Dalla Svezia alla Polonia, dalla Spagna al Montenegro nessuno resiste al cibo italiano, che detiene il primato del delivery food in area europea. Resistono Grecia, Turchia e Bosnia. Mentre agli italiani piace l’etnico, cinese e giapponese in testa. Dagli Usa un'altra soddisfazione: +23,4% per l’export tricolore.

Pubblicità

L’Europa conquistata dal delivery service

Il cibo italiano nel mondo è sinonimo di esperienza gourmet. E se il primato è costantemente insidiato dal fenomeno dell’italian sounding, particolarmente frequente oltreoceano – a causa dell’assenza pressoché totale dei nostri prodotti dalle grandi catene di distribuzione statunitensi, ma il vice ministro Carlo Calenda sta seguendo in questi mesi un programma di sviluppo per aiutare il made in Italy ad affermarsi sul mercato americano – è sul fronte europeo che la tradizione tricolore fa registrare un nuovo successo.

Di pari passo con il diffondersi a macchia d’olio del servizio di delivery food, operato da portali online che raccolgono un bacino di utenti sempre più ampio, anche i prodotti e le pietanze italiane più celebri sembrano distinguersi nel panorama di hamburger, chips e specialità etniche di vario genere, dai noodles cinesi al sushi.  Regina incontrastata che guida l’avanzata del cibo italiano in tutta Europa è la pizza, come confermano i dati diffusi  da JustEat, FoodPanda e Delivery Hero, colossi della consegna a domicilio nel settore alimentare. 

Mangi a casa con un click. È il cibo italiano il più richiesto

Il Wall Street Journal si è preoccupato di incrociare le statistiche che prendono in considerazione una dozzina di Paesi (ma c’è anche l’Italia) per riscontrare una preferenza netta accordata alle specialità nostrane al momento di scegliere cosa ordinare per cena nelle case tedesche come in quelle spagnole, svedesi o polacche. Mentre i Paesi dell’area balcanica e mediterranea – Bosnia, Turchia e Grecia – si mostrano più diffidenti a scoprire la tradizione culinaria italiana, o almeno quella che viene venduta come tale sul mercato europeo, a vantaggio di specialità locali decisamente gettonate: i cevapcici bosniaci, gli spiedini souvlaki in Grecia, il kebab turco.

Pubblicità

Ma basta superare il confine per restare sorpresi  dal dato raccolto in Montenegro, dove il 76% degli ordini online mira a soddisfare il desiderio di cibo italiano. O arrivare in Austria per scoprire che la Wiener Schnitzel, la cotoletta simbolo della cucina locale, riscuote solo il 9% delle preferenze  contro il 31% dei prodotti tricolore.

E gli italiani? Preferiscono l’etnico

E in Italia, cosa preferiamo ordinare quando non ci va di cucinare? Anche in questo caso il primo gradino del podio spetta alle pietanze italiane, ma il cibo etnico va forte, particolarmente quando parliamo di sushi e cucina cinese. Con l’eccezione singolare e fuori dal coro di Firenze, dove la richiesta di specialità indiane si impenna.

Boom dell’export italiano in Usa. I dati di inizio 2015

Ma intanto proprio oltreoceano il sistema agroalimentare italiano ottiene un altro successo, relativo al giro di affari delle esportazioni negli Stati Uniti nel primo quadrimestre del 2015 (+23,4%). Agli americani piacciono soprattutto i formaggi e la pasta, ma è sempre il vino a conservare lo scettro, generando il 40% dei flussi commerciali verso gli Usa. Export in crescita anche nel Regno Unito (+10%) e in Spagna (+13%).

Pubblicità