Grande distribuzione. Sul podio delle vendite resiste il Chianti. E gli altri?

29 Lug 2014, 09:15 | a cura di Gianluca Atzeni
Nella top 20 delle Dop rallentano Lambrusco e Barbera; buone performance di Vermentino, Prosecco, Traminer, Cannonau, Muller Thurgau, Pignoletto e Bardolino. Bene anche gli spumanti a 300 milioni di euro.
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Aveva fatto sperare in molti il dato sui volumi di vino, in formato 0,75 litri, venduti nella distribuzione italiana tra gennaio e febbraio. Perché lo 0,3% in meno del bimestre, rispetto al pesante -3,4% con cui si era chiuso l'intero 2013, poteva apparire un incoraggiante segnale di inversione di tendenza, in un periodo di spending review dei consumi. Tuttavia, l'auspicata ripresa in questo senso non è arrivata, come testimoniano i dati del primo semestre 2014, che si è chiuso con una flessione del 2,1%, a 318 milioni di pezzi.

Se, però, si guarda alla spesa, la lettura è diversa. È proprio il segmento da 0,75 litri a perdere meno rispetto a quanto fatto in sei mesi dal vino confezionato nel suo complesso, che registra -3,8% in quantità (a 539 milioni di pezzi). E, soprattutto, c'è una crescita dell'1,8% del valore della spesa per il vino in bottiglia, che supera il miliardo di euro, e contribuisce sensibilmente al +1,5% registrato dal vino confezionato nel complesso (quindi brick compreso), che va oltre il miliardo e mezzo di euro. In ascesa i prezzi medi per unità: 2,81 euro (+5,6%) per il vino nel complesso e 3,32 euro (+4%) per il formato 0,75. Tra le Dop, il Chianti, come emerge dalle elaborazioni di LT Wine and food advisory su dati Symphony IRI, si conferma il più venduto in valore, mentre il Lambrusco è il vino che primeggia per quantità. Gli spumanti continuano a crescere e raggiungono un valore di quasi 300 milioni di euro (+4,7%), con 61,9 milioni di pezzi venduti (+4,1%). In flessione, tra le prime dieci posizioni, la spesa per Lambrusco, Barbera e Nero d'Avola.

"In generale, nel periodo considerato, i produttori sono riusciti a portare a casa una ampia tenuta del valore, a fronte di un calo dei consumi che sembra in qualche modo assorbito dal sistema", commenta il presidente di LT Wine and food advisory, Lorenzo Tersi. "Tra le Dop, oltre alla crescita in doppia cifra del Prosecco, va sottolineata la performance costante del Vermentino, ormai diventato il bianco nazionale, venduto non solo in Sardegna, ma in Toscana, Liguria e Lombardia, in particolare nel mercato milanese. La flessione del Lambrusco, poi, va ricondotta al fatto che lo scorso anno si muoveva su livelli di prezzo più alti. Bene il Morellino, segnali positivi anche per il Nero d'Avola che sembra aver terminato la curva discendente da un paio di anni, consolidando le proprie posizioni, trovando il suo habitat". Tra i rossi, sorprende il successo del Cannonau: "Vino venduto soprattutto al centro nord che, se proseguirà con questo trend, darà una prospettiva importante a tutta la viticoltura sarda. Penso che da qui a cinque anni, tra i vini di questa top 20, sia quello con più possibilità di scalare posizioni. E la sua crescita si deve soprattutto al lavoro dei produttori, che sono riusciti anche a mantenere un prezzo unitario remunerativo". Molto bene anche il Pignoletto: "Anche se i produttori" avverte Tersi "non devono vendere a sconto la denominazione".

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Il primo semestre non brilla per il Montepulciano d'Abruzzo, denominazione che, assieme a Bonarda, Merlot, Gutturnio, paga anche un prezzo medio tra i più bassi in una classifica che vede in testa il Traminer (6,91 euro), seguito da Morellino e Pinot Grigio. "Le denominazioni più nobili" rileva Tersi "hanno consolidato la posizione in volumi, mentre sotto i tre euro possiamo disegnare una sorta di spartitraffico per quei vini alloctoni, che non possiedono una forte caratterizzazione territoriale". Ma quali sono i grandi assenti in classifica? "Puglia e anche Campania" afferma Tersi "che, in particolare, con Greco, Fiano e Falanghina, non riesce ancora a fare massa critica pur migliorando il prezzo medio di posizionamento. Ma il grande assente è il Verdicchio, vitigno di origini straordinarie che trova diffusione principalmente nella regione di appartenenza, le Marche".

"Il Verdicchio non raggiunge quote interessanti in rapporto a queste classifiche" rileva il direttore dell'Istituto marchigiano tutela vini, Alberto Mazzoni"sia per la riduzione rispetto al passato dell'apporto dei grandi imbottigliatori, sia per la frammentazione che caratterizza la filiera. È vero, manca un leader di mercato, ma va anche detto che molti produttori prediligono le esportazioni, evitando di affollare fasce di prezzo basse in Gdo. Sicuramente, in questo importante canale di vendita abbiamo spazi da recuperare. Ma questo stato di cose non sta pregiudicando il futuro dei produttori, che stanno operando bene all'estero e con l'horeca, in maniera redditizia". Per Tonino Verna, presidente del Consorzio vini Abruzzo, il calo in volumi del Montepulciano è "in linea con quanto accade ad altre Doc. A fronte di questo andamento, il valore sta tenendo e soprattutto" sottolinea "c'è una risalita pari al 7,5% del prezzo medio che dimostra come il Consorzio stia raggiungendo pian piano gli obiettivi di valorizzazione che si era posto tre anni fa". Ermi Bagni, direttore del Consorzio tutela vini Emilia, individua nella congiuntura economica i motivi del rallentamento del Lambrusco: "Per un motivo di prezzo ha tenuto più l'Igt della Doc, segno che il consumatore ha una minore disponibilità. Tuttavia, il rapporto qualità-prezzo premia ancora il Lambrusco, che resta il più seguito dagli italiani". A scalare diverse posizioni è il Bardolino che cresce del 11,4% in valore, dell'8,2% in volume, con un prezzo medio su del 3% a 2,97 euro: "Il consumatore sta andando verso vini quotidiani, più facili" dice il presidente del Consorzio, Franco Cristoforetti"e il Bardolino, che ha lavorato al recupero di questa identità, possiede queste caratteristiche di bevibilità e piacevolezza. Ci sorprende positivamente il rialzo del prezzo medio, soprattutto alla luce delle forti tendenze ribassiste del periodo". E in uno scaffale dove la scontistica è forte e influenza i comportamenti di acquisto, tra gli elementi che in futuro orienteranno i consumatori, secondo Tersi, sarà determinante il tipo di chiusura dei tappi (stelvin/screw cup): "Un valore aggiunto. E chi andrà a innovare su questo fronte farà scelte vincenti. Purtroppo, molte Dop in questo campo sono ancora alla finestra".

a cura di Gianluca Atzeni

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 24 luglio.
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