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Trentadue chilometri divididono Conegliano da Valdobbiadene: un anfiteatro naturale, colline interamente vitate. Siamo nel cuore produttivo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Docg dal 2009. “Benvenuti nella Marca Gioiosa et amorosa”, ci accoglie così Guido

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dell’azienda Villa Sandi, una delle realtà più note del territorio trevigiano. Scendiamo nel caveau di questa azienda di proprietà della famiglia Pelegatto: “Durante gli scavi, sono stati sentiti alcuni spifferi: erano questi cunicoli sotterranei. Vie d’accesso sicure costruite per comunicare durante la prima guerra mondiale. Oggi custodiscono le nostre bottiglie di spumante”.

 

Risaliamo in superficie per visitare la splendida villa palladiana del Seicento, con il suo giardino all’italiana, limoni e ghiacciaia. In degustazione testiamo l’Opere Trevigiane Brut, un metodo classico che sosta tre anni sui lieviti, equilibrato e preciso. Proseguiamo con il Prosecco Extra Dry morbido e floreale, poi, il Corpore, rosso d’impostazione bordolese.

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Continuiamo nella vicina Locanda Sandi, uno splendido casale coperto di erica in una culla di vigneti. L’atmosfera è familiare, la cucina basata sui prodotti di terra locali. Funziona benissimo l’abbinamento tra il risotto al basilico e il Cartizze Vigne la Rivetta di Villa Sandi, stessa intensità e comuni richiami alle erbe mediterranee nel vino e nel piatto. Da ripetere. Un campanello di vitello alle erbe e siamo già passati a un’altra realtà vinicola del territorio. Antonella, dell’azienda Sorelle Bronca, ci accoglie con grande calore. Il padre Livio, poco prima di morire, acquistò alcuni ettari di vigna, che Antonella ed Ersiliana hanno saputo valorizzare al meglio.

 

“Eravamo a un bivio dopo la scomparsa di nostro padre, venivamo da esperienze diverse ma abbiamo deciso di lanciarci in quest’avventura. Oggi è una soddisfazione incredibile lavorare questa terra”, ci racconta Antonella mentre camminiamo tra i filari, coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Raggiungiamo la vigna dove nasce il Valdobbiadene Brut Particella 68, su terreni ricchi di rocce e minerali. Quando torniamo in cantina per degustarlo ritroviamo sensazioni di radice, e una bocca minerale e di buona tensione. Un bel bere. La grande sorpresa è l’ottimo Colli di Conegliano Rosso Ser Bele 2008.  Un Valdobbiadene Extra Dry completa il quadro di una cantina che lasciamo con un bellissimo ricordo.

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Avete mai sentito parlare delle moeche? Sono i granchi della laguna veneta pescati in fase di muta (Maggio e Novembre) quando sono teneri e fragranti. Una vera prelibatezza fritti, ancor meglio se abbinati a un ottimo Soave Calvarino 2009. Succede alla Trattoria La Ragnatela a Mirano, palcoscenico del primo evento Voiello del week end. Farfalle con asparagi di Bassano e scampetti marinati, e rigatoni ripieni con erbette di campo e ricotta di capra sono le due creazioni proposte dallo chef a tutto il locale. Apriamo e chiudiamo con due piatti che raccontano secoli d’influenze orientali, i traffici sulle vie delle spezie. Come il buonissimo savor di gamberi, una ricetta veneziana del ‘300 con l’utilizzo di mandorle, uova e un tocco di carry. O il gelato alle spezie (canella, anice) con croccante al sesamo. Prima di andare a dormire sogniamo l’impero bizantino, Venezia e i suoi caffé che accoglievano marinai e commercianti.

 

 

Il mattino dopo ci svegliamo assieme a una discreta tempesta che, gentilmente, ci grazia non appena varchiamo i confini della Serenissima. Il primo caffè in Italia è stato aperto proprio a Venezia dove venivano lavorati quei chicchi scuri importati, miscelati spesso con miele e altre spezie. Nel 1763 Venezia contava già 218 locali dove poter gustare la bevanda che ci concediamo prima di affrontare Piazza San Marco, per proseguire poi verso uno dei campi più affascinanti: Campo Santo Stefano, a pochi passi dal Ponte dell’Accademia. Il flusso di turisti è continuo, ma il fascino intatto. Un taxi d’acqua, poi la nostra navetta: vogliamo saperne di più della cucina veneziana. Siamo di nuovo a tavola.

 

Pranziamo al Ristorante Margherita a Mira, pochi km fuori città, all’interno di Villa Franceschi. Ambiente molto curato – divertenti le decorazioni con la pasta – e un servizio semplicemente impeccabile. Eccezionali le mezze maniche Voiello con asparagi bianchi e mazzancolle profumate al basilico, per cottura, pulizia dei sapori e armonia d’insieme. Intanto, dalla Laguna provengono anche i gamberetti – serviti con Olio Laudemio – e un’ottima versione di sarde in saor. Una ricetta a base di cipolle e uvetta tramandata dalle modalità con cui i marinai conservavano per giorni il pesce in mare. 

 

 

Per scoprire tutti i percorsi previsti: > gli Itinerari del Piacere Vero Voiello

 

Lorenzo Ruggeri

17/05/2012