Si chiude in aumento l’export della salumeria nel primo semestre come dimostrano i dati di Assica, l’Associazione degli industriali delle carni e dei salumi. Ma il presidente Lisa Ferrarini non nasconde la preoccupazione per gli effetti dell’embargo russo sul comparto dei salumi. Crescono soprattutto i prosciutti crudi, ma anche salami e mortadella.
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La salumeria italiana chiude il primo semestre con esportazioni in aumento, a quota 70.630 tonnellate (+7%) per un corrispettivo di 590,8 milioni di euro (+8,4%). I dati elaborati da Assica (l’Associazione degli industriali delle carni e dei salumi, aderente a Confindustria) confermano il trend del primo trimestre e l’accelerazione della performance del settore nel 2013, nonostante il contesto di aumento delle barriere non tariffarie, in mercati importanti come Usa e Russia. Sui 590 milioni complessivi esportati in valore, 461 milioni sono riferiti al mercato Ue, i restanti ai Paesi terzi.
Questo buon risultato” fa notare Lisa Ferrarini, presidente di Assica “è messo in pericolo dal fatto che nel secondo semestre vedremo le gravi conseguenza della guerra delle sanzioni con la Russia, oltre che dal persistere delle barriere commerciali che continuano a limitare l’export verso alcuni importanti mercati come Stati Uniti, Brasile, Cina, eccetera”. Per Assica, l’abbattimento delle barriere è un obiettivo importante poiché “è anche l’unica via di crescita per l’industria dei salumi”.
A fronte di questa performance dell’export, le importazioni di salumi sono aumentate, con +16,9% in quantità per 24.284 tonnellate e +11,8% in valore per 91,5 milioni di euro. Il saldo commerciale registra un +8% arrivando a 500 milioni di euro.
Guardando ai prodotti, Assica segnala la forte crescita dei prosciutti crudi (che valgono 306 milioni di euro) soprattutto verso i Paesi terzi come Usa, Giappone e Svizzera. Bene anche i salami (che superano i 119 milioni di euro) soprattutto in Francia, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca, ma con un forte calo (-70%) in Russia. Il primo semestre 2014 conferma la buona crescita per mortadella e wurstel, a 15.888 tonnellate (+4,2%) per 57,2 milioni di euro (+7,6%) con Svizzera, Giappone, Usa ed Est Europa. Bene l’export di prosciutti cotti soprattutto in Europa (Francia, Danimarca e Germania); così come si riprende il terreno perduto il comparto delle pancette stagionate (+14,2% in quantità per 2.108 tonnellate e +14,1% in valore per 16,2 milioni di euro) grazie all’ottima performance dei Paesi extra Ue. Infine, la bresaola chiude i sei mesi con +,3,% in quantità e +1,8% in valore, dovute agli acquisti da parte della Svizzera, storico cliente italiano per questo tipo di prodotto.

A cura di Gianluca Atzeni