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Hanno un gusto tendente al dolce, una bassa gradazione alcolica e sono legati spesso alle festività. Sicuramente avrete già indovinato di cosa stiamo parlando. Trattasi di Moscato d'Asti e di Asti Spumante DOCG, vini davvero per tutti che stanno spopolando fuori dai confini italiani. L'ultima edizione

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di Vinitaly ha confermato il buon risultato: molti buyers giapponesi, coreani, russi, americani e tedeschi hanno affollato il grande stand del Consorzio e molti visitatori erano under 35. 

La classica coppa di vino da uva moscato piace sempre più e piace ai giovani che cominciano a sdoganarla dal classico momento di festa per apprezzarla anche in situazioni diverse come l’happy hour. Però un brindisi va fatto e dedicato al Consorzio dell’Asti DOCG che quest’anno compie 80 anni. Alle spalle ha un territorio vastissimo di produzione che comprende 52 comuni compresi tra tre province: Alessandria, Asti e Cuneo per oltre novemila ettari di vigneto a Moscato bianco. Un comprensorio vasto e bellissimo che è situato nel sistema collinare alla destra del fiume Tanaro. Anche qui parliamo di Langa, di quella astigiana.

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Su queste terre nasce lo spumante aromatico per eccellenza – l’Asti DOCG – un unicum nell’intero patrimonio enologico mondiale. Particolare anche il suo  bouquet di aromi: fiori di acacia, glicine e arancio, miele di montagna con un sottofondo di spezie e fiori di sambuco e bergamotto.

Il vino che sta tirando la volata è comunque il Moscato d’Asti DOCG. Dai dieci milioni di bottiglie di qualche anno fa si è passati a quota venticinque, 11 dei quali assorbiti dagli Stati Uniti dove la sua esportazione, nell’ultimo anno, ha fatto un balzo del 46%. Una crescita quantitativa motivata dal fatto che diversi grandi produttori d’Asti hanno iniziato a imbottigliare anche Moscato d’Asti. Lo “zoccolo duro” di questo vino tuttavia continua a essere prodotto da aziende medio-piccole o da cantine cooperative che trasformano solamente le uve dei propri vigneti. Al di là delle analogie con l’Asti, l’identità di questo vino è ben definita: le sfumature che lo contraddistinguono sono l’intensità aromatica e l’equilibrata dolcezza della componente zuccherina, accompagnate da un basso tenore alcolico. Per queste due “perle” dell’enologia italiana il Consorzio ha grandi progetti.

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A parlarcene è il direttore Giorgio Bosticco nella video-intervista.

05/04/2012

asti