Premio Michelin Chef Mentor a Gaetano Trovato. Ecco la storia del grande chef di Arnolfo a Colle di Val d'Elsa

14 Nov 2023, 18:20 | a cura di
La storia e la carriera di Gaetano Trovato che ha avuto il premio speciale Michelin come Chef Mentor: ha attraversato la storia della cucina contemporanea ed è stato ed è il maetro di tanti talenti della ristorazione tricolore

Premio Speciale Michelin come Chef Mentor a Gaetano Trovato, maestro di tanti ragazzi della nuova cucina italiana, tutor di una grande schiera di allievi che oggi lavorano nelle migliori cucine d'Italia e non solo, da Eugenio Jacques Boer a Matteo Lorenzini, da Simone Cipriani a Filippo Saporito, solo per citarne alcuni tra i più affermati.

La storia parte dalla Sicilia

Partito dalla Sicilia e approdato nelle colline della Val d'Elsa, Gaetano Trovato ha creato uno dei tempi più solidi della cucina italiana: nella realizzazione dei piatti, ma soprattutto nella capacità di formare i giovani chef che sono diventati i protagonisti della nuovissima cucina italiana.

Gaetano Trovato

Che lo chef Gaetano Trovato sia uno dei maggiori artefici della grande cucina italiana è inconfutabile da decenni. Come un signore rinascimentale con modi da mecenate, accoglie ogni giorno i suoi ospiti nella sua nuova casa sulla collina che domina Colle Val d’Elsa, tra i dolci declivi della provincia senese. Una casa - la nuova sede ancor più della vecchia - in cui regna l’eleganza, data anche da certi dettagli che insieme alle persone rendono un luogo unico e accogliente. Tra i lampadari di cristallo Baccarat, gli immensi quadri con le fotografie di Nicola Bertellotti, i mobili antichi, spiccano fiori freschi ovunque, una delle passioni di Giovanni, fratello dello chef e suo alter ego in sala e che prima di raggiungerlo ad Arnolfo nel 1988 ha vissuto per 22 anni in Olanda. “I fiori sono un mio pallino, ci arrivano freschi e sono uno dei nostri elementi caratterizzanti, ricordano la casa in cui siamo cresciuti da bambini, e danno eleganza. Sono un gesto di amore e gentilezza”.

La nuova sede di Arnolfo a Colle di Val d'Elsa (dal 2022)

La nuova sede di Arnolfo a Colle di Val d'Elsa dove lo chef si è trasferito nel 2022

Arnolfo – Casa

La casa. Sì, perché è così che i fratelli Trovato definiscono il proprio ristorante Arnolfo – nome che vuole omaggiare l’architetto duecentesco Arnolfo Di Cambio originario proprio di Colle Val d’Elsa – ma anche perché tale è stata in passato quando sono arrivati qui con la madre Concetta da Scicli. “È qui che nostra madre nel 1978 ha iniziato a lavorare in una trattoria come cuoca, e fino a due anni fa ci aiutava in cucina a fare la pasta fresca”, racconta Giovanni Trovato. Una donna forte, che ha abbandonato la propria terra – in tutti i sensi: a Scicli lavorava in un’azienda agricola – reinventandosi una vita e un lavoro e contemporaneamente portando avanti una severa educazione per i figli. Ma è grazie a tanta amorevole severità che Gaetano ha tracciato il proprio percorso partendo dal diploma alberghiero e attraversando le folgoranti cucine di chef del calibro di Roger Vergé – uno dei padri della nouvelle cuisinee ideologo della cuisine du soleil, fondamentale per il successivo pensiero di Trovato – nel provenzale Moulin de Mougins, e Gaston Lenôtre – maître patissier amico e sodale di Vergé – ma anche di Angelo Paracucchi nell’omonima Locanda di Ameglia.

