La classifica

I migliori ravioli ricotta e spinaci del supermercato. La classifica del Gambero Rosso

mercoledì 15 Aprile 2026

I migliori ravioli ricotta e spinaci del supermercato

Il test del
Gambero Rosso

Il panel di assaggio

Eugenio Marini

Editor ed esperto di analisi sensoriale

Gabriella Ciofetta

Assaggiatrice esperta di olio d’oliva

Giulia Mauro

Chef Passpartout Roma

Indra Galbo

Curatore della guida Oli d'Italia

Mara Nocilla

Giornalista professionista

Mauro Secondi

Titolare pastificio Secondi a Roma

Nazzareno Lavini

Pastry chef

Tiziano Noro

Sous chef ristorante Ineo

Il sistema di valutazione in Gamberi, da uno a un massimo di tre, è il risultato di rigorosi assaggi alla cieca. Il panel è composto da almeno 5 esperti. Solo una selezione dei prodotti degustati entra in classifica: ogni Gambero assegnato è quindi sinonimo di eccellenza.

Buono

70 – 79 /100

Molto buono

80 – 89 /100

Eccellente

90+ /100

In Italia, quando si parla di pasta ripiena, la mente corre immediatamente a un universo di forme e tradizioni regionali che raccontano secoli di storia gastronomica. Tra le varianti più amate ci sono i ravioli ricotta e spinaci – oggi diffusissimi sulle tavole di tutta la Penisola e spesso protagonisti dei pranzi della domenica – che ha una storia che intreccia agricoltura, tecniche casearie e contaminazioni culturali. Nel tempo il numero delle tipologie è cresciuto, con tortelloni, ravioli e ravioloni tra i formati più idonei a contenere questo tipo di ripieno.

Il blind test e le differenze stilistiche

Il test sui ravioli ricotta e spinaci in vendita nei supermercati ha richiesto una degustazione alla cieca attenta, da cui sono emersi alcuni prodotti capaci di interpretare con equilibrio uno dei grandi classici della cucina italiana. Dei 22 assaggiati, 7 hanno superato la soglia della sufficienza, distinguendosi per una buona resa in cottura e per l’assenza di difetti evidenti. I prodotti selezionati si caratterizzano, con diverse sfumature, per una pasta ben strutturata e per un ripieno in cui gli ingredienti risultano riconoscibili e piacevoli. «Rispetto ad altri prodotti della grande distribuzione, la pasta fresca ha margini di crescita sul piano qualitativo», osserva Mauro Secondi, titolare dello storico pastificio romano, prima della sessione di assaggi.
Un aspetto importante nella degustazione riguarda le differenze stilistiche della pasta ripiena lungo la Penisola. Nel Nord Italia si prediligono la dolcezza della farina, l’intensità di uova e Parmigiano e una leggera nota di noce moscata, che valorizza la ricotta vaccina e contribuisce alla cremosità del ripieno. In quest’area, il sapore degli spinaci resta più in secondo piano rispetto alle note casearie e speziate. Nel Centro-Sud, invece, è più diffuso l’uso della ricotta di pecora, dal gusto più deciso, che richiede un bilanciamento accurato con il Parmigiano. «Si tende anche a dare maggiore presenza al grano e a rendere più evidenti pepe e spinaci», spiega Secondi, che suggerisce un condimento essenziale: olio e Parmigiano Reggiano grattugiato.

€ 4 / 250 g

Rana

€ 4 / 250 g

Sfogliavelo – Il leader indiscusso del settore sale sul gradino più alto del podio confermando degli standard qualitativi superiori alla concorrenza, impressionanti alla luce dei volumi produttivi, cresciuti di pari passo con il prestigio del marchio, che ora si fregia perfino di un ristorante premiato dalla critica internazionale. La linea di ravioli in questione deve il suo nome allo spessore della pasta: «sottile, delicata e trasparente», come solo un velo può essere; una fattura — secondo l’azienda — che consente di apprezzare al meglio il ripieno, qui rigoglioso a partire dal nitore con cui si distinguono ricotta e spinaci (nella ricetta presente anche il mascarpone). A definire l’impronta aromatica però è il formaggio grattugiato. Quel carattere maturo, di stagionatura, tipico della crosta di parmigiano, che regala sfaccettature al profilo organolettico, dall’olfatto al palato, rimpinguato da tracce di uova e farine cotte. Non sopraggiungono amari vegetali capaci di destabilizzare l’equilibrio di fondo fra dolce e salato. Semmai, mancano un po’ di colore e tenuta alla sfoglia. Non sarà dunque il raviolo perfetto, ma per sapore e solubilità ruba il cuore di molti.

