Suscita stupore la decisione di estromettere lo chef apprezzato da colleghi, critica e pubblico dalla cucina del ristorante Kitchen ospitato all'interno del Grand Hotel di Como. Il ristorante, che aveva riaperto solo lo scorso 14 febbraio, chiuderà i battenti domenica prossima per volontà della nuova proprietà, quel gruppo Sheraton che alla fine di marzo trasformerà la struttura nello Sheraton Lake Como Hotel. Probabili divergenze d'opinione dietro la scelta improvvisa e apparentemente immotivata. E ora che farà Paolo Lopriore?
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La notizia arriva inaspettata e comincia a rimbalzare sui social network. È ancora presto per comprendere i motivi di una decisione secca e improvvisa, circolano versioni come “licenziato in tronco” (dal profilo Facebook del celebre fotografo gourmet Bob Noto), per quel Paolo Lopriore che sembrava aver trovato la tranquillità nella cucina del Grand Hotel di Como, portando sul Lago Lario (che gli ha dato i natali) il guizzo di una interpretazione d’autore tra le più convincenti nel panorama della ristorazione italiana. Da domenica (e a solo una settimana dalla riapertura del ristorante sul lungo Lario) Paolo Lopriore e tutta la sua equipe non lavoreranno più al Kitchen, che sembra destinato a chiudere i battenti per un cambio di proprietà al vertice. È infatti di poche ore fa la notizia dell’acquisizione della gestione del prestigioso albergo situato appena fuori Cernobbio (e adiacente a Villa Erba) da parte del gruppo Sheraton, che il prossimo 25 marzo inaugurerà il nuovo Sheraton Lake Como Hotel. E a quanto pare cambiano i piani: la presenza dello chef non è più richiesta, probabilmente per posizioni divergenti e inconciliabili rispetto al food cost della gestione Lopriore, che ha portato all’inasprirsi della trattativa con conseguente licenziamento. “In realtà non c’è stato nessun licenziamento in tronco, ma lo chef ha rassegnato le sue dimissioni” dichiarano fonti vicine alla proprietà.
Ma è certo che la proposta ristorativa continuerà a rappresentare un servizio di punta della nuova gestione, dal momento che l’hotel – completamente rinnovato per includere anche una palestra e due piscine riscaldate esterne – offrirà ai suoi ospiti ben tre ristoranti.
Dal canto suo Paolo Lopriore accoglie la notizia con un sibillino “non aspettatevi una continuazione”, anche in questo caso affidato al diario di Facebook, e a posteriori suscitano un sorriso amaro le dichiarazioni che neanche un mese fa rilasciava (sul sito di Identità Golose) a proposito della sua esperienza lombarda: “Mi sto innamorando di Como, anche se mi rimane il ricordo toscano” (memore degli anni brillanti ma travagliati al Canto di Siena).
Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Solo qualche giorno fa lo chef aveva presenziato al congresso di Identità Golose (sul palco di Identità Estreme, con una lezione di fulminante lucidità e visione) con un intervento dal titolo “W la convivialità dei grandi piatti della cucina italiana”: visto l’apprezzamento diffuso dei colleghi e di buona parte della critica italiana e internazionale, ma anche le opportunità aperte da Expo nel bacino lombardo, è possibile ipotizzare nuovi imminenti scenari per Paolo Lopriore in area milanese? Si prefigurerà un ritorno a Siena? E nel frattempo chi arriverà sul lago di Como dove il gruppo annuncia un “rinnovo nel concept culinario del ristorante Kitchen”?