Un viaggio tra provincia e cittร dove la cucina diventa racconto e ogni tavola รจ una tappa imperdibile. Ci sono classici che non invecchiano mai, luminose avanguardia e trattorie che scaldano il cuore, ecco sette indirizzi da scoprire (e riscoprire) in Emilia Romagna.
A Bagno di Romagna รจ certamente difficile passarci per caso o ventura. Occorre una buona ragione per uscire dalle direttrici principali e perdersi nel verde dellโAppennino tosco-emiliano sino a raggiungere questo suggestivo e piccolo borgo di montagna. Forse non lโunica, ma una delle principali puรฒ essere proprio Da Gorini, il ristorante che i giovani Gianluca Gorini e Sara Silvani hanno progressivamente e in meno di un decennio, portato sulle vette della cucina della zona e financo italiana. Lโimpeccabile servizio e la ampia e moderna carta dei vini accompagnano un percorso gastronomico di grande soddisfazione declinabile alla carta o in uno dei percorsi di degustazione non parchi in sorprese e quantitร e variabili a seconda della stagione: โLa vostra mano liberaโ, con 5 piatti a scelta del tavolo (80 euro) o โPasso dopo passoโ, 7 portate con i classici (98 euro), infine il menu da 9 uscite a 160 euro. Essendo in primis una cucina di materie prime, i piatti accompagnano le stagioni, si arricchiscono dellโesperienza e della conoscenza dei tanti piccoli e ricercati fornitori, si esaltano dalla cura di una mano solida e tecnicamente preparata, guizzano grazie a misurati e centrati tocchi di estroversione mai eccessivi o fini a sรฉ stessi, si inebriano con le spezie dโoltremare. Imperdibili, fra i tanti, le paste ripiene, il piccione alla brace o lโagnello cotto sui carboni, non di rado serviti con le loro frattaglie composte in un goloso spiedino, nonchรฉ la chiusura con lโiconica zuppa inglese โdaGoriniโ.
San Piero in Bagno (FC) -via G. Verdi, 5 – 0543 1908056 โ dagorini.it

Cannelloni di guancetta, mela cotogna e tartufo nero di Casa Gasperoni
Nello splendido borgo di Montebello, proprio sotto al famoso castello, dopo diverse esperienze in giro per lโItalia ha trovato casa lo chef Giuseppe Gasperoni. I locali che dagli anni 60 ospitavano una storica trattoria si sono trasformati in un locale elegante e ben curato con una splendida vetrata a vista sulla Valmarecchia. Lo chef propone un interessante menu degustazione a 5 portate (55 euro) che cambia settimanalmente in base a stagionalitร e reperibilitร del territorio. Le materie prime, prevalentemente locali, sono interpretate con freschezza e maestria, le ricette sono moderne la mano รจ leggera ed elegante. Molti i piatti a base vegetale che potrete degustare, come patata robiola ed erbe fritte o ravioli alle erbe, burro, salvia e parmigiano di vacca bruna. Tra i secondi faraona alla brace, coniglio al forno oppure baccalร cime di rapa e limone. Molto interessanti ed equilibrati i dessert. Gentile e accogliente il servizio in sala, buona la carta dei vini.
Poggio Torriana (RN) โ 0541 675410 – casagasperoni.it

Pappardella ripiena al coniglio, pinoli e cacao di Osteria del Viandante. Foto di Stefano Caffari
Alla tavola di Jacopo Malpeli si apprezza una cucina colta e raffinata. Lo chef conosce i segreti della cucina reggiana che, va ricordato, fu prima di tutto una cucina di corte, ovvero quella Estense. Cโรจ grande abilitร nella lavorazione delle carni e della pasta fresca (come i plin d’anatra o il raviolo con patate affumicate e porro alla brace), ma anche in quella degli ortaggi. Lโambiente storico del forte di Rubiera, ben restaurato e illuminato, aiuta a creare unโatmosfera perfetta attraverso unโapparecchiatura essenziale ma di valore con bicchieri e porcellane di pregio. Sorprende lโimponente carta dei vini, un patrimonio di etichette italiane e straniere in grado di accontentare qualsiasi richiesta. Due i menu degustazione, โOrtodossiaโ e โIl cammino del viandanteโ. Eccellente la pasticceria, in primis il carrello dei gelati ma anche la piccola pasticceria a fine pasto. Merita una menzione il servizio, cortese, preparato, professionale ma mai invadente.
Rubiera (RE) โ piazza XXIV Maggio, 15 โ 0522 260638 – osteriadelviandante.com

