Diciotto trattorie cinesi "salvavita" a Milano

2 Gen 2024, 18:11 | a cura di
Il ristorante cinese di quartiere a Milano è il luogo perfetto per chi cerca un rifugio culinario accogliente e conveniente. Un'ancora di salvezza per affrontare la metropoli

Il ristorante cinese di quartiere è il livello uno dell’alimentazione metropolitana, una pasta con il tonno che ce l’ha fatta. Il pasto del fuori sede che vuole socializzare, una cucina popolare fondata sul glutammato, sui prezzi bassi e sul non trascurabile dettaglio che in una città in cui gli orari di apertura sono punitivi e le prenotazioni una tagliola, in un cinese che si rispetti nessuno vi caccerà mai ma e un tavolo per voi si troverà sempre, a qualsiasi ora (o quasi). Insomma, il cinese come lo intendiamo qui svolge un fondamentale ruolo di ammortizzatore sociale, e pazienza se poi quando si va in Cina si scopre che quella cucina è solo una versione italianizzata di quella del Dragone. Ma che diamine: involtini primavera e risi cantonesi hanno nutrito almeno un paio di generazioni di studenti, disoccupati, sottoccupati, famiglie numerose, bocche buone, soprattutto in una città gastronomicamente esosa come Milano, dove ti siedi e già il tassametro comincia a correre con l’odiosa gabella del coperto/servizio. Ma siccome popolare non vuol dire necessariamente scadente ecco i nostri cinesi “salvavita” preferiti del capoluogo lombardo.

Le quattro sedi di Wang Jiao

Partiamo da Wang Jiao, quattro sedi, una in via Felice Casati 7, le altre in viale Col di Lana 14, via Lomazzo 16, via Padova 3, per far felici tutti, dovunque si abiti. Locali spartani, menu semplice, piatti tradizionali della cucina sino-italiana ma con buoni ingredienti, il piatto principale la temibile “scodella di fuoco” tenuta in caldo attraverso un fornelletto acceso direttamente sul tavolo. Affollamento garantito, ma questo vale per un po’ tutti i locali di cui parliamo.

Chiatown/1

Poi facciamo una lunga sosta a Chinatown, quartiere per definizione delegato a rappresentare la cucina asiatica a Milano, e che seppur gentrificato continua a proporre anche insegne tuttora popolari e a basso costo. Partiamo da Hua Cheng, in via Giordano Bruno 13, una trattoria tutta lanterne di carta e calendari pop con una sola vetrina, sempre strapieno – non si prenota, ma il posto prima o poi ci scappa, magari in condivisione, ma in questo articolo non ci formalizziamo, vero? – e che propone piatti semplici con impiattamenti rudimentali, tutta sostanza e poca forma. Ma il maiale in agrodolce, le paste fresche e le verdure saltate sono davvero buone.

Chinatown/2

L'anatra alla pechinese di Bokok

Restiamo in zona da Jin Yong via Paolo Sarpi 2, un locale di cucina cantonese semplice ma di sostanza – notevoli le polpette e tutte le zuppe – che punta molto anche sulla cordialità del personale. Chi ha detto che i cinesi sono chiusi? Ancora, in via Paolo Sarpi 25 c’è Bokok, un cinese un po’ più elegante della media di quelli che vi stiamo raccontando, noto per ravioli gustosi, ben realizzati.

La Ravioleria Sarpi

E a proposito di ravioli e di Chinatown, ormai iconica è la Ravioleria Sarpi, in via Paolo Sarpi 27, primo esempio di contaminazione tra tradizione cinese e ingredienti italiani. Un luogo che è inutile raccontare: un bugigattolo con un bancone, si fa la fila, si sceglie, si ritira e si mangia appollaiati su un gradito o se si è fortunati su una panchina ravioli di manzo, maiale o vegetariani con una pasta di imbattibile callosità lavorata da una sorta di “sfoglina” cinese. Ancora Chinatown: in via Lomazzo, al numero 14, ecco Houjue, specializzato nella cucina street di Rui’an, nella provincia di Zehijiang: provate i tanti tipi di spiedini, taluni di interiora, oppure i ravioli cotti sulla piastra bollente e i claypot, i piatti nella tipica terracotta di Hong Kong. Infine , in via Rosmini 1, classico posto dove un italiano avrebbe un po’ di timore a entrare ma che propone piatti magnificamente rudimentali ma autentici, dagli spiedini alla fonduta, dalle crocchette di gamberi alle costine di maiale.

