Dopo il boom di aperture in Italia e all'Estero degli ultimi anni, e nonostante i numerosi progetti futuri, Eataly di Oscar Farinetti sembra in procinto di aprire un punto vendita anche a Parigi. Secondo un articolo del giornale francese Les Echos, un possibile partner per l'apertura potrebbe essere il gruppo della grande distribuzione Galeries Lafayette.
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L’inarrestabile Eataly: con 300 milioni di euro di fatturato nel 2012, il colosso enogastronomico creato da Oscar Farinetti si prepara ad aprire quattro nuovi punti vendita in Italia a Bari, Firenze, Milano e Piacenza entro fine anno; oltre a questo sono previste nuove aperture all’estero in autunno a Istanbul, Dubai e Chicago, e a settembre 2013 l’azienda vorrebbe lanciare la propria rete di e-commerce ufficiale. Nonostante tutto questo movimento però, la società sembra non volersi fermare e, appena un anno dopo l’inaugurazione del suo mega complesso gastronomico alla stazione Ostiense di Roma (17000 metri quadri su 4 piani), il gruppo piemontese sta studiando un progetto di apertura anche a Parigi. Per portare a compimento questo piano ambizioso, Eataly deve trovare un partner francese e, secondo un recente articolo di Pierre de Gasquet, corrispondente da Roma del principale quotidiano economico francese Les Echos, è in corso un possibile accordo con le Galeries Lafayette (gruppo francese specializzato nella grande distribuzione di prodotti alimentari). Nell’ipotesi di un’apertura a Parigi, Eataly si troverà ad affrontare realtà come Carrefour e Auchan, che occupano i prinicipali canali di distribuzione della città. Per affermarsi sulla piazza parigina, la società dovrà sfruttare la sua autenticità nell’offerta e nel rapporto con i clienti, come anche la partnership consolidata con Slow Food, che organizza numerosi corsi e degustazioni con il gruppo piemontese. “Il nostro obiettivo” afferma Luca Baffigo, CEO di Eataly e co-fondatore della società “è quello di diventare il principale distributore di prodotti alimentari di qualità su Internet, e un punto di riferimento per la cultura enogastronomica italiana nel mondo”