Storie

Il giovane vignaiolo sardo che ha salvato un'uva quasi scomparsa

Dalle vigne abbandonate di Luras al recupero del retagliado: la storia di Luca Depperu Sassu, tra burocrazia, vecchi vitigni e vini naturali ai piedi del Limbara

  • 03 Aprile, 2026
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In Gallura non cโ€™รจ solo il vermentino. Ai piedi del Limbara, tra i graniti dellโ€™alta Gallura e i piccoli appezzamenti intorno a Luras, sopravvive una storia di vigne, varietร  e adattamenti che rischiava di perdersi pezzo dopo pezzo. Luca Depperu Sassu, classe 1991, geometra di formazione e vignaiolo per scelta ostinata, da quasi dieci anni lavora proprio su questo crinale: tenere insieme il presente e ciรฒ che restava ai margini, quasi dimenticato.

La sua azienda nasce ufficialmente con lโ€™annata 2016. Non cโ€™รจ una tradizione vitivinicola familiare strutturata alle spalle, nรฉ una proprietร  giร  pronta da prendere in mano. ยซIo non avevo veramente nienteยป, racconta. Da una parte e dallโ€™altra della famiglia cโ€™erano le classiche vigne per il vino di casa, ma niente di piรน. Il punto di partenza, semmai, รจ stato il mancato ricambio generazionale: vigne lasciate andare, o affittate, o in cerca di qualcuno disposto a occuparsene davvero. Luca parte cosรฌ, prendendo terreni in affitto, recuperandone alcuni, riscattandone altri, costruendo poco per volta una piccola geografia personale.

Una vigna senza ereditร : lโ€™inizio di tutto

Nel frattempo, fa il geometra per otto anni, ma quel lavoro gli va stretto. Non tanto per insofferenza generica, quanto per un richiamo piรน preciso: la campagna, le vigne, la sensazione di essersi perso un pezzo importante. ยซAvevo tanti amici che da ragazzini andavano in vigna con il padre o con il nonno. Io questa cosa non lโ€™avevo avuta e mi era rimasta quiยป.

Per cominciare, deve imparare tutto. Lo fa prima ascoltando i viticoltori piรน anziani del paese, poi capendo che non basta. Le informazioni si contraddicono, i metodi cambiano da uno allโ€™altro. Cosรฌ va a studiare, segue un corso di potatura della scuola Simonit&Sirch e torna a Luras con unโ€™idea diversa di come si deve lavorare una vite. Allโ€™inizio lo guardano storto. ยซQuasi mi prendevano in giroยป, dice ridendo. Ma il punto, per lui, รจ proprio quello: capire, verificare, non ripetere per inerzia.

La storia piรน significativa, perรฒ, riguarda il retagliado bianco, antica varietร  tardiva di cui a Luras si parlava da sempre, quasi come di un fantasma buono. Tutti la nominavano, nessuno o quasi la vinificava davvero. Luca ne aveva sentito parlare fin da ragazzo ma non era mai riuscito ad assaggiarla. Da lรฌ nasce lโ€™idea: se questโ€™uva รจ sempre stata considerata speciale, perchรฉ lasciarla scomparire? Il problema รจ che il retagliadu (come lo chiamano in zona) cโ€™รจ, ma quasi solo come memoria.

La vecchia vigna di famiglia che lo ospitava, nella vallata di Sโ€™Abba Idolza, era stata abbandonata al punto da dover essere estirpata. E allora comincia una vera odissea burocratica e agronomica: bandi, dinieghi, ricerche di campi selezionati che ufficialmente non esistono, proprietari che non vogliono collaborare, materiale da vivaio perso durante il Covid, barbatelle ferme in porto.

Luca non molla. Cerca, insiste, trova infine a Monti un vigneto sperimentale regionale impiantato alla fine degli anni Novanta con soldi pubblici, che nessuno aveva pensato di utilizzare per la certificazione. Da lรฌ riparte lโ€™iter. Il 21 aprile 2021 riesce finalmente a piantare la nuova vigna di retagliado: mille piante, un fazzoletto di terra, ma sufficiente per rimettere in circolo una varietร  che senza testardaggine sarebbe probabilmente sparita.

Un vino contemporaneo nato da una varietร  antica

Quel lavoro oggi inizia a dare i primi risultati. Il retagliado di Luca รจ un bianco tardivo, naturalmente poco alcolico, che in un contesto come quello sardo dice giร  molto. La 2024, nata da una macerazione a grappolo intero di 35 giorni, รจ stata per lui una sorpresa felice: un vino equilibrato, capace di tenere insieme tensione e misura. E la cosa che lo colpisce di piรน รจ forse proprio la sua contemporaneitร  involontaria: un vino che arriva tardi a maturazione e che, anche raccolto a ottobre, resta sugli undici gradi.

Se il retagliado รจ il progetto piรน ostinato, non รจ perรฒ lโ€™unico punto in cui emerge il suo rapporto con il territorio. Luca รจ anche, a oggi, lโ€™unico produttore naturale di nebbiolo dei Colli del Limbara. A Luras il nebbiolo non รจ un corpo estraneo: arrivato con i piemontesi in epoca sabauda, si รจ adattato al punto da diventare parte del paesaggio viticolo locale, soprattutto nei vecchi appezzamenti attorno al paese. Luca lo lavora con macerazioni lunghe, grappolo intero, rimontaggi e zero follature, cercando e ottenendo con il suo Pedru Minore una leggerezza che non รจ impoverimento ma precisione.


E poi cโ€™รจ una vigna del 1913, promiscua, ad alberello, con una quindicina di varietร  bianche, rosse e rosa. Da lรฌ nasce Ru, il suo rosato, poche centinaia di bottiglie allโ€™anno di un vino sorprendente ed estremamente territoriale, ma soprattutto nasce un altro pezzo del suo modo di stare in vigna: custodire senza musealizzare. Sentire che quelle piante sono un patrimonio vivo, da capire, da rimettere in sesto, da studiare persino geneticamente se serve. ยซSento una certa responsabilitร ยป, dice. Non รจ una frase di maniera. รˆ il centro del suo lavoro.

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