[caption id="attachment_138487" align="alignnone" width=""]il progetto per elBulli 1846[/caption]

Annunciato nel 2014, il progetto di trasformazione di elBulli, chiuso dall'estate 2011, sembra avviarsi a buon fine. L'opposizione degli ecologisti ha bloccato il cantiere per tre anni, ora il permesso della Commissione Urbanistica di Girona permetterà allo chef catalano di realizzare il suo centro espositivo, con laboratorio di ricerca gastronomica. 

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Sulle ceneri di elBulli

Permesso accordato. A patto di non alterare lo skyline della costa catalana, in località Cala Montjoi de Roses. Perché anche se ti chiami Ferran Adrià, e il tuo progetto promette di restituire nuova linfa a uno dei teatri più celebrati della ricerca gastronomica degli ultimi decenni, non tutto è concesso. Specie quando si tratta di difendere gli interessi di un’area naturalistica protetta. Per questo il progetto annunciato dallo chef catalano nella primavera 2014, destinato dapprima a concludersi alla metà del 2015, è poi slittato inesorabilmente a data da destinarsi. Nel frattempo l’opposizione del fronte ecologista ha determinato modifiche importanti al piano di rifondazione di elBulli, che a luglio di 6 anni fa chiudeva per sempre i battenti, e secondo progetto originale avrebbe dovuto accogliere il nuovo quartier generale di elBulliFoundation. L’obiettivo? Trasformare l’area di pertinenza della Fondazione nata sulle ceneri del ristorante in uno spazio di sperimentazione, ricerca e innovazione gastronomica, con percorso espositivo, espedienti audiovisivi e pop up restaurant, dove concludere a tavola l’immersione per un giorno nel mondo di elBulli. Ma due anni dopo la petizione popolare che fece scalpore – oltre 60mila firme raccolte in rete per contestare l’autorizzazione del Governo Catalano a edificare nell’area di Cap de Creus – la situazione è ancora ferma. Anche se l’ultima pronuncia della Commissione all’Urbanistica di Girona, arrivata due giorni fa, potrebbe finalmente dare nuovo impulso ai lavori.

 

Elbulli 1846 a gennaio 2018. Ci sono i permessi

Così, a gennaio 2018, tre anni dopo l’arresto del cantiere per insufficienza di permessi edilizi, elBulli 1846 aprirà finalmente al pubblico, offrendo un’esperienza che fonde performance artistiche e culturali con approfondimenti scientifici e laboratori gastronomici. Il progetto approvato, però, pur contemplando la costruzione di nuovi spazi, non modificherà i volumi originali dell’edificio preesistente: una clausola cui Ferran Adrià e la sua squadra di architetti dovranno attenersi scrupolosamente, pena le revoca dei permessi. Ecco perché diverse sale del complesso prenderanno forma sottoterra, senza rinunciare all’allestimento scenografico e interattivo preventivato. Un traguardo fortemente desiderato da Adrià, che proprio qualche settimana fa ha lanciato online il sito web Bullinianos, dedicato a tutti coloro che nel corso degli anni hanno gravitato nella famiglia di elBulli. “Fantastica noticia”, si è limitato a commentare su Twitter lo chef catalano (in viaggio esplorativo a Torino, dove con Federico Zanasi ha visitato lo spazio work in progress della Nuvola Lavazza), ricevendo le congratulazioni di molti colleghi celebri, da Josè Andrès (con cui è in ballo un ambizioso progetto a New York) a Rafa Martinez. Il team della Fondazione, intanto, continua a sviluppare i contenuti che troveranno spazio a Cala Montjoi. Ora l’obiettivo è concreto, e si tratta di moltiplicare le forze.

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www.elbullifoundation.com  

 

a cura di Livia Montagnoli