Volte a stella, mattoni a vista, ceramiche locali. Nell’Ottocento era un granaio, negli anni ’70 una macelleria, oggi uno degli indirizzi più solidi della regione. Tutto grazie a una famiglia, i Marsella, che da quasi sessant’anni anima quest’insegna tra le vie di Crispiano, Taranto.
Era il 1969 quando Martino Marsella aprì qui la sua macelleria con fornello. Ma cosa sono i fornelli? Macellerie nelle quali, alla tradizionale vendita della carne, si affianca la cottura in loco, con le braci, su un tipico spiedo verticale. Formato radicatissimo nella cultura di questa zona d’Italia: siamo a nord di Taranto, a Crispiano, il paese delle 100 masserie, tra colline carsiche anticamente abitate dai messapi, poi dai greci, a forte vocazione agricola, nell’area di congiunzione tra le Murge tarantine e la Valle d’Itria, considerata patria ufficiale dei fornelli