Pechino avvia l'indagine antidumping sul vino Ue. Ecco il questionario inviato ai produttori.

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Molti produttori vitivinicoli in questi giorni hanno ricevuto o riceveranno da consorzi o federazioni del settore un documento dal titolo Registration Form for Dumping Investigation da far avere entro il 20 luglio direttamente al Mofcom, il Ministero del Commercio cinese. Niente paura. È solo la prima fase dell’indagine antidumping a antisussidi appena avviata dal Governo di Pechino sul vino europeo per tutelare l’industria enoica cinese. Almeno questa è la versione ufficiale. In realtà è la vendetta del Dragone per la proposta Ue (che potrebbe diventare operativa il prossimo sei agosto) di alzare i dazi sui pannelli solari made in China. Come a dire, se non ritirate la “minaccia solare” il vino pagherà per tutti. Ma torniamo ai questionari. A cosa servono? Pare che da essi verranno estratti dei campioni grazie ai quali Pechino verificherà se il sospetto di dumping (sottocosto dei vini) sia o meno fondato. É chiaro che non sarà da essi che dipenderà il futuro dell’export in Cina, ma la registrazione rappresenta l’impegno a collaborare con le autorità cinesi e potrebbe valere un trattamento di favore, qualora l’applicazione dei dazi venisse davvero maggiorata. Meglio non perdere l’occasione.