Segna la fine di un iter iniziato 17 anni fa, e il principio di un nuovo modo di promuovere il made in Italy nel mondo. Il Prosciutto di Parma conquista l'indicazione geografica in Giappone, all'insegna della tutela delle specialità agroalimentari anche all'estero.

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Il riconoscimento

Un traguardo unico per un’eccellenza made in Italy. Il prosciutto di Parma, uno dei salumi più rappresentativi dell’Italia nel mondo, diventa una specialità riconosciuta anche nella terra del Sol Levante, dove può vantare il marchio IG, Indicazione Geografica. “Siamo orgogliosi di questo risultato che premia gli sforzi dei nostri produttori e che conferma l’indubbia qualità del Prosciutto di Parma, un prodotto che richiede tempo, fatica e che segue delle rigide regole imposte dal disciplinare”, ha dichiarato Stefano Fanti, direttore del Consorzio del Prosciutto di Parma. E aggiunge: “Il nostro prodotto diventerà ancora più riconoscibile sul mercato nipponico per i nostri consumatori, grazie all’applicazione del logo della IG giapponese in etichetta”. Una novità che consentirà di “diffondere il concetto di DOP, e ci aiuterà a raccontare sempre meglio le caratteristiche lo rendono unico al mondo”. Un passo significativo nella promozione e tutela delle specialità gastronomiche della Penisola, “che ci auguriamo possa aprire la strada ad altri prodotti italiani ed europei a indicazione geografica per l’ottenimento della registrazione tramite l’Accordo bilaterale UE-Giappone”. Perché poter tutelare efficacemente la denominazione e il marchio di un determinato prodotto“è un punto di partenza imprescindibile per crescere in qualsiasi mercato”,ampliando il proprio target e la abbracciando una fetta di clientela più ampia e variegata.

Il percorso

Non è un caso che sia proprio il prosciutto la prima eccellenza italiana a essere riconosciuta nel paese del Sol Levante. Con circa 107mila prosciutti (per un valore totale di 11 milioni) il Giappone è, infatti, il primo mercato asiatico in termini di esportazioni, e il secondo, dopo gli Stati Uniti, al di fuori dell’Unione Europea. L’iter per la tutela della specialità parmense in terra nipponica era cominciato molto tempo fa, ben 17 anni or sono. Registrato nel 2000 col marchio “Corona Ducale”, bisognerà attendere il 2006 affinché, per la prima volta, il prodotto sia classificato come Regionally Based Collective Trademark, nuovo sistema di registrazione introdotto in Giappone nell’aprile del 2006 per garantire la tutela del cibo locale. E ora arriva il riconoscimento più ambito, l’IG.

Il Consorzio

A diffondere la notizia il Consorzio di tutela, presente da oltre 20 anni sul territorio, da sempre impegnato nella valorizzazione di questo salume tipico del made in Italy. Fra le ultime iniziative, il progetto triennale finanziato dall’Unione Europea, che mira a diffondere la conoscenza di due eccellenze DOP, Prosciutto di Parma e Grana Padano, tra operatori del settore e consumatori finali, attraverso la partecipazione a fiere e manifestazioni dedicate, oltre alle collaborazioni con i ristoratori. Ora, il Consorzio accoglie con entusiasmo le ultime novità dalla terra del Sol Levante, promettendo di continuare a puntare sempre di più sull’export, e auspicando di ottenere presto altri riconoscimenti simili.

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a cura di Michela Becchi