NoLo

Altra area multietnica di Milano è via Padova, la faccia dark di NoLo. Qui troviamo numerosi locali decisamente “row”, come Baiwei, al numero 90, un posto talmente frequentato da cinesi che un italiano si sente orgogliosamente a disagio, soprattutto quando a una certa ora qualcuno inizia a fumare all’interno. Ma la cucina è davvero autenticamente cinese, con ingredienti anche piuttosto estremi. No perditempo. Sempre in via Padova, al numero 84, c’è Zaoyidian, che fa cucina tipica con un tocco creativo che non dispiace. Qui si viene anche per la tipica colazione cinese, una successione di piccoli piatti salati che sono anche la specialità di Mare d’Oro in via Morazzone al numero 10 (e siamo tornati a Chinatown), dove di italiano se ne mastica pochissimo, e stiamo parlando della lingua.

Piazzale Loreto

manzo piccante a Le nove scodelle Milano

Manzo piccante a Le nove scodelle Milano

Da NoLo a piazzale Loreto è un attimo, e qui si trovano di classici cinesi pop, che inseriamo in questa lista con qualche esitazione perché andati un po’ troppo di moda a un certo punto della loro vita. Parliamo di Mao Hunan, in via Porpora al numero 5, con la sua estetica fumettistico-comunista e i piatti colorati e spesso piccantissimi della regione meridionale della Cina. Spin off ne è Maoji, nella vicina piazza Aspromonte al numero 43, con la sua estetica che riproduce un losco vicolo di Pechino (o di Shanghai, chissà); qui le specialità sono i piatti street, come i bun, i ravoli e le polpette. Un po’ hipster ma potete chiudere un occhio e spalancare la bocca. E poi là dietro, in viale Monza, Le Nove Scodelle, forse un po’ più alto della media, ma dall’estetica pulita e dai piatti colorati e piccanti del Sichuan come il magnifico Pollo Gongbao e forse i migliori spaghetti cinesi tirati a mano di Milano.

Mao Hunan

Mao Hunan

Il resto della città/1

Involtini primavera pronti da friggere da Lon Fon

Involtini primavera pronti da friggere da Lon Fon

Poi ci sono ottime trattorie cinesi sparse per tutta Milano. Come Lon Fon in via Lazzaretto 10, forse il più classico “cinese” di Milano, familiare e dal menu vastissimo, specializzato in cucina cantonese, quella a cui noi italiani siamo più avvezzi. Il luogo del cuore dei non avventuristi. Poi a Dergano, in via Pellegrino Rossi al numero 28 c’è l’adorabile Jin Yun Fang, un ristorante con il televisore sempre acceso e con una deliziosa signora autobattezzata Anna, che parla un italiano caotico e creativo ma è di una simpatia irresistibile. La cucina è quella di Szecuhan, i must per me sono lo Xiao Mian con maiale, il Long Chao Shou e le melanzane brasate. Poi ci spostiamo in via Ravizza, zona De Angeli: qui c’è Yu Zhou, un classico del quartiere: piatti con ingredienti freschi (scegliete sempre dai piatti di stagione, che variano continuamente), grande cortesia e la caratteristica di essere aperto sempre, a tutte le ore e tutti i giorni. Davvero un salvavita in un quartiere un po’ borghese.

Il resto della città/2

Hua Cheng

Infine una citazione per Impressione Chongqing in via Sammartini 19, che propone piatti hardcore come l’Orecchio di maiale lesso in salsa piccante e l’intestino (o i reni) saltati. Per Ta Hua, in via Gustavo Fara al numero 15, tra Repubblica e Centrale, che propone la cucina di Hong Kong, specializzata nei dim sum ma anche nel Rombo in crosta con verdure. Infine per la mia ultima scoperta (colpa mia), i ravioli di Lu Pechino in viale Brianza 15: locale spartanissimo, menu stringato, alcune varietà di ravioli – vitello, maiale, verdura - che vengono preparati a vista in una postazione all’ingresso e richiedono in caso di folla (e capita spesso) un po’ di tempo per essere serviti: ma questa, si sa, è una garanzia di qualità.

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