La storia degli inizi

Erano anni rivoluzionari quelli tra i '70 e gli '80, anni in cui la Francia tracciava un percorso alternativo ai dettami rigidi di Escoffier, per cui la nouvelle cuisinefaceva scalpore per i suoi principi di eleganza, leggerezza, cotture rapide e ingredienti stagionali, imponendosi rapidamente come nuovo modello di riferimento grazie a chef come Bocuse, i fratelli Troisgros, Chapel, e lo stesso Vergé. E l’Italia non stava a guardare: Marchesi ne aveva capito il potenziale abbracciandone il pensiero che dal 1977 aveva concretizzato in via Bonvesin de la Riva conquistando la critica e guadagnando riconoscimenti. E a fare da controcanto c’era la Linea Italiana in Cucina, “una straordinaria operazione di restaurazione gastronomica”, come l’hanno definita i critici Trabucco e Bolasco, un’associazione di ristoratori uniti nell’intento di riportare in auge e valorizzare i piatti della cucina regionale, “nel rifiuto di una creatività intesa come estrosità e sperimentalismo pasticcione”. E poi c’erano gli outsider, chi sfuggiva alle classificazioni restando talvolta nella periferia della Storia, come nel caso di Angelo Paracucchi, pioniere e precursore di tanta cucina di oggi che meriterebbe di essere rivalutato, fautore di quella nuova cucina mediterranea che predilige il vegetale, il pesce e soprattutto l’olio extravergine d’oliva al posto degli allora dominanti grassi animali, in nome di una concezione salutare, digeribile ma mai priva di sapore. È questo l’alveo in cui prende forma la personalità di Trovato e che ancora oggi si riverbera nel suo pensiero di cucina che si staglia saldamente tra queste coordinate tridimensionali: semplicità, eleganza e toscanità. Una cucina che da sempre poggia sulla materia prima, indagata e auscultata con rispetto e classe. Eppure tanta continuità di valori non significa staticità. Da quel 1984 in cui Arnolfo ha trovato la sua dimora, sono arrivati riconoscimenti – le due stelle Michelin, la prima nel 1986, e la seconda nel 1997, le tre forchette del Gambero Rosso, il premio Chef Emergente del Gambero Rosso, le tre stelle di Veronelli, la menzione “Eccezionale” sulla Guida Espresso – che hanno sancito ogni volta la ricerca sul duplice asse della cucina e dell’accoglienza.

gaetano trovato - piatto - foto di Lido Vannicchi

Un Arnolfo tutto nuovo

E oggi, a distanza di 40 anni, Arnolfo si è trasferito sulla collina, nella nuova scintillante Casa. “E' il raggruppamento di idee e concetti estirpati dai miei 35 anni di attività, soprattutto per quanto riguarda la comodità sul posto di lavoro - spiega chef Gaetano - Il lavoro in cucina è già molto pesante, il mio fine principale è poter creare un buon ambiente per me, la mia famiglia e per tutti i ragazzi che vorranno condividere la passione per il cibo in futuro. Il mio amore per l’architettura, che ha sempre influenzato il mio modo di fare cucina, ha avuto la possibilità di esprimersi al 100%. Insieme al team di architetti ha seguito il progetto, ho disegnato una struttura moderna, che allo stesso tempo rievocasse la storia di Colle Val D'Elsa: la torre, infatti, è in onore allo scultore e architetto Arnolfo di Cambio. Proprio come per il passato, abbiamo deciso di avere un occhio per il futuro, creando una struttura ecosostenibile, la struttura è in cristallo e corten, materiale illimitatamente riciclabile. Il riciclo evita il consumo di altro petrolio e la diminuzione del carico ambientale e delle emissioni di CO2. In un momento come questo, ci è sembrato più che doveroso porre più attenzione alla salvaguardia ambientale. Sono contento inoltre di esser riuscito a ricavare un laboratorio separato, dove poter mostrare e insegnare al meglio ai ragazzi la lavorazione della materia prima. La linea guida di Arnolfo rimarrà sempre la stessa, è quello che siamo, quello che ci piace fare, ma sono convinto che questo sarà uno stimolo ulteriore a dare il meglio di noi. E finalmente, dopo tanti anni di duro lavoro, sono riuscito a creare 'il ristorante dei miei sogni', quello che sognavo quando ho iniziato questo lavoro, che riesca, insomma, in colpo d’occhio a trasmettere la mia filosofia”.

Gaetano Trovato - piatto - foto Lido Vannucchi

Un cuoco insegnante

Sono tanti i punti di forza di questa realtà, ma c’è un aspetto nella personalità di Gaetano Trovato che lo rende davvero unico. In un momento in cui mai come prima la riflessione di critici e addetti ai lavori si è concentrata sull’importanza dell’ospitalità e della necessità di creare un team affiatato non solo sul piano professionale ma anche personale, è il momento di evidenziare quanto questo valore da sempre accompagni la pratica ed il lavoro di chef Trovato. “Sono certo che ogni chef del mondo sia concorde sul fatto che i ragazzi che abbiamo il piacere di avere nelle nostre cucine diventano come dei figli per noi. Rivedo in loro la voglia e la determinazione che avevo io alla loro età, all’inizio di questo lungo viaggio che mi ha accompagnato per gran parte della mia vita. Questo è un lavoro molto duro, fatto di grandi sacrifici, ma se una persona riconosce che potrebbe essere la propria via, non deve esitare un momento e lavorare duro per raggiungere la gratificazione personale, che è, a mio avviso, la più pura e intensa soddisfazione possibile”. E tutti oggi convengono sul fatto che Trovato sia non solo un grande chef, ma anche un grande maestro, inteso anche nel senso più autenticamente didattico del termine, capace di dare insegnamenti fondanti ma non dall’alto, in una direzione univoca, bensì traendone a sua volta importanti spunti di riflessione e crescita collettiva.

Leggi tutti gli articoli sulle stelle della guida Michelin 2024

 

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram