Scopriamo quali sono le app più interessanti, o per lo meno le più conosciute, nel settore enologico.

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Cos’è un’app? In parole povere è un programma, o meglio un software, pensato per essere usato e installato nei cellulari o nei tablet. Nello specifico, le app, permettono di adattare il cellulare alle proprie esigenze e ai propri gusti. Detto questo entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire quali sono le più interessanti o per lo meno le più conosciute nel settore enologico. Abbiamo cercato di dividerle per categoria, senza la pretesa di ordinarle per importanza, omettendo quelle che non sono disponibili in lingua italiana, quelle che si occupano di e-commerce e le versioni app delle guide cartacee (perché meritano sicuramente un ulteriore approfondimento). Ovviamente, essendo una tematica perennemente work in progress siamo sicuri che tra alcuni mesi ci saranno realtà nuove degne di note. È per questo che rinnoviamo l’invito a partecipare a Gourmet, manifestazione che si terrà a Lingotto Fiere Torino dal 22 al 24 novembre, durante la quale si affronteranno anche questi temi.

App italiane destinate ai consumatori

VisitCantina.it (Gratuita)

È una piattaforma tutta italiana dedicata alla prenotazione online di degustazioni e visite in cantina. È un’app, che può contare anche su un sito internet, ideata per il turismo enologico. Consente di prenotare visite e degustazioni nelle cantine sul territorio nazionale con un semplice click. A oggi sono più di 100 le aziende che hanno aderito al portale, condividendo calendari di eventi e proposte di degustazione facilmente consultabili dagli utenti.

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Movimento Turismo del Vino (Gratuita)

Sulla stessa onda l’applicazione ufficiale del Movimento Turismo del Vino, che permette agli utenti di visualizzare tutti i principali eventi enologici nazionali dove partecipano le cantine associate, come Cantine Aperte, Calici di Stelle, Benvenuta Vendemmia, Cantine Aperte a San Martino, Cantine Aperte a Natale. Non solo, attraverso questa app si possono visualizzare in modo veloce le venti cantine più vicine alla propria posizione e, grazie al sistema di geolocalizzazione, si accede subito alla mappa che indica la propria posizione rispetto alla cantina visualizzata e alle info riguardanti gli orari d’apertura e l’elenco completo dei vini prodotti. Il motore di ricerca consente inoltre di individuare la cantina in base al nome della stessa oppure in base al luogo in cui si vuole andare.

My-Sommelier (Gratuita)
 

È un programma, creato da Besanopoli per l’ASPI, Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, che consente di abbinare il vino giusto, più precisamente l’etichetta, al piatto in tavola. My Sommelier è dotato di un algoritmo che associa vini e cibi tenendo conto delle loro qualità organolettiche. Una volta individuato il vino, My Sommelier mette a disposizione una scheda di approfondimento, parlando anche della cantina e suggerendo addirittura il calice migliore da utilizzare (ovviamente la scelta è limitata allo sponsor Bormioli Rocco). Poi se volete approfondire la questione, questa app contatta la cantina per voi e vi indica l’itinerario per raggiungerla. Non sia mai voleste fare una gita all’insegna del buon vino.

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Chef Sommelier (Costo: 1,99 €)

Altra app dedicata agli abbinamenti è Chef Sommelier con 3000 vini italiani registrati e tantissime combinazioni disponibili. L’app parte dal concetto base di abbinamento tra cibo e vino, ovvero la capacità di interpretare correttamente le caratteristiche del cibo e conoscere le peculiarità del vino, per poterle abbinare tra di loro. In Chef Sommelier sono due le modalità per cercare l’abbinamento giusto: automatico e manuale. L’abbinamento automatico è predisposto per poter scegliere in base a: tipologia di vino, regione, tipologia di piatto, tipologia di cottura. L’abbinamento manuale permette invece di cercare il vino in modo più mirato, descrivendo nel dettaglio il piatto, che può essere tendente al dolce (cibi prevalentemente a base di amidi quindi da non confondere con dolcezza), sapido, tendente all’amaro, all’acida, unto…

App straniere destinate ai consumatori

Vivino (Gratuita)

