Assaggi, degustazioni, visite in cantina e nei vigneti. Si è appena conclusa l'edizione 2021 di Campania Stories.
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Il consueto appuntamento con l’anteprima dei vini campani si è tenuto dal 30 agosto al 4 settembre presso il Campus Principe di Napoli di Agerola, nel cuore della Costiera Amalfitana, attrezzato e moderno centro di formazione di alta gastronomia, diretto dallo Chef Heinz Beck. L’edizione di quest’anno di Campania stories, oltre a proporre in degustazione il meglio della produzione enologica, ha offerto l’occasione per approfondire la conoscenza del territorio, con tour e incontri con produttori delle principali aree vitivinicole della regione.

La Campania del vino in cifre

Attualmente, in Campania si sono prodotti 1,37 milioni di ettolitri di vino, pari al 2,53% del totale nazionale. I 26.000 ettari della superficie vitata, circa il 4% del totale nazionale, sono così suddivisi: Provincia di Benevento 40,6%, Provincia di Avellino 28,4%, Provincia di Salerno 13,3%, Provincia di Caserta 9,3%, Provincia di Napoli 8,2%. I vini Dop coprono una quota del 18,5%, gli Igp dell’8,6% e il resto sono classificati come Vino da Tavola. Il 46% della produzione è rappresentato da vini bianchi e il 54% da rossi e rosati. Le cantine imbottigliatrici sono circa 450 e il valore economico complessivo del settore del vino campano è stimato in 72 milioni di euro.

Un complesso mosaico di territori e climi

La Campania è un complesso mosaico di diverse aree, caratterizzate da condizioni pedoclimatiche peculiari. La sua posizione geografica, tra il cuore del mar Mediterraneo e i rilievi dell’Appennino, la presenza di un arcipelago di piccole isole e di un vasto sistema vulcanico, donano al territorio sfaccettature che si rispecchiano in una produzione di vini di grande ricchezza.

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Ambienti

Lungo la costa si trovano le zone della Penisola Sorrentina, della Costiera Amalfitana e dei Campi Flegrei; nel primo entroterra, l’areale vulcanico del Vesuvio e del Monte Somma, i Colli Picentini, i Colli Salernitani, il casertano e il Cilento. Verso l’interno, il territorio cambia volto con le zone del Sannio e dell’Irpinia, situate a ridosso delle prime catene montuose.

Climi

La viticoltura campana è complessa e variegata anche da un punto di vista climatico e dei suoli. In prossimità del litorale, il clima è tipicamente mediterraneo, temperato dalla costante presenza delle brezze marine, che risalgono fino a lambire la prima fascia collinare dell’entroterra. Nel Sannio, e soprattutto nelle zone più montuose dell’Irpinia, il clima è continentale, con notevoli escursioni termiche tra le giornate soleggiate e le notti fredde.

Suoli

Anche da un punto di vista della composizione dei terreni, la regione offre una notevole eterogeneità. Si passa dalle formazioni di dolomie calcaree della Costiera Amalfitana, spesso coperte da strati di ceneri e lapilli, ai suoli vulcanici del complesso del Vesuvio e del Monte Somma, dei Campi Flegrei e dell’antico cono spento di Roccamonfina, al flysch del Cilento, fino ai territori dai suoli più eterogenei e complessi del Sannio e dell’Irpinia, prevalentemente costituiti da una matrice agillo-calcarea, con presenza di elementi d’origine vulcanica.

Una straordinaria ricchezza ampelografica

La Campania del vino ha una storia millenaria. La vite dimora in queste terre dai tempi dei primi insediamenti ellenici di Ischia e Cuma dell’VIII secolo a.C. Un’antica tradizione e una ricca biodiversità ampelografica, che si riflette ancora oggi un prezioso patrimonio di vitigni autoctoni. Tra i bianchi dominano fiano, greco e falanghina, mentre tra i rossi i due vitigni più coltivati sono il piedirosso e l’aglianico.

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Anche grazie alla presenza di suoli di ceneri e sabbie vulcaniche, che hanno sbarrato la strada alla diffusione della fillossera, si sono conservate rare varietà locali, come: biancolella, ginestra, fenile, ripoli, pepella, forastera, pallagrello bianco, asprinio, catalanesca, caprettone, coda di volpe, tintore, pallagrello nero, sciascinoso e casavecchia.

In molte zone del territorio, inoltre, ancora oggi si trovano piante centenarie a piede franco di grande valore storico, spesso utilizzate per creare nuovi impianti da selezione massale, in modo da perpetuare i biotipi più antichi. Un meraviglioso esempio di viti prephylloxera si trova nella zona di Tramonti, dove Tenuta San Francesco ha conservato una vigna di tintore con enormi piante che hanno oltre 300 anni, veri monumenti della viticoltura del passato.

