Il dopo De Girolamo. Il Mipaaf vacante preoccupa la filiera e arriva l'appello di Uiv, Federdoc e Federvini: "Fate presto"

5 Feb 2014, 08:54 | a cura di Gianluca Atzeni
Soprattutto a guardare gli ultimi dati sull'andamento positivo del settore primario, preoccupa la mancanza di un segnale, da parte delle istituzioni, per continuare sulla strada intrapresa. E proprio mentre a Bruxelles si discute sulle politiche di rinnovamento la posizione dell'Italia deve essere chiara.
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L'interim all'Agricoltura assunto dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, a seguito delle dimissioni di Nunzia De Girolamo dello scorso 26 gennaio, non rassicura il settore vino. Troppe le questioni in sospeso, con l'Italia chiamata a trovare una figura autorevole e competente (si sono fatti i nomi di Martina, Catania, Tabacci, Nencini) in grado di traghettare rapidamente il settore già a partire dalle prossime settimane, con diversi conti aperti a livello europeo e con l'Expo imminente. "Sul tavolo di Letta ci sono sicuramente troppe cose da gestire e siamo preoccupati che i tempi si allunghino a dismisura proprio a causa del suo incarico ad interim. Abbiamo bisogno di un ministro che prosegua a valorizzare il settore, a cominciare dall'export", dice il presidente di Federvini, Lamberto Vallarino Gancia. "C'è bisogno subito di un ministro che vada a Bruxelles, che si occupi dell'Expo di Milano, che segua nel dettaglio e con forza le questioni aperte in Europa, a partire dal nuovo sistema di autorizzazioni sugli impianti", rimarca il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, che aggiunge: "Siamo anche in piena fase di realizzazione dei Piani di sviluppo rurale. L'interim, pertanto, non è la soluzione. E al nuovo ministro non basterà essere un bravo politico, ma dovrà avere competenza e passione". Deluso il presidente di Uiv, Domenico Zonin: "Non è possibile che uno dei pochi comparti che funziona, con una bilancia positiva, venga bistrattato dalla politica. In otto anni sono cambiati sei ministri. Il Mipaaf, che è fatto di persone valide, non può essere considerato l'ultima ruota del carro. Proprio ora che a Bruxelles si discute di promozione con l'Ocm vino e dei criteri di applicazione del nuovo sistema di autorizzazioni per i nuovi impianti. Per non parlare dell'Expo, tema su cui stiamo accumulando forti ritardi".

a cura di Gianluca Atzeni

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