Gli accordi tra il ministro Maurizio Martina e il commissario di Expo spa Giuseppe Sala non prevedono un padiglione interamente dedicato al vino italiano. Lo sostituirà un'area di 2 mila metri quadri.
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Se si guarda il bicchiere mezzo vuoto, chi si aspettava un padiglione vino autonomo a Expo 2015, come annunciato dall’ex ministro Nunzia De Girolamo, è sicuramente rimasto deluso. Perché l’accordo tra il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, il commissario di Expo spa, Giuseppe Sala, e il commissario del Padiglione Italia, Diana Bracco, non lo prevede. Se si guarda, invece, il bicchiere mezzo pieno, il vino italiano avrà uno dei ruoli principali e sarà protagonista con quasi 2 mila metri quadrati all’interno di un’area che comprenderà l’agroalimentare Made in Italy in cui sfileranno (almeno stando alle previsioni) 20 milioni di persone. “L’organizzazione ha deciso diversamente da quanto ipotizzato in un primo momento dall’ex ministro De Girolamo” spiega a Tre Bicchieri il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia, che è componente della segreteria tecnica di Expo: “Inoltre, spostare il vino a latere del padiglione Italia poteva anche essere penalizzante. Questo sto cercando di spiegare ai cosiddetti ‘scontenti’. Perché non tutto dipende dallo spazio assegnato“. Il pensiero degli organizzatori è già alla costituzione di un team di settore: “Coinvolgeremo tutti gli addetti ai lavori” dice Vallarino Gancia “e sicuramente prima dell’estate si dovrà arrivare a un progetto che contenga iniziative concrete da presentare sul tavolo del commissario Bracco e del ministro Martina. Questa è la sfida. E dovrà nascere da un gioco di squadra“. I tempi sono molto stretti: “Appena si formalizzerà l’operatore partner incaricato di gestire lo spazio vino del padiglione Italia si dovrà partire e si dovrà correre“. Vinitaly è destinato ad avere un ruolo centrale, ma non è detto che sarà il solo. “E poi non dimentichiamo il lavoro di incoming che stanno già facendo le singole Regioni per valorizzare i territori“, aggiunge Vallarino Gancia che avverte: “La logistica sarà fondamentale, il periodo è ideale, c’è la vendemmia di mezzo. E non si pensi a una fiera, ma a un grande evento, con ben sei mesi di tempo in cui tutti avranno la propria occasione“.

a cura di Gianluca Atzeni