Bottiglie_campania stories

I migliori assaggi di Campania Stories

Le cantine presenti a Campania Stories hanno presentato oltre 300 vini, suddivisi in due mattinate di degustazione, una dedicata a spumanti e bianchi, l’altra a rosati e rossi. L’elevato numero dei campioni ha costretto a fare delle scelte. Quest’anno abbiamo deciso di concentrare l’attenzione sui territori dell’Irpinia, dei Campi Flegrei, della Costa d’Amalfi e dell’area vesuviana. Gli assaggi hanno messo in luce un livello elevato della produzione, con punte di assoluta eccellenza. Per quanto riguarda le ultime annate, la 2019 ha dimostrato una notevole qualità complessiva, con vini intensi, armoniosi e di grande freschezza. Sulla stessa linea, la 2020, anche se ancora molto giovane, mente la 2018, appare di livello leggermente inferiore.

 

Uve rosse, vini bianchi

A dispetto di una produzione regionale che privilegia la coltivazione delle uve a bacca rossa, la vocazione della Campania si conferma sempre di più bianchista. I vini bianchi hanno espresso le etichette qualitativamente più interessanti, capaci di elevarsi ai vertici della produzione nazionale. Le degustazioni di vecchie annate presso le aziende, hanno messo in risalto l’ottima predisposizione all’invecchiamento di Fiano, Greco e Falanghina, che cominciano a esprimere la piena maturità aromatica dopo almeno un paio d’anni d’affinamento in bottiglia e dopo una decina d’anni regalano interessanti evoluzioni terziarie.

Tra i rossi c’è una costante crescita qualitativa del Piedirosso, soprattutto dell’area flegrea e vesuviana. Vinificazioni più accurate e delicate hanno superato una certa tendenza alla riduzione, mettendo in luce il tipico profilo fragrante, fresco e fruttato del vitigno. L’aglianico, invece, soprattutto nell’area storica di Taurasi, sembra ancora prigioniero di vinificazioni molto estrattive e di un utilizzo del legno eccessivo, che restituiscono rossi molto evoluti, un po’ stanchi e a volte con sfumature ossidative.

Degustazione_Bianchi Campania stories

Spumanti e vini bianchi. I migliori assaggi da Campania Stories

  • Metodo Classico Pietrafumante 2018, Casa Setaro
  • Greco di Tufo Riserva Doc Vigna Ortale 2019, Cantine Di Marzo
  • Greco di Tufo Riserva Doc Vigna Laure 2019, Cantine Di Marzo
  • Greco di Tufo Doc Pietra Rosa 2019, Di Prisco
  • Greco di Tufo Doc Vigna Cicogna 2020, Benito Ferrara
  • Greco di Tufo Doc Miniere 2019, Cantine dell’Angelo
  • Greco di Tufo Doc Terrantica 2020, I Favati
  • Fiano di Avellino Doc Alimata 2019, Villa Raiano
  • Campania Fiano Doc 2019, Pietracupa
  • Fiano di Avellino Doc 2019, Rocca del Principe
  • Fiano di Avellino Doc Pietramara 2020, I Favati
  • Fiano di Avellino Doc 2020, Colli di Lapio
  • Costa d’Amalfi Bianco Doc Fiorduva 2019, Marisa Cuomo
  • Campi Flegrei Falanghina Doc 2019 Cruna Delago, La Sibilla
  • Costa d’Amalfi Ravello Bianco Doc Vigna Grotta Piana 2020, Ettore Sammarco
  • Campi Flegrei Falanghina Doc Sabbia Vulcanica 2019, Agnanum
  • Campania Falanghina Doc Strione 2015, Astroni
Degustazione_Rossi Campania stories

Vini rossi. I migliori assaggi da Campania Stories

  • Campi Flegrei Piedirosso Doc Vigna Madre 2018, La Sibilla
  • Campi Flegrei Piedirosso Doc 2020, Agnanum
  • Sannio Piedirosso Doc 2020, Mustilli
  • Campi Flegrei Piedirosso Doc Colle Rotondella 2020, Astroni
  • Lacryma Christi Riserva Doc Don Vincenzo 2017, Casa Setaro
  • Tramonti Rosso Riserva Doc Quattro Spine 2016, Tenuta San Francesco
  • Taurasi Doc 2016, Villa Raiano
  • Taurasi Doc 2015, Di Prisco
  • Aglianico Irpinia Doc 2018, Cantine Di Marzio
  • Aglianico Irpinia Doc 2019, Sertura

a cura di Alessio Turazza