Dove mangiare a Palermo per San Valentino. Gli 8 ristoranti scelti dal Gambero Rosso

13 Feb 2024, 14:23 | a cura di
Ai piedi del Monte Pellegrino, Palermo è una città di mare di indubbio fascino da visitare in ogni periodo dell’anno, con un centro storico ricco di testimonianze arabo-normanne e chiese dichiarate patrimonio Unesco

Oltre ai palazzi e alle dimore signorili, alle piazze, allo splendido Teatro Massimo, Palermo vanta tre storici mercati: Ballarò, il più antico, la Vucciria e Il Capo. Perdersi tra i banchi colorati traboccanti di merci e generi alimentari è un’esperienza da fare, come quella di spingersi fino a Mondello, la spiaggia dei palermitani, dove si può ammirare un mare ancora cristallino. La gastronomia, poi, è un trionfo di sapori, grazie alla disponibilità di prodotti di assoluta eccellenza

Dove mangiare a Palermo per San Valentino

Archestrato di Gela

Pizzeria. Grande lavoro di squadra quello della famiglia Chifari. Attenzione per le materie prime, ricerca e artigianalità nel menu diviso in tre sezioni: Rascapignate, Contrade e Quartieri, con pizze ispirate nel nome ai luoghi di Archestrato. L'impasto base è di tipo 1 con farina evolutiva, nel week end anche l'integrale in purezza. Tra le imperdibili, la vegana Piano Carmine con crema di zucchine, peperone arrosto, cipolla di Tropea, patate al forno, pomodorino confit, crumble di pane, olio al peperoncino. Esaltante il vassoio di dolci home made. Dettagliata carta dei vini, Champagne e birre artigianali. Altra sede a Monreale.
Archestrato di Gela – via E. Notarbartolo, 2/F – 091 6258983 – www.archestratodigela.it

Buatta Cucina Popolana

Trattoria. L'ex valigeria di una Palermo primi ‘900, dall'eleganza Liberty, ospita il piacevolissimo locale di Franco Virga e Stefania Milano. Con mano precisa e fine, lo chef Fabio Cardilio tratta materie prime eccezionali reperite da piccoli produttori locali, alcuni biologici. Si sceglie tra sfincione palermitano, lumache madonite, caciocavallo ragusano all’argentiera, per procedere con un eccellente timballo d'anelletti e gli squisiti bucatini sarde e finocchietto. Come secondi, da non perdere il falsomagro e la salsiccia al ceppo, e per il fronte mare le sarde a beccafico. Chiusura felice con cassata e cannolo. Carta dei vini di giusto respiro, con numerose etichette “naturali”.
Buatta Cucina Popolana – via Vittorio Emanuele, 176 – 091 322378 – www.buattapalermo.it

Casa Charleston

Ristorante. Ha ri-aperto di recente lì dove tutto era iniziato nel 1967, in un edificio del centro storico totalmente ripensato negli spazi e nell’utilizzo di materiali. Articolata su due livelli, l’insegna è caffetteria, bistrot, cocktail bar e ristorante vero e proprio (al primo piano), di soli 30 coperti, di un’eleganza ricercata e di atmosfera tranquilla. La cucina, affidata al giovane chef Gaetano Verde che già era al timone del Charleston a Mondello, mette al centro la qualità e la stagionalità delle materie prime, prevalentemente del territorio; invece le verdure e le erbe aromatiche provengono dall’orto di Villa Spina, ma anche dall’orto urbano e dall’erbolario di proprietà. Si beve bene.
Casa Charleston – via Generale Magliocco, 19 – 091 450171-091 6613413 – www.casacharleston.net

