Una forma di allevamento particolarmente adatta alle aree siccitose e ventose, che facilità l’intervento dell’uomo, là dove la raccolta è quasi esclusivamente manuale. La proposta ufficiale era stata avviata nel 2010 e dopo un lungo periodo di negoziati i 161 membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale hanno approvato all’unanimità la decisione.
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La vite ad alberello di Pantelleria è entrata a far parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco. E’ la prima volta che ad una pratica agricola viene riconosciutoun valore storico-culturale oltre che identitario. La notizia è arrivata ieri sera da Parigi dove la decisione è stata approvata all’unanimità da parte dei 161 Paesi membri della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. La proposta ufficiale era stata avviata nel 2010 e quindi nel marzo 2013 era stata presentata all’Unesco come unica candidatura italiana. Poi un lungo periodo di negoziati culminato con il parere favorevole dell’organo di valutazione arrivato ieri sera.
L’alberello di Pantelleria viene allevato sui terrazzamenti – spesso in forte pendenza- e messo al riparo in una larga conca per difenderlo dai venti di scirocco e di greco levante che spirano per buona parte dell’anno sull’isola. Questa forma di allevamento, particolarmente adatta alle aree siccitose e ventose, è anche utile per equilibrare lo sviluppo della parte aerea della pianta rispetto a quella radicale, facilitando l’intervento dell’uomo. Le operazioni di campagna a Pantelleria sono quasi esclusivamente manuali e richiedono un monte ore che supera di almeno tre volte quelle necessarie alla coltivazione di un normale vigneto sul continente. Attualmente si stima che la superficie vitata di Pantelleria si estenda per circa 500 ettari da cui si ottengono i vini Doc Passito di Pantelleria, Moscato di Pantelleria, i vini tranquilli della Doc Pantelleria oltre agli Igt.
Il riconoscimento Unesco, che farà conoscere in giro per il mondo il nome di Pantelleria, dovrebbe incentivare l’impianto di nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende e rafforzare la creazione di uno spirito di squadra in grado di affrontare con maggiore decisione sfide dei mercati. La viticoltura eroica di Pantelleria infatti deve combattere con l’abbandono delle coltivazioni, l’invecchiamento degli impianti e degli addetti, il mancato turn over generazionale, le difficoltà dovute a trasporti non sempre efficienti e spesso assai costosi.
Intanto all’orizzonte del Canale di Sicilia il piano di trivellazioni petrolifere, dopo l’accordo firmato dalla Regione Sicilia con l’Eni, va avanti. Andrà d’accordo con il riconoscimento Unesco ? A Pantelleria, Sindaco Salvatore Gino Gabriele in testa, credono di no.

A cura di Andrea Gabbrielli