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Code infinite per una gelateria di 90 anni: a Milano tutti vogliono questo affogato

Tra video virali su TikTok e code fuori dalla porta, l’affogato di Umberto 1934 è diventato un piccolo caso a Milano. Ma la storia parte da lontano

  • 22 Aprile, 2026
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A Milano di locali ce ne sono tanti, pure troppi, più o meno frequentati. Ultimamente però, e non è un fatto stagionale, le code, quelle vere, si trovano immancabilmente fuori dalle gelaterie. Insomma, pare sia scoppiato l’amore, di quelli da milanesi: totalizzanti, unici, che infiammano. La incontenibile passione ha naturalmente coinvolto una ricetta antica, vagamente retrò, che sa di dessert da fine pranzo al ristorante negli anni ‘80: l’affogato, quel connubio in fondo geniale tra gelato alla crema e caffè, freddo e caldo, dolce e amaro. Voci di corridoio, o meglio titoli urlacchiati su TikTok con toni tra il tifo da stadio e l’epifania gastronomica, assicurano che i”l’affogato al caffè più buono di Milano” sia quello di Umberto 1934.

A Milano le code sono per il gelato

Nulla di nuovo sotto il sole, sia chiaro. La Gelateria Umberto sta in piazza Cinque Giornate da più di novant’anni. Non ha cambiato indirizzo, né aperto filiali. Resta la piccola bottega che era. Umberto Tortolano nasce a Pozzuoli nel 1907 e apprende l’arte del gelato da Peppino, storica bottega di Napoli. Negli anni Trenta si trasferisce a Milano. Prima lavora come guardarobiere da Giannino, mitico ristorante milanese, dove conosce sua moglie Giuseppina. Nel 1934 apre in Piazza Cinque Giornate al numero 4 la Gelateria Umberto, ininterrottamente aperta dal 1945 dopo che solo la guerra l’aveva fermata.

È una storia tipicamente italiana, fatta di migrazioni interne, di mestieri imparati sul campo, di botteghe famigliari aperte con poco e mantenute con molto lavoro e fatica. Nel 1970 c’è il passaggio generazionale: a Umberto subentrano la figlia Cesira e il marito Elio Martinuzzi. La ricetta, sempre la stessa, antica e al passo con le esigenze di salubrità e sostenibilità insieme, parla di gusti prodotti in piccole quantità e mantecati in laboratorio tutti i giorni, esclusivamente con frutta di stagione fresca. Oggi c’è la terza generazione, rappresentata da Stefano Umberto, che porta il nome del nonno fondatore.

Una gelateria rimasta com’era

La prima cosa che colpisce, entrando, è l’assenza. Niente espositori traboccanti di vaschette multicolori, niente nomi fantasiosi scritti su lavagnette hipster. Il bancone è in legno, i cartellini sono d’ottone con i gusti incisi. Non tanti né pochi, il giusto: mai più di 12. Non mancano mai nei pozzetti tradizionali cioccolato, caffè e pistacchio, oltre alle creme tra cui la crema caramellata Umberto. Lavorata solo con uova allevate a terra e latte fresco. Tra la frutta, molto apprezzato il pompelmo rosa e il melograno. Niente plastica e packaging compostabile, perché siamo nel 2026.

Il marchio di qualità pare lo dia ancora Elio Martinuzzi che ogni giorno, vuole la leggenda, assaggia tutti i gusti per dare il suo assenso alla vendita.

L’affogato che tutti vogliono

Questo tempio del gusto milanese che in sordina, da decenni attira i suoi affezionati estimatori pescando anche ampiamente dalla Milano bene, del resto in centro siamo, è negli ultimi tempi balzato ai dubbi onori delle cronache social, con TikTok e Instagram impallati di video che mostrano la preparazione dello storico affogato umbertino. Così appare la tazza da cappuccino colma di gelato alla crema disposto a fiore, in modo da lasciare, con gioco esperto di polso, un foro centrale quadrato, nel quale viene sistemato il caffè con l’eventuale granella. Il gelato si scioglie piano piano creando una bevanda densa e profumata. Ma ci sono anche le varianti creative, come quella con crema Umberto e salsa di lampone.

Pare però che i nuovi clienti portati dai social, per lo più stranieri, siano spesso più interessati a filmare che a consumare il miracoloso equilibrio di gusti.

Tanto che per gestire i flussi e non disturbare gli habitué – tra cui, in varie epoche, si segnala il conte Nuvoletti e Csaba della Zorza che ha citato la gelateria in un libro – in certi momenti si è pensato di istituire una doppia fila, stile design week: i sommersi, i salvati e gli affogati.

Umberto 1934, Piazza Cinque Giornate, 4 – Milano. Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 23

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