€ 3.4 / 250 g

Nonna Rina

€ 3.4 / 250 g

Ravioloni ricotta e spinaci – Produzione che viene da lontano: da una lunga storia d’amore sbocciata nella campagna trevigiana più di settant’anni fa, quella fra Nanni e Rina, che iniziò a conquistare il primo, di ritorno dai campi, con la fragranza dei suoi gnocchi. Come questi, ora i formati dell’azienda Nonna Rina sono frutto della collaborazione con il Pastificio Pinton e un altro marchio tanto caro alle famiglie italiane, appunto quello di Nonno Nanni. Ed è proprio con la ricotta di Giovanni Lazzarin che vengono farciti i ravioloni assaggiati. Dei cuscini ben imbottiti, che richiamano la sfoglia fresca per tonalità di colore e umidità tattile, con una farcia tanto morbida quanto verde che al taglio manifesta pezzi interi di spinacio. Perdono giusto un pizzico della propria esuberanza e struttura in ebollizione. Ma rientrano fra quei pochi campioni in cui si avvertono le note vegetali senza “disturbi di segnale”. Una prospettiva aromatica caratteristica, per quanto più delicata nella componente lattica. Quanto ci si aspetta da un boccone di pasta ripiena di formaggio e verdura. Tanto è vero che, con una consistenza diversa (più tenace e dal cuore meno gelatinoso), il primo posto sarebbe stato tutto loro.

€ 1.8 / 200 g

Tradizione Zucconi

€ 1.8 / 200 g

Maremmani – Davvero una scoperta i ravioli di una delle etichette di Piatti Freschi Italia S.p.A, facente capo al gruppo Fratelli Beretta. Pur un tantino impalliditi, si presentano piuttosto rigonfi e panciuti; anche quando il calore della cottura scioglie alcuni ingredienti distendendone l’impasto e recando così qualche ingresso d’aria. Al di là dello spessore medio o della chiusura grezza, ci si trova davanti a un esemplare che per aspetto e tatto evoca la manualità artigiana. Poi sì, l’amido delle patate reidratate persiste in bocca. Resta però una buona lavorazione, che mette in risalto una sequenza di aromi dinamica e pimpante: l’apporto speziato di noce moscata e pepe aggiunge brio alla basicità della ricotta (costituisce l’82% del ripieno) e ai sentori un filino più tenui delle foglie di spinaci. Ne deriva un palato generosamente saporito, pizzicato qua e là da gradevoli note piccanti che stemperano il classico registro rotondo riconducibile al genus merceologico. Mentre, per quanto riguarda la consistenza, la pasta di semola di grano duro non cede più di tanto sotto i denti, incorporando un po’ più di masticazione alla morbidezza e solubilità della farcitura.

€ 3.89 / 250 g

Rana

€ 3.89 / 250 g

Sfogliagrezza – Tra pesto, sughi e piatti pronti l’assortimento della famiglia Rana è sconfinato. Ma è con la pasta che il fondatore Giovanni ha reso di più, partendo con la vendita di tortellini casa per casa fino a costruire un impero commerciale a gittata intercontinentale. Con la linea Sfogliagrezza si diversifica la proposta mettendo sul mercato fagotti ripieni che assomigliano a un cappelletto più che a un raviolo squadrato, con una sfoglia più robusta, rustica e rugosa rispetto alla gamma Sfogliavelo. Lo spessore della pasta giallo paglierino è messo in evidenza dalla struttura — abbondante all’esterno — e da un’imbottitura meno corpulenta che consegna un assaggio di discreta masticabilità, sebbene a tratti pastoso. Si fa composita la palette aromatica: si intrecciano sensazioni retronasali di brodo vegetale, latte e uova, che restituiscono un panorama variegato, ma non disordinato, retto su una sapidità contenuta che lascia spazio alla timida dolcezza della ricotta. Peccato per la collosità residuale, attribuibile alla gestione degli amidi.

