Mentre la città di Benevento piange i suoi morti, il distretto industriale lambito dal fiume Calore conta 300 milioni di danni e 1500 dipendenti senza lavoro. Il Pastificio Rummo registra i danni più ingenti: produzione bloccata, macchinari sommersi e impianti coperti dal fango.

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Benevento. La piena del fiume Calore

Era stata annunciata come la prima ondata importante di maltempo di quest’autunno che tarda ad arrivare, con temperature sopra la media e giornate assolate. E nella zona del Sannio Beneventano purtroppo la pioggia ha colpito incessante, scatenando la furia del fiume Calore, che lambisce uno dei distretti industriali più produttivi della zona, l’area ASI Z3 di Ponte Valentino, e attraversa la città di Benevento – messa in ginocchio dal nubifragio –  dove si contano cinque morti. Qualcuno, i più anziani, ricorda tristemente l’alluvione dell’ottobre 1949, quando l’esondazione del fiume causò la distruzione di mezza città. Stavolta la piena è arrivata di notte, alle 4 del mattino, l’alluvione inevitabile.  A un paio di giorni dall’accaduto, il sito produttivo è allagato, si contano danni ingenti a merce stoccata e attrezzatture di circa settanta aziende tra gli agglomerati di Ponte Valentino, Ponte e Solopaca: 300 milioni la prima stima, e cassa integrazione per 1500 dipendenti.  E mentre il presidente di Confindustria Campania, Costanzo Jannotti Pecci, lancia un grido d’aiuto per risollevare le sorti dell’area colpita drammaticamente, sono molte le realtà che cercano di rialzarsi per guardare avanti.

Il Pastificio Rummo sommerso. Danni anche per l’agricoltura

Tra loro, il Pastificio Rummo, devastato dall’acqua, come ha spiegato nelle scorse ore Cosimo Rummo, patron di uno dei più celebri brand di pasta campana che attualmente dà lavoro a 150 dipendenti.  L’acqua ha sorpreso i 20 operai del turno notturno, costretti a rifugiarsi sui tetti per salvarsi e poi raggiunti dai sommozzatori della protezione civile. Oggi i locali sono inagibili, i macchinari irrimediabilmente danneggiati: “La situazione è molto grave – ammette Rummo – è persino crollato un muro di cemento armato. Ma i fornitori internazionali ci stanno mostrando grande solidarietà e sono pronti a darci una mano”. Accanto a Rummo, difficile la situazione dell’Agrisemi Minicozzi, che ha perso la totalità della merce stoccata: tonnellate di grano sommerse dall’acqua. Stessa sorte per strutture e cooperative agricole del beneventano, che lanciano l’allarme e chiedono lo stato di calamità naturale. Territori coltivati a vite, da Benevento alla Valle Telesina, e intere greggi di animali sono state spazzate via dalla piena.

Intanto sui social network è già virale l’hashtag solidale #SaveRummo.

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