Pur ancora lontani dalla stagione migliore per godersi Roma, cioè la piena estate in cui le strade possono essere deserte, non è mai troppo presto per fare una ricognizione della buona ristorazione in un campo minato come quello del cuore del centro storico. In particolare l’area compresa nel cosiddetto Tridente, che da Piazza del Popolo si apre nelle tre vie storiche di via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta. Nato nel Cinquecento come progetto urbanistico voluto dai papi per accogliere pellegrini e viaggiatori, il Tridente è stato per secoli il salotto elegante della città, tra palazzi nobiliari, botteghe d’artista e caffè letterari. Oggi è una delle zone più vivaci del centro storico e insidiose per chi ama mangiare e bere bene. Nella pletora di locali presenti in zona, abbiamo cercato di compiere una selezione sensata ed eterogenea dei posti migliori dove di fregature turistiche non c’è neanche l’odore. Eccone alcuni, tra fine dining, grandi classici, trattorie concrete, pizzerie pluripremiate, senza qualche grande assente che mentre scriviamo è in corso di restilyng (La Campana e Imàgo dell’Hotel Hassler).

Non solo le celebri fettuccine Alfredo – mantecate al tavolo con burro di malga e parmigiano stagionato 20 mesi – hanno reso celebre questo ristorante nel mondo: qui si apprezza anche una solida cucina, romana e non solo, accompagnata da una cantina ben fornita. L’ambiente è classico, impreziosito da foto d’epoca che raccontano una lunga storia. Da qualche tempo, la cantina regala uno spazio ulteriore per degustazoni e serate speciali.
Alfredo alla Scrofa – via della Scrofa, 104/A – 06 68806163 – alfredoallascrofa.com

Prenotare può essere un’impresa, ma anche nei momenti di maggior afflusso questa solida insegna a pochi metri dal Pantheon resta una garanzia, sin dal lontano 1961. Merito della famiglia Gargioli che da tre generazioni porta avanti un bel racconto sulla cucina tradizionale romana, autentica e di sostanza. In carta, che si presenta leggermente più snella a pranzo, non mancano i primi classici (buona l’amatriciana, anche se il guanciale poteva essere più croccante), seguiti da rigatoni con la pajata e fettuccine con le regaje di pollo. Ottime la coratella, servita a mo’ di panino insieme alla cicoria, e la trippa. Disponibili anche diversi piatti vegetariani. Per bere c’è l’imbarazzo della scelta pescando da una nutrita e ben studiata lista dei vini, con grande attenzione alle referenze regionali. Servizio sempre cortese e attento.
Armando al Pantheon – salita de’ Crescenzi, 31 – 06 68803034 – armandoalpantheon.it
Un porto sicuro a pochi metri da Fontana di Trevi. Una rarità trovarlo, poi, con questo livello di qualità e con una proposta in grado di rispondere a diversi gusti ed esigenze. Aperto dall’ora di pranzo fino al dopo cena, con un menu articolato e vario, Baccano è un bistrot contemporaneo, uno spazio poliedrico che catapulta l’ospite in una dimensione internazionale che ricorda certi locali newyorkesi (gli interni si ispirano a quelli di Balthazar) e l’atmosfera dei bistrot parigini, con una proposta molto versatile: difficile da trovare in una zona così centrale tante eccellenze gastronomiche. Buonissimi i taglieri di prosciutti italiani e spagnoli così come i formaggi francesi e il foie gras o le ostriche (disponibili in diverse tipologie), magari da gustare al bancone per un aperitivo dall’appeal cosmopolita. L’insegna si distingue anche per un’interessante offerta miscelata e per la cantina che spazia dall’Italia alla Francia fino al Cile e al Sudafrica.
Baccano – via delle Muratte, 23 – 06 69941166 – baccanoroma.com
Ex rimessa di carrozze, rivendita di olio, vino e liquori sin da fine Ottocento, poi osteria, oggi enoteca con mescita e vendita gestita da Paolo Trimani, cugino di quei Buccone dell’insegna, sorprendente presidio di buon vino in pieno centro storico. Autentico, rilassato e pieno di fascino, con quegli arredi originali primo novecento, il bancone antico, l’altissimo soffitto a cassettoni e gli scaffali a tutta altezza colmi di bottiglie italiane e internazionali – tante anche alla mescita – grandi nomi e piccole produzioni, con una selezione simile a quella di Trimani a via Goito. Si mangiano ostriche, carpacci, salumi e formaggi di pregio, ma anche qualche piatto cucinato: polpette, zuppe. Un posto che crea dipendenza, non solo per l’offerta ma anche perché qui si vive l’atmosfera delle vinerie di una volta.
Buccone vini e olii – via di Ripetta, 19 – 06 3612154 – Instagram

Una cucina solida e genuina, sia di mare che di terra, con ingredienti di qualità; un’atmosfera calda, con archi in mattoni e luci soffuse: è la formula della famiglia Conti da quattro generazioni. Buoni crudi di pesce anche in tartare o carpaccio rinnovati sempre da qualche elemento in più, le fettuccine con i porcini in stagione, o le costolette do agnello a scottadito. Si aggiungono pane e dolci fatti in casa, e una buona selezione di vini, in linea con la proposta.
Il Gabriello – via Vittoria, 51 – 06 69940810 – ristoranteilgabriello.it
Spazioso, curato nei dettagli ed elegante, questo storico ristorante è in una posizione centralissima. Ci si può accomodare al sushi-bar, con il bel bancone in legno lucido, oppure al tavolo per un pasto rilassato e degno di nota. C’è pensiero e cura anche nella mise en place, oltre che nel menu – strutturato a modo e senza eccessive declinazioni, con una carta dedicata al pranzo e 3 degustazione kaiseki – e nel trattamento del pesce, sempre fresco secondo mercato (come per il sashimi). Sushi, piatti di origine popolare (i noodles di grano saraceno, sia freddi che caldi e con accompagnamenti, rendono bene l’idea) e con vari metodi di cottura (fritture o teppanyaki, su ghisa, per esempio), ma sempre con grande padronanza delle lavorazioni e degli ingredienti. L’esperienza vale e si gode al meglio con i “mix”, diversi per composizioni e dimensioni, tra nigiri, makimono e uramaki – magari da condividere – in cui si esalta con delicatezza il sapore del pesce e si promuove la semplicità del buono e del ben fatto. Servizio veloce e piacevoli abbinamenti delle bevande.
Hamasei – via della Mercede, 35 – 06 6792134 – roma-hamasei.com
Il Marchese dell’insegna è Onofrio del Grillo, famoso per il personaggio interpretato da Alberto Sordi. In questo locale piacevole nell’ambiente e nel servizio (che ha anche bissato a Milano), l’impronta romanesca è elaborata con appeal internazionale. Vuoi per l’apertura dalle 12.30 a tarda sera, vuoi per l’offerta di drink che si muove tra cocktail, vini e l’amplissima collezione di amari con un angolo bar dedicato, perfetto per l’aperitivo o il dopo cena. La cucina, pur legata alla tradizione romanesca, sa sviare di tanto in tanto, con piatti di sapore e sostanza. Ci sono la crocchetta di bollito in salsa verde e i primi canonici (cacio e pepe, carbonara, gricia e matriciana), ma non mancano cose “alternative” e stagionali.
Il Marchese – via di Ripetta, 162 – 06 90218872 – ilmarcheseroma.it

A due passi da piazza di San Lorenzo in Lucina, un locale storico – aperto nel 1957 e dal 1995 condotto dai fratelli Lo Bianco – in cui trovare una verace cucina di tradizione corroborata da una selezione di vini (fiore all’occhiello dell’insegna) ampia, di valore e dai ricarichi contenuti. A tavola, con variazioni dettate dalle stagioni, è il repertorio tipico a scandire i passi del menu: carciofo alla giudia e polpette di bollito, tonnarelli cacio e pepe e rigatoni con la pajata, abbacchio alla scottadito e coda alla vaccinara. Apprezzabili dolci in chiusura. Servizio preparato e gentile. Tavoli su strada. Prenotare.
Matricianella – via del Leone, 2 – 06 6832100 – matricianella.it
A due passi da Fontana di Trevi, una storica insegna meta di affezionati e turisti di passaggio. Luca Issa firma una pizza napoletana dal cornicione alto, soffice e arioso, dall’impasto leggero e ricco di gusto. Oltre alle classiche, consigliatissima la salsiccia, steccata e zucchine (con passata di pomodoro giallo pugliese, fiordilatte tagliato a mano, salsiccia fresca di Fondi, steccata di Morolo e chips di zucchine) con ingredienti di alta qualità, molti dei quali Presìdi Slow Food. Nota per l’ottimo evo usato per condire a crudo tutte le pizze. Birre e vini, anche al calice, in abbinamento. Servizio amichevole, fila inevitabile (qui non si prenota).
Piccolo Buco – via del Lavatore, 91 – 06 69380163 – pizzeriapiccolobuco.it

Il contesto è ricco di fascino, l’atmosfera senza tempo sia all’esterno, nella piazza raccolta e accogliente, che all’interno, tra soffitti con travi a vista, tavoli di varie epoche e quadri moderni. La scelta delle materie prime è un punto fermo e giustamente vengono indicati i fornitori, selezionatissimi: aziende agricole, ittiche, pastifici, botteghe. Il menu parla locale con carbonara, amatriciana, lingua in salsa verde, polpettine preparate come i saltimbocca, ottime; si va fuori regione con tagliatelle al ragù di coniglio della Valsesia, pici all’aglione o vitello tonnato. Lasciate spazio per il dolce: un semifreddo allo zabaione con caramello salato o una tart au citron, degna chiusura di un pasto molto interessante. Il personale, garbato e premuroso, saprà consigliare anche nella scelta di una bottiglia o un calice. Cantina in linea con la cucina.
La Quercia Osteria Monteforte – p.zza della Quercia, 23 – 06 68300932 – osterialaquercia.com
Una grande pizza napoletana scioglievole, con cornicione leggero e cottura precisissima a pochi passi dal Pantheon. Menu degustazione da 5, 6 o 7 portate (dall’ottimo rapporto qualità-prezzo) e carta con pizze tradizionali, in doppia cottura o focacce da condividere. Da provare tanto le classiche che le creative, come la Volevo essere una crudo e rucola, con crema di datterino rosso, prosciutto di Norcia, stracciatella di Andria, coulis di rucola, chips di parmigiano Vacche Rosse e olio evo. Notevoli anche i fritti, eleganti i dolci. Cantina di alta caratura, carta dei cocktail avvincente. Servizio accogliente e professionale.
Vico Pizza&Wine – p.zza Rondanini, 47 – 06 87809501 – vicopizzaandwine.com

Il brand londinese è ormai un’insegna affermata grazie alle sue diverse sedi in giro per il mondo. A Roma può vantare una location esclusiva all’interno di Palazzo Fendi, storico edificio a due passi da Piazza di Spagna. Sulla terrazza si può godere di una vista panoramica e sorseggiare cocktail dall’aperitivo fino al dopo cena, mentre al piano inferiore un’ampia sala è il teatro della proposta culinaria in stile nipponico. Si va dai sashimi con ventresca di tonno e ricciola ai nigiri di capasanta; dai maki con granchio e avocado al tataki di wagyu con salsa ponzu al tartufo. Dalla robata (piastra giapponese) arrivano invece carni, pesce e verdure come il classico black code marinato e avvolto in foglia di Hoba. Disponibili anche la formula brunch e il business lunch. Interessante sia la carta vini che la lista dei sake.
Zuma – via della Fontanella di Borghese, 48 – 06 99266622 – zumarestaurant.com
foto di copertina Baccano – credit Alberto Blasetti
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