Entrare al Mut significa ripercorrere una storia secolare attraverso video, foto d'epoca, reperti e oggetti insoliti, come gli abiti indossati dai tonnarotti durante la mattanza, che finiscono in una teca. Ecco cosa dovete sapere della storica Tonnara Saline. 

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Vita di mare, tonni, mattanze e tonnare

La cultura delle tonnare, ai giorni nostri, è affidata al ricordo di chi quel rituale che scandiva l’anno dei pescatori del Mediterraneo in concomitanza con l’arrivo dei tonni nei nostri mari l’ha vissuto in prima persona fino a qualche decennio fa, quando l’appuntamento con questa pratica millenaria era atteso da tutta la comunità. D’altronde l’origine della pesca del tonno in Sardegna si perde nella notte dei tempi e trova riscontro in molte leggende popolari che chiamano in ballo marinai, pastori e santi. Più prosaicamente è molto probabile che la pesca del tonno venisse praticata già in epoca nuragica, come dimostrerebbe il ritrovamento di arpioni di pietra e di fiocine d’osso in alcuni nuraghi. Questa e molte altre storie sono quelle da scoprire lungo il percorso del Museo della Tonnara di Stintino, rinomata località turistica della provincia di Sassari, che ha aperto da qualche giorno sulla strada panoramica del paese per riaccendere i riflettori su un’importante tradizione della cultura gastronomica isolana. La struttura, situata proprio di fronte al porto, sostituisce il museo precedente e ha richiesto due anni di lavori di ristrutturazione (dell’ex edificio Alpi, adibito alla produzione ittica) e un investimento di oltre due milioni di euro, con l’intento di ricostruire un viaggio nel passato, tra tradizioni e memoria delle tonnare attive nel Golfo dell’Asinara fino al secolo scorso.

Il nuovo museo multimediale

In particolar modo, il nuovo MUT si prefigge lo scopo di ricordare l’attività della Tonnara Saline – la più importante tra tutte quelle del Golfo, con stabilimento di lavorazione nei pressi della Torre delle Saline e già attiva alla fine del Cinquecento – attraverso un itinerario multimediale che si avvale di contributi video e accompagnamento musicale di Paolo Fresu. L’allestimento racconta così la storia della tonnara, la vita dei tonnarotti, la storia di Stintino e dell’Asinara, contribuendo a celebrare un ricordo che altrove, sull’isola, viene affidato alle creazioni degli chef contemporanei, che solo qualche settimana fa, a Carloforte, si sono cimentati con la competizione di Girotonno. In visita al museo, la linea temporale inizia sul finire del XIX secolo, con la nascita del borgo di Stintino, protraendosi fino agli anni Novanta del Novecento, quando la Tonnara Saline ha cessato l’attività (ma l’ultima vera mattanza risale al 1964). E accanto ai video spuntano foto d’epoca, reperti da lupi di mare e documenti, diari e vecchi articoli di giornale, attrezzi e abiti usati durante la mattanza. Oltre alle opere di alcuni artisti sardi che hanno dipinto la vita della tonnara. Molti gli appuntamenti collaterali in calendario, tra aperitivi al museo, presentazioni di libri e approfondimenti archeologici che ricercano le radici di questa pesca rituale.

Gli ultimi anni della tonnara

Intanto, nel 1996, la tonnara di Stintino ha ripreso per qualche tempo a lavorare in veste nuova: l’attività di pesca è ripresa ad opera della società Stintino Tonnare Nord-Ovest Sardegna. La nuova struttura è sorta dove un tempo si trovava l’antica Tonnara Saline; per la ricostituzione della ciurma è stata coinvolta la locale Cooperativa Pescatori, ingaggiando anche l’ultimo rais Agostino Diana. E giovani marinai poco esperti per incoraggiare la rinascita di una professionalità che si stava perdendo.

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Il museo osserverà apertura stagionale, accessibile al pubblico fino al 31 agosto.

 

MUT | Stintino (SS) | Strada panoramica | www.facebook.com/Museo-della-Tonnara-di-Stintino-303967669935273/?fref=ts

 

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Foto di Michele Gagliani