Il 21 e 22 gennaio ad Accra i maggiori esperti di cioccolato, ma anche gli stakeholder e i ricercatori di tutto il mondo si sono riuniti per affrontare le problematiche della produzione del cacao in Ghana. E fino al 25 gennaio vengono organizzati dei corsi di formazione destinati ai produttori. 

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Chocothon

Il nome del meeting internazionale nasce come unione delle parole hackathon e chocolate, a indicare un evento e una metodologia volta a supportare la catena di produzione del cacao in Ghana. Nel corso delle due giornate si è cercato di promuovere un nuovo tipo di produzione del cacao, che attualmente presenta numerose criticità. I promotori di Chocothon – Future Food Institute di Bologna, Google Food Team e International Trade Center, con il supporto di Business School Lausannel – riconoscono infatti il cacao come uno dei prodotti che presenta una serie di importanti sfide nella sostenibilità ambientale e sociale, che se non sostenute e risolte adeguatamente potrebbero portare all’interruzione della fornitura globale: “Il cioccolato rende felici le persone, non possiamo permettere che questo prodotto cessi di esistere a causa di pratiche agricole e di approvvigionamento insostenibili. La tecnologia migliorerà la rintracciabilità nel sourcing di cacao per un futuro migliore per tutti i soggetti interessati“, dice Thomas Camenzinddi Google Food Team. “Abbiamo lanciato l’idea di Chocothon – sostiene Sara Roversi, fondatrice di Future Food Institute – come un potente strumento in grado di creare una connessione tra l’apprendimento e il fare, con il fine di condividere informazioni, promuovere l’uso della creatività e l’importanza della cooperazione e il lavoro di squadra , per affrontare le sfide più importanti a livello mondiale come la sostenibilità e dei diritti umani nella catena alimentare“.

Perché il Ghana

La decisione di organizzare il meeting in Ghana non è casuale: il Paese produce oltre il 20% del cacao mondiale, e questo è ritenuto uno dei migliori cacao al mondo. Peccato però che di media un contadino guadagni intorno a 0,84 dollari al giorno, nulla se confrontato con il valore medio di una barretta di cioccolato. Siamo nell’ordine del 3,5% sul valore medio di una barretta, che nel migliore dei casi arriva al 6,4%. Ecco perché le nuove generazioni ghanesi non sono più disposte a sottostare a queste condizioni. In un futuro prossimo, dunque, il mondo sarà a corto di coltivatori di cacao. Questo l’assunto da cui è partito il meeting, che ha come obiettivo principale l’educazione prima di tutto dei produttori (che da questo business guadagnano fino al 70% del valore medio di una barretta, troppo rispetto ai contadini). Ma anche di stakeholder e consumatori.

La partnership tra Ghana e Sicilia

A onor di cronaca, già nel 2016 l’Italia, e più precisamente la Sicilia, si era ufficialmente mossa per salvaguardare i contadini ghanesi. Pensiamo allapartnership economica tra la Repubblica del Ghana e l’Assessorato regionale all’Agricoltura per un progetto di investimento in Ghana, che puntava, da una parte a rafforzare la capacità di offerta del prodotto del Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica in tutto il mondo, attraverso un contatto diretto con uno dei più importanti paesi produttori di cacao, e dall’altra a favorire investimenti e nuovi posti di lavoro tra Sicilia e Ghana oltre ad attenuare la spinta migratoria dei giovani ghanesi verso l’Europa. Ovviamente questa notizia non è stata esente da polemiche: per alcuni il cioccolato di Modica è stato senza giri di parole svenduto. Ma torniamo al meeting.

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Le sfide e le proposte emerse

Numerose le proposte per garantire la sopravvivenza del cacao emerse durante Chocothon. Come condividere la conoscenza (dal 23 al 25 gennaio sono organizzati una serie di corsi di formazione destinati ai produttori), rafforzare i produttori, puntare su nuove tecnologie e connettere gli stakeholder attraverso un’unica piattaforma. Lo ha dichiarato Sandra Cabrera di International Trade Center: “Il potenziale che deriva dall’unione di istituzioni pubbliche e soggetti privati per raggiungere risultati nella produzione del cacao è altissimo. Tutti gli attori potranno beneficiare e collaborare attraverso piattaforme multi-stakeholder, promuovendo la trasparenza lungo le catene di approvvigionamento e lavorando così insieme verso strategie innovative per rendere il commercio sostenibile una realtà“. Come aiutare e sostenere Chocothon, che dal 22 al 26 maggio bisserà? Lo si può fare a vari livelli attraverso la piattaforma internazionale di crowdfounding. Tutte le donazioni andranno a favore dei contadini ghanesi e di quelle start-up innovative che propongono nuove tecnologie volte a gestire al meglio la raccolta e a migliorare la qualità del lavoro.

chocothon.com

a cura di Annalisa Zordan

 

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