Uovo in raviolo โSan Domenicoโ
Un pezzo di storia della gastronomia italiana, un locale con oltre 55 anni di vita che รจ stato dominato nel corso dei decenni da colossi come Nino Bergese (lo chef dellโaristocrazia che a fine carriera democratizzรฒ la sua opera), Gianluigi Morini, Valentino Marcattilii. Oggi la cucina รจ affidata al nipote di questโultimo, Max Mascia, dallโapproccio pavarottiano: assertivo, conviviale, espansivo, esuberante. La sua cucina rispetta il genius loci ma si rinnova continuamente, ed รจ classicheggiante. Il piatto piรน celebre del menu รจ certamente lโuovo in raviolo San Domenico con burro di malga, Parmigiano dolce e tartufo di stagione, che รจ protetto addirittura da un marchio registrato. Da segnalare ancora Scampi&Caviale, i tortellini classici, il petto e coscia di piccione e lโastice blu arrostito, che cambiano โd’abitoโ a seconda della stagione. La carta funziona benissimo, ma volendo si puรฒ scegliere il menu Assaggi, 10 passaggi, il Menu della Coppia basato sulla condivisione. La colazione di lavoro per 70 euro garantisce i โdivertimentiโ iniziali, un primo, un secondo, un dessert e la piccola pasticceria. Cerchietto rosso attorno alla saletta 22, un poโ chef table un poโ privรฉ, con un menu alla cieca (ma non mancheranno i classici). La cantina รจ memorabile, ospita 2.400 etichette e oltre 15mila bottiglie: la profonditร di annate ci riporta il senso del vino, tra etichette di culto e vere raritร . ร affidata a Francesco Cioria, uno dei migliori sommelier italiani, la sala a Natale e Giacomo, due generazioni a confronto (ma stesso stile).
Imola (BO) โ via G. Sacchi, 1 โ 0542 29000 – www.sandomenico.it
Nel vivace panorama modenese ecco finalmente un ristorante vegetariano di livello. Dopo esperienze importanti, lo chef Fabio Vandelli ha scelto Modena per dar vita a questo ambizioso progetto. Agli ospiti vengono spiegati i menu degustazione e viene presentata la carta dei vini, contenuta ma di bella personalitร e con una buona selezione di vini naturali. Il percorso sciorina abitualmente alcuni antipasti, come le verdure verdure alla brace, fondo scuro vegetale e olio alle foglie, primi piatti (dai passatelli, al riso), un piatto principale come lโottimo carciofo con topinambur, scorza nera e tรจ nero e un dolce come lโazzeccato omaggio al Sud. Il piatto iconico รจ dedicato ai tortellini: il ripieno di orzo fermentato ha una nota di affumicatura che ricorda in maniera spiazzante il ripieno della versione tradizionale. Vi lascerร a bocca aperta.
Modena โ via B. Ramazzini, 65 โ 0598 772892 – www.erbavoglioristorante.it