Gagini Restaurant

Ristorante. Tra il millenario porto della Cala e gli scampoli della Vucciria, quella che fu la bottega artigiana dello scultore rinascimentale Antonello Gagini, un angolo ricco d’atmosfera, è sede di una cucina di scoperta, opera di Mauricio Zillo. In tavola una Sicilia vestita da sera, con materie locali e di ricerca. Via con panelle, avocado siciliano, acetosella e ricci di mare; poi ricciola all’arancia rossa, senape selvatica, sparacelli e cucunci di Salina. Dessert curati e originali, come l’Antiche mele dell’Etna, liquirizia e zenzero del Ragusano. La cantina esplora il territorio palmo a palmo ed è prodiga di rarità e curiosità, con opzioni a calice.
Gagini Restaurant – via dei Cassari, 35 – 091 589918 – www.gaginirestaurant.com

MEC Restaurant

Ristorante. Un'insegna che fa del sincretismo la propria bandiera, con cucina contemporanea, tecnologia e arti visive che si uniscono nella cornice di Palazzo Castrone, a pochi passi dalla Cattedrale. Lo chef Carmelo Trentacosti interpreta i nitidi sapori del territorio con felice mano creativa, passando agevolmente tra materie prime di mare e di terra. L’Oltre Oceano (carpaccio di capasanta, spuma di patate al limone, ostrica e olio verde) apre la strada all'ottima “Arriminata” (Fusilloni Pietro Massi con broccoli in tegame, salsa mornay e tartufo siciliano); notevole il baccalà con la crema di carciofi di Cerda, capperi e tartufo nero. La cantina vanta circa 700 referenze fra regione, Italia e oltreconfine.
MEC Restaurant – via Vittorio Emanuele, 452 – 091 9891901 – www.mecrestaurant.it

Moltivolti

Bistrot. Dietro questa insegna una bella realtà di inclusione e di incontro di diverse culture, quella siciliana con quelle provenienti da altri paesi del Mediterraneo, a partire dalla Tunisia e dalla Palestina. Nei pressi della famosa Vucciria, offre spazi per coworking, caffetteria e una cucina di mercato semplice e schietta, piatti semplici ma ricchi di sapori, suggestioni e significato. Cuscus “incocciati” a mano in più varianti, paccheri al sugo di triglie, anelletti al forno alla palermitana, ma anche “mafe” (stufato di vitello, agnello, burro di arachidi e riso caramellato), moussaka, kofta con patate al forno, cipolla caramellata, yogurt al pesto di sesamo e spinacino. Tante le opzioni per vegetariani e vegani. Una sosta che fa bene allo spirito e al cuore.
Moltivolti – via G. M. Puglia, 21 – 091 2710285 – www.moltivolti.org

Nino u’ Ballerino

Street Food. Antonino Buffa, in arte Nino, è una vera e propria icona dello street food palermitano: le sue movenze e la rapidità con la quale riesce a confezionare una focaccia con la milza sono diventate un marchio di fabbrica. Oltre al celebre pane con la milza, declinato anche in versioni "gourmet", il repertorio contempla crocchè di patate o cazzilli, la rascatura (polpette fritte con ritagli di panelle), arancine, pasta al forno, pizze, sfincioni e panini. In accompagnamento un buon bicchiere di vino. A questa sede originaria, a pochi metri dal Tribunale, è stato affiancato un chiosco su corso Calatafimi, dalle parti di Palazzo dei Normanni.
Nino u’ Ballerino – corso C. Finocchiaro Aprile, 76 – 339 6950106 – www.ninouballerino.it

L’Ottava Nota

Ristorante. Un posto contemporaneo, con ambienti di design e una cucina moderna e qua e là contaminata da felici intuizioni. Alla base c'è una scrupolosa selezione della materia prima, pesce in primis, poi intervengono la mano e l'estro dello chef Vladimiro Farina. I piatti sono belli da vedere e centrati nel gusto, come le animelle di vitello, crema di piselli, zenzero in agrodolce, tartufo moscato siciliano e fondo bruno, oppure gli spaghetti in bianco con estratto di cipolla cotta al forno, tartare di scampi e caviale Asetra, o ancora il baccalà “a sfincione”, con pomodoro, cipolla, acciughe, origano, caciocavallo, mollica tostata. In cantina le etichette sicule fanno la parte del leone.
L’Ottava Nota – via Butera, 55 – 091 6168601 – www.ristoranteottavanota.it

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