Il Gallo Nero canta più forte

21 Feb 2012, 16:34 | a cura di Gambero Rosso
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Trentasette anni fa, nel 1975, la Antinori lasciò il Gallo Nero per timore che il marchio collettivo, ancora troppo debole, potesse in qualche modo nuocere al mercato dello storico brand toscano, guidato dal 1966 dal marchese Piero. Oggi, Antinori ritorna nel Consorzio, colmando u

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na paradossale lacuna per cui la più importante azienda chiantigiana (136 milioni di euro di fatturato, 1,6 milioni di bottiglie e al primo posto nella classifica Mediobanca per redditività) non era associata al Consorzio vino Chianti Classico (600 soci iscritti, di cui circa 350 imbottigliatori).

 

Con i marchi Badia a Passignano riserva, Marchese Antinori riserva e Pèppoli si va così a completare il puzzle degli associati al più antico consorzio di tutela italiano, datato 1924, che rappresenta oggi la quasi totalità della denominazione. “Dopo 37 anni le cose sono molto cambiate – dice a Tre bicchieri l'amministratore delegato di Antinori, Renzo Cotarella –. Chianti classico e Antinori sono ormai entrambi brand affermati.

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E non trascuriamo il fatto che negli ultimi anni il Chianti si è caratterizzato per un percorso orientato alla qualità. Inoltre, oggi c'è bisogno di tutti per affrontare un mercato assai più competitivo. E per fare questo ci vuole una sintonia  indispensabile per affrontare progetti di lungo periodo”. “Sarebbe banale accostare questo rientro alla parabola fin troppo usurata del ritorno a casa del figliol prodigo – ironizza il presidente del Consorzio, Marco Pallanti – anche perché in questo caso c’è un figlio che ha decisamente capitalizzato il patrimonio di notorietà e fama che aveva al momento della separazione”.

 

Albiera Antinori, una delle tre figlie di Piero (le altre sono Alessia e Allegra), si dice orgogliosa di rientrare nel Consorzio e ricorda: “Siamo produttori di Chianti Classico da sei secoli- mio padre ci ha scritto anche un libro - e siamo felici di farvi nuovamente parte proprio ora che stiamo ultimando la nostra cantina a San Casciano in Val di Pesa, che sarà inaugurata a fine anno”.

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“Rientriamo nel Consorzio ma non nella denominazione – tiene a precisare Cotarella – che resta la più importante all'interno dei singoli brand della Antinori”. Quello annunciato stamani a Firenze durante la Collection, ha il sapore di un ritorno storico e che il presidente Pallanti ha definito un “nuovo start up”. Quel nuovo corso atteso da molti produttori e che porterà presto il Gallo Nero, che applica da ora l'erga omnes, a cambiare marcia.

 

Le novità, secondo le anticipazioni raccolte da Tre Bicchieri, riguarderanno soprattutto la piramide produttiva: senza modificare la base ampelografica (il disciplinare prevede un limite minimo dell'80% di Sangiovese e un massimo del 20% di altri vitigni, autoctoni e internazionali) il piano di rilancio del Chianti classico punta ad alzare l'asticella qualitativa. Si è lavorato, da un lato, a una Riserva (oggi il 25% sui 35 milioni di bottiglie prodotte) con caratteristiche organolettiche uniche, in grado di collocarsi su fasce di prezzo più alte.

 

E, dall'altro, a una nicchia che rappresenterà il top della produzione, una vera “super riserva” ancora da battezzare. Un lavoro di ristrutturazione generale che ha impegnato lo staff di direzione e che sarà presentato al Cda  venerd prossimo. E se tutto filerà liscio si passerà all'assemblea.

 

di Gianluca Atzeni

21/02/2012

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