchef e quel video virale che ha cambiato le cose

Prima di diventare rucoolaaa, Alessio ha lavorato a lungo come social media manager e per tre anni ha fatto parte della crew di Masterchef, gestendo il sito e i media. Qui ha riscoperto l’amore per la cucina, che durante gli studi in lettere moderne aveva messo da parte. Quattro anni fa, la voglia di libertà lo ha spinto ad aprire il profilo, con l’idea di condividere ricette vegetali divertenti. Il resto è venuto quasi per caso, dopo aver pubblicato un video su come dare nuova vita ad un porro partendo dal suo «cooletto» (la base radicale), che divenne subito virale. 

Da allora ha messo a fuoco il suo tratto distintivo, e i «cooletti» degli ortaggi sono diventati un suo simpatico marchio di fabbrica: usando la tecnica del regrowing, l’influencer insegna a far ricrescere nuovi finocchi, sedani, carote a partire dalle parti solitamente considerate rifiuti.

Il papà che gli ha insegnato a giocare con gli scarti

«Sono legatissimo a mio padre, siamo anime affini. Ha la passione per la cucina, il cibo, la natura, che ha poi trasmesso a me». Alessio è figlio d’arte: nelle storie Instagram racconta delle ore trascorse con lui in cucina dopo la scuola, quando il papà lavorava come chef e lo intratteneva con dei pupazzetti fatti con gli scarti (che hanno ispirato le illustrazioni del suo primo libro). «Forse è lì che sono nati i cooletti?» 

L’Abruzzo che ha lasciato e che ha ritrovato in cucina

Altra fonte di ispirazione dell’influencer è sicuramente la sua terra d’origine, l’Abruzzo. Nato e cresciuto in campagna, a 19 anni Alessio ha sentito il bisogno di fuggire: si trasferì quindi a Milano, dove vive tuttora. Col tempo ha però capito quanto influente sia stata quella terra selvaggia per sviluppare i valori che oggi esprime nel suo lavoro. Immancabili sono le scampagnate a raccogliere erbe selvatiche come asparagi e borragine, in compagnia del “ceo” (come chiama ironicamente suo papà). 

A legarlo ulteriormente alla regione è l’atteggiamento antispreco tipico degli anziani del posto: «Sto facendo una gran ricerca sulla cucina di recupero italiana, e proprio nella mia terra d’origine sto scoprendo ricette e storie di recupero incredibili». 

Come dovrebbe essere un ristorante zero waste

L’attenzione agli sprechi ormai è piuttosto diffusa, «ma il mondo della ristorazione ha ancora molti passi da compiere in questo senso». Un esempio virtuoso? Quello di Venissa, il ristorante di Chiara Pavan, da cui è stato recentemente ospite. «Lì ogni parte dell’ortaggio ha il suo posto. La sua filosofia è la stessa che condivido anche io: se qualcosa cresce con tutte le sue parti, siamo noi che dobbiamo trovargli una destinazione. È questa l’apertura mentale che bisognerebbe avere in un ristorante».

«Non voglio che copino le mie ricette, ma piuttosto accendere una scintilla nella testa delle persone». Questa è l’ambizione del giovane divulgatore: infondere in chi lo segue l’idea che tutto ciò che ci passa tra le mani abbia uno scopo. «I cosiddetti avanzi hanno un’identità gastronomica fluida e inaspettata che ha solo bisogno di trovare un suo spazio in cucina. Non solo possono essere utilizzati, ma si prestano a piatti davvero sorprendenti».

Tra libri e laboratori creativi: i progetti di Rucoolaaa

Nel 2023 Alessio ha pubblicato il suo primo libro, Non buttarlo!, una raccolta di espedienti e ricette per ridurre lo spreco (e risparmiare). Ma ci svela di essere al lavoro per un secondo volume, che stavolta affronterà il tema da un punto di vista più ampio.

Nel frattempo guarda già avanti: il sogno è quello di aprire uno spazio fisico, il “Rucolab”, un laboratorio creativo dove sperimentare, cucinare e condividere idee legate alla cucina antispreco. Un progetto che riassume bene la sua filosofia: nulla è davvero uno scarto, se gli si concede una seconda possibilità.

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