€ 4.5 / 230 g

Garofalo

€ 4.5 / 230 g

Raviolo ricotta di Latteria Sorrentina e spinaci – A Gragnano, epicentro mondiale della pasta secca, c’è chi produce pure quella fresca. L’azienda Garofalo è fra questi e da qualche anno ha pianificato una propria filiera che contempla oltre a farina, olio e pomodoro anche le uova. Il pastificio nato su regio decreto a fine Settecento ha una linea di più di 15 tipologie ripiene, di tutte le possibili forme e farciture. Quella con i ravioli spinaci e ricotta di Latteria Sorrentina si caratterizza per degli scrigni di sfoglia medio grandi, piuttosto lucidi, che racchiudono un cuore chiaro, omogeneo e morbido, a partire dal quale si possono individuare parti integre della verdura. Soprattutto, palesa una connotazione aromatica che la rende un campione sui generis. Al taglio — prima e dopo l’ebollizione — sprigiona note pungenti di aglio e ricotta, quasi a ricordare dei culurgiones senza menta. Un orizzonte gusto-olfattivo più spigoloso, che trova conforto nella rotondità e cremosità lattica, fra panna, ricotta e formaggio grattugiato (Grana Padano Dop). Profilo non proprio tradizionale, ma che nulla toglie alla piacevolezza dell’assaggio, per tessitura più tenero e scioglievole del dovuto.

€ 2.5 / 250 g

La Pasta di Camerino

€ 2.5 / 250 g

Ravioli con ricotta di Colfiorito e spinaci – Dalla passione di un bambino per la pasta fatta in casa è nato un piccolo laboratorio artigianale, che piano piano si è posizionato sul mercato nazionale e poi internazionale. Gaetano Maccari oggi è l’amministratore delegato di questa azienda marchigiana ormai parte di Entroterra S.p.A., e assieme alla famiglia garantisce produzioni frutto di un «triplo impasto lento», lavorato cioè in tre fasi differenti, e di una filiera più che rispettabile nell’offerta di largo consumo: Parmigiano Reggiano Dop e vari ingredienti dei Monti Sibillini, adoperati senza l’aggiunta di aromi artificiali o glutammato. In tal caso, si osservano dei piccoli ravioli dalla forma quadrata, di un giallo più acceso che opaco, con uno spessore mediamente sottile. Conservano la loro impeccabile foggia geometrica pure dopo la cottura, pur perdendo la tonalità paglierina iniziale. Il naso resta complesso, più articolato e speziato di altri: note di agrumi e noce moscata, seguite da quelle di formaggio, uova e spinaci. Un simile ventaglio aromatico si ritrova alla bocca con ancora più ordine e vivacità. Forse, il ripieno risulta più asciutto del previsto, ma la sfoglia mostra certamente una buona consistenza.

€ 3.2 / 250 g

Soverini

€ 3.2 / 250 g

Tortelloni ricotta e spinaci freschi – Chi è che cercando fra gli scaffali del supermercato non ha visto almeno una volta l’inconfondibile scatola rossa dell’azienda Tortellini Soverini? I prodotti del marchio bolognese prevedono trafile in bronzo, oltre che la tipica chiusura “abbracciata”, fedele alla tradizione artigianale. Come i tortelloni della linea classica, che mostrano un giallo scarico — leggermente pallido — e uno spessore della sfoglia tendente al sottile, prima e dopo la cottura. Eppure, la struttura al tatto rigida e liscia non si scompone nell’acqua bollente, arrivando abbastanza integra al tavolo. Qui, affiorano sentori delicati di cereale cotto e proteina casearia, insieme a quelli appena vegetali, più defilati nella gamma olfattiva espressa. All’assaggio emergono note lattiche, perlopiù di ricotta, che consegnano un complesso gradevolmente dolce ed equilibrato; senza particolari sfumature, considerando che gli spinaci si distinguono meglio alla vista che al palato. A livello tattile, si passa dalla tenacia di alcune estremità alla morbidezza quasi fondente della farcia.

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