È sicuramente una delle app del settore più scaricata, fondamentalmente perché è facile da utilizzare e intuitiva. È una sorta di Shazam del vino: fotografando l’etichetta di una bottiglia di vino, si ricevono tutte le informazioni utili, come il prezzo, gli abbinamenti, le caratteristiche e le recensioni (considerando che la comunità Vivino conta 10 milioni di utenti). Per farlo ha un database di oltre 3 milioni di vini provenienti da più di 100.000 aziende di tutto il mondo. Inoltre si possono condividere le proprie impressioni, segnalando i vini più buoni e quelli meno buoni, si può scoprire dove comprare i vini più votati nei negozi che si trovano nelle vicinanze e si possono ricevere consigli personalizzati su determinati vini. La scansione può essere effettuata anche offline: in questo caso la foto viene conservata e caricata quando si è connessi. Se l’app. non dovesse riconoscere l’etichetta? Niente paura: il team di Vivino identificherà manualmente il vino in questione.

VinoCell (Costo: 9,99 €)

È una delle app più complete per gestire la lista dei vini della propria cantina, memorizzare le degustazioni fatte e ricordare i giudizi delle guide ufficiali. VinoCell però non è utile solo agli esperti ma è utilizzabile anche dai principianti, i quali possono usare unicamente i campi principali. Una volta inserito il vino degustato (la ricerca può essere fatta tra un milione di vini presenti nel database), si possono introdurre i descrittori, le note di degustazione e il punteggio. Ma si può anche rappresentazione grafica la propria cantina, con tanto di scaffali e rastrelliere, per organizzare al meglio le proprie bottiglie in modo tale da trovarle velocemente.

Wine Notes (Gratuita)
Anche questa app consente di prendere nota del vino che si sta bevendo, archiviando la foto e la recensione. In modo tale da creare una sorta di inventario della propria collezione di vini. Attraverso questo servizio si può anche avviare una ricerca di vini con la scansione del codice a barre.

App straniere destinate agli enologi

Oenotools (Gratuita)

È un applicazione, sviluppata dalla francese Oenobrands in collaborazione con Olivier Zébic, che aiuta gli enologi a effettuare i calcoli essenziali per la produzione enologica. Come? Calcolando la quantità di gomma arabica, di enzimi, di tannini o di qualsiasi chiarificante da aggiungere ad un serbatoio che sia liquido o in polvere. Oppure determinando la quantità di solfiti da aggiungere a seconda della quantità di SO2 totale, libera e molecolare desiderata. E ancora, stabilendo i termini e il flusso per la deossigenazione e la decarbonicazione facendo uso dello stripping con l’azoto. Suggerimenti molto tecnici, rispetto ai quali non entriamo nel merito. Quel che c’è da dire è che, non a caso, Oenobrands elabora e commercializza proprio i prodotti enologici: enzimi, lieviti, derivati di lieviti e batteri.

L’App è in quattro lingue: inglese, spagnolo, francese ed italiano.

Lallemand Wine (Gratuita)

Sviluppata dalla canadese Lallemand, questa applicazione permette all’enologo di aggiornarsi sulle ultime novità riguardanti lieviti, batteri, nutrienti, enzimi e tutti gli altri prodotti utilizzati in enologia. Ognuna di queste categorie di prodotto è descritta nella sezione “Catalogo” dove sono presenti tutte le caratteristiche dei singoli prodotti. Per ogni categoria è presente un motore di ricerca messo a punto per individuare i prodotti più adatti in funzione di alcuni parametri viticoli ed enologici (pH, alcol, vitigno, etc.). L’intero catalogo è stato aggiornato e completato per tutti i paesi del mondo enologico. Lallemand Wine fornisce anche informazioni tecnico-scientifiche e consigli inerenti alle biotecnologie. Anche in questo caso l’app è solo un mezzo per proporre i loro prodotti? Parrebbe di sì. Con più di 150 ceppi di lievito prodotti, Lallemand è il principale produttore di lieviti secchi attivi di alta qualità per l’enologia.

Gourmet | Expoforum | Horeca Food & Beverage | 22-24 novembre 2015 | Lingotto Fiere Torino | www.gourmetforum.it

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 30 luglio

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