Avanza il Lugana: raggiunti 12 milioni di bottiglie, si va verso 1.450 ettari. Il commento del presidente Carlo Veronese

9 Ago 2014, 13:24 | a cura di Livia Montagnoli
Il vino bianco Doc gardesano fa registrare dati confortanti, con un aumento di produzione costante dal 2008 e una superficie vitata destinata a crescere anche grazie alla riconversione di terreni coltivati a mais e grano. Dalle esportazioni il 70% del fatturato, con la Germania in testa. Concorrente da battere sul mercato anglosassone e americano il Pinot grigio. 
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"Si fatica a trovare prodotto sfuso in vendita e quello che si trova è a prezzi veramente alti, fino a 3,5 euro al litro".Così Carlo Veronese, direttore del Consorzio Lugana Doc, sul mercato del bianco gardesano. Meglio di così, a quanto pare, non poteva andare. "Le giacenze sono in calo nonostante un aumento di produzione", che è stato costante dal 2008 al 2013. Oggi, le bottiglie prodotte sfiorano i 12 milioni (contro 7,3 milioni di sei anni fa, +63%), su 1.181 ettari vitati. Superficie destinata a crescere (la stima del Consorzio è di 1.450 ettari entro il 2015) visto il forte interesse per questo prodotto, che ha visto sbarcare sul territorio anche grandi nomi della Valpolicella, da Tommasi (circa 20 ettari) ad Accordini Igino (25 gli ettari acquistati a Desenzano) e che trova nelle esportazioni il 70% del fatturato, con la Germania in testa. "Se si tiene conto che anche la vendita diretta in cantina per un buon 60% è effettuata da stranieri e turisti è facile capire la vocazione principale del nostro vino", aggiunge Veronese. Il Cda del Consorzio, presieduto da Luca Formentini, per ora non ha alcuna intenzione di fermare i nuovi impianti, e sono in aumento, sul territorio, i casi di riconversione a vigneto di terreni coltivati soprattutto a mais e grano: "Sarebbe un errore mettere uno stop in questo momento".
Nel frattempo, prosegue l'attività promozionale (400 mila euro la spesa nel 2013) ed è chiaro al Consorzio che è meglio non insistere troppo sui grandi mercati, dove è difficile raggiungere una massa critica importante: "L'azienda più grande fa circa 1,4 milioni di bottiglie e la filiera risulta altamente parcellizzata. Pertanto, per chi ad esempio fa 150 mila bottiglie è preferibile scegliere mercati più piccoli, vicini, interessati e facilmente gestibili anche dal punto di vista logistico". Ciò non esclude il lavoro sui mercati come gli Usa o il Regno Unito, dove il concorrente si chiama Pinot grigio.

ANNO 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Superficie (ha) 831 906 1004 1024 1088 1181
Produzione Uva (q.li) 95078 102871 116491 118328 127293 140478
Produzione vino (hl) 66554 72009 81543 82830 89105 98346
Imbottigliato (unità) 7314746 8012887 8798807 10022103 11536400 11952746
Giacenze (hl) 34669 32065 45817 28926 34236 32920

A cura di Gianluca Atzeni

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