La storica gastronomia meneghina è stata fondata nella seconda metà dell’Ottocento nel cuore di Milano, ma dimostra di saper stare al passo con i tempi, scommettendo sulle esigenze del suo pubblico. E per i più pigri che vogliono fare bella figura inventa tre menu a domicilio per il pranzo di Natale. 

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Un pranzo di Natale esclusivo firmato Peck

E anche quest’anno è iniziato il conto alla rovescia. Manca meno di un mese al Natale e i più preparati hanno già cominciato ad approntare i preparativi di rito. A voler essere rigorosi la prossima settimana con il ponte dell’Immacolata città e salotti si coloreranno di alberi illuminati a festa, poi partirà la corsa al regalo più originale. Ma c’è già qualcuno alle prese con un menu delle feste che non scontenti nessuno: in fondo a chi non piace fare bella figura con la famiglia (allargata) riunita intorno al tavolo? É quello che deve aver pensato anche Peck, storica insegna meneghina dell’eccellenza gastronomica, con una proposta che farà brillare gli occhi ai gourmet più pigri. Come? Tre menu a domicilio per il pranzo di Natale, ideati in collaborazione con lo chef Matteo Vigotti, recapitati a casa giusto in tempo per imbandire la tavola di tutto punto e stupire i commensali.

I menu. Esotismo, lusso e tradizione

Già tempio del gusto per gli affezionati del regalo a tema gastronomico – con una selezione da capogiro (anche per il prezzo!) soprattutto durante il periodo natalizio – la “bottega” di via Spadari presenterà ai suoi clienti  le pietanze del menu già preparate e conservate sottovuoto, complete di istruzioni per l’uso per ravvivarne il sapore. Una strategia di marketing rivolta a un pubblico abituato alla buona tavola, agli ingredienti ricercati e alla cucina d’autore, in perfetto stile Peck. Come si intuisce dal nome dei tre menu disponibili: Trasgressione, Nobiltà e Glamour. Gli ingredienti spaziano dal foie gras al caviale, al cioccolato per il primo tema che regala un Natale alternativo all’insegna della seduzione in cucina; ancora fegato d’oca e un trionfo di aragosta e piccione per il tema Nobiltà, mentre il terzo menu, quello dedicato a chi non ha paura di sperimentare nuovi accostamenti e si fa conquistare dagli ingredienti esotici e insoliti spazia dal merluzzo dell’Alaska al corbezzolo, alla soia, ma sugella l’appuntamento in famiglia con stralci di tradizione lombarda che celebrano prodotti locali come il gorgonzola (proponendo una lasagna rivisitata – e vegetariana! – con zucca, radicchio e gorgonzola).

Al servizio del cliente. La strategia di Massimo Furlan

Anche se piuttosto attempata – a Milano dal 1883 – la bottega oggi conosciuta in tutto il mondo dimostra così di sapersi rinnovare anno dopo anno, senza cedere alla tentazione di adagiarsi sugli allori; e il merito spetta anche al nuovo manager subentrato la primavera scorsa, Massimo Furlan, già alla guida del comparto food & beverage di un’azienda solida come La Rinascente. A lui da qualche mese a questa parte tocca il compito di traghettare Peck dalla dimensione familiare che gli è più congeniale verso una struttura più moderna, senza ovviamente snaturarne le origini. In primis curando maggiormente la ristorazione. E il progetto dei menu per le feste, insieme al servizio brunch domenicale, rientra proprio in questo contesto, orientato soprattutto a soddisfare le esigenze del pubblico. Quello degli habitué che non possono fare a meno di Peck, anche a Natale.

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Foto di Paolo Bramati e Matteo Barro