Trippa ai funghi di Erbavoglio
Locali come Amerigo sono una benedizione per la cultura gastronomica italiana. L’opera che impegna Alberto Bettini nella ricerca di eccelse materie prime, la bravura tra i fuochi del suo staff nel valorizzarle con tecniche classiche, la sincera affabilitร di un servizio che fa di tutto per farvi stare a vostro agio nelle salette in stile liberty sono quanto di meglio si possa avere in termini di comfort food, memoria, tradizione ovvero di Trattoria, con la t maiuscola. Qui si parte dal 1934, anno in cui nonno Amerigo e sua moglie Agnese decisero di creare lโattivitร di che, come spesso accadeva a quel tempo nei piccoli borghi, era un po’ di tutto, oltre a essere un punto di riferimento nella valle: osteria, bottega e locanda; unโidea di ospitalitร mantenuta e aggiornata. Il ristorante รจ il nucleo centrale di tutto. Il suo menu รจ pieno di tentazioni. Per aiutare ad orientarsi e comprimere un prezzo che รจ giร onesto di suo vi sono due percorsi tematici: “Scoperta e natura” รจ ispirato dalla stagione; nel “Menu classico” l’ospite puรฒ comporre un pasto completo di quattro portate pescando da una lista ristretta con i piatti storici del locale.

Lasagne alla bolognese di Amerigo
Altrimenti si va alla carta e si potrร scegliere liberamente tra i piatti collaudati dal tempo o quelli piรน recenti, frutto di un costante aggiornamento che evita il posarsi di una monotona consuetudine. Non occorre esser maghi quando prevediamo che molti chiederanno i loro tortellini in brodo di gallina vecchia o le tagliatelle bolognesi al ragรน. Da parte nostra vi consigliamo l’assaggio dell’uovo “Amerigo” guarnito con quanto di meglio il bosco ha offerto in termini di funghi, tartufi ed erbe spontanee, la guancia di vitella brasata alla Barbera, la faraona in due cotture. ร altrettanto difficile non cedere alla tentazione di un piatto di formaggi artigianali di altissima qualitร o chiudere con il gelato guarnito con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. La carta di vini contiene tutto il meglio dei Colli Bolognesi ma Alberto, esperto e appassionato, ha etichette imperdibili da molta parte d’Italia. Se dormite nella vicina e accogliente locanda preparatevi ad una colazione da ricordare.
Valsamoggia (BO) โ via G. Marconi, 16 โ 051 6708326 – amerigo1934.com

Riso alla pescatora del menu fermo pesca: riso, ragรน di rigaglie e frutti di mare
Da Lucio รจ una nave in mezzo allโAdriatico, una propaggine di scogli nella darsena di Rimini. Jacopo Ticchi, il padrone di casa, ha creato un equipaggio giovane e affiatato, divertito e divertente. Tutto ruota intorno al pescato, con diverse cotture e lunghe frollature, vero marchio di fabbrica di un cuoco che ha sempre cercato una sua via sul pesce. E ora lโha pienamente trovata in un locale che non รจ piรน trattoria ma nemmeno un classico fine dining, una terza via che mette al centro il piacere della buona tavola. E con esso il cliente. Ampie vetrate e tavoli in legno proiettano verso il mare. Consigliamo caldamente il menu degustazione (premiato nella guida Ristoranti d’Italia 2026) per un percorso completo e pienamente appagante. Si parte con i crudi che, frollati mediamente una settimana, diventano ancora piรน materici e consistenti. Sul cotto, eccezionale le ali di razza in crosta di pepe e soprattutto il momento della brace, difficile non chiedere un bis. Noi abbiamo assaggiato un rombo notevole, collare di ombrina, trippe di pesci misti e una cipolla sotto la cenere in mezzo. Talmente saltante da chiedere un extra. Durante il fermo pesca, il menu si sposta in terra e in cielo, ottimi la terrina di volatili e gli spiedini di capocollo cotti sulla brace e accompagnati da una piada con lardo di seppia e parmigiano. Dolci creativi e sempre in tema mare. Il servizio รจ spigliato, professionale, capace di entrare in empatia con il tavolo. La carta dei vini รจ decisamente orientata verso i piccoli artigiani e produzioni biologiche e biodinamiche.
Rimini โ viale Ortigara, 80 โ 0541 1612020 – da-lucio.com
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