Risaliamo alla fine dell’800 per questa storica insegna del centro di Viareggio, ben conservata nel suo elegante mobilio d’epoca. Il locale deve la sua fama a una produzione tradizionale fatta a dovere: cantucci, pezzi da colazione tipici, pasticceria secca, frittelle e cenci per Carnevale, colombe e torte per Pasqua. Se c’è una cosa qui che però non bisogna davvero perdere sono i Befanini, una vera bontà, oltre che simbolo della memoria viareggina.

Il nome ce lo suggerisce: si tratta di biscotti tipici del periodo festivo intorno all’Epifania. Popolari nelle zone della Lucchesia e della Versilia, questi dolcetti di frolla venivano preparati il 5 gennaio e servivano a riempire dei canestri da poggiare sul camino (al posto dell’ormai onnipresente calza della Befana). Alla Pasticceria Gambalunga di Viareggio vengono ancora sfornati tutto l’anno e si distinguono da quelli della Versilia perché bassi, ben cotti e arricchiti di semi di anice. Le forme in cui sono foggiati sono varie: si va dalla stella alla Befana, dagli angeli ai Re Magi. L’origine della ricetta si perde nel mito: si narra che nell’Ottocento una nave cargo si arenò nel Tirreno, davanti a Viareggio, perdendo un carico di semi di anice che i viareggini recuperarono, facendoci pani e dolci. Ed ecco spiegata la nascita dei Befanini.

Friabili e profumati di anice, i Befanini di Gambalunga valgono sicuramente l’assaggio, ma l’insegna merita una visita a prescindere. Gli abitanti e i frequentatori di Viareggio hanno un riferimento importante nel suo mitico bancone di legno, del resto con una storia che ha superato ampiamente il secolo impossibile non aver deliziato intere generazioni di golosi. La famiglia Benassi regge da molti anni il testimone della produzione, che è partita alla fine dell’Ottocento, quando davanti alla chiesa di Sant’Andrea apre l’allora Pasticceria Graziani. Elegante e rinomata, l’insegna ha ospitato nel tempo tanti personaggi illustri della vita viareggina – Giacomo Puccini in primis – tanto da essere chiamata in città la “pasticceria degli artisti”.
Dopo la Prima Guerra Mondiale la pasticceria, passando di proprietà, viene rinominata Gambalunga. Nome che mantiene, insieme al fascino delle origini: oggi Fabrizio Benassi, insieme alla sorella, regge il testimone del locale ereditato dal papà, Alberto, che acquisto la pasticceria e con essa anche l’antica ricetta dei Befanini e degli altri dolci legati alla tradizione locale, come il Pan del pescatore, una frolla montata ricca di uvetta, mandorle e pinoli, o la Scarpaccia, un insolito dolce morbido con le zucchine, tipico di Viareggio. Nel soffitto affrescato, nelle boiserie e negli arredi classici la testimonianza della lunga storia della Pasticceria Gambalunga. Per consumare sul posto, a disposizione qualche tavolo all’interno e in un piccolo dehors. D’altri tempi anche il servizio, cortese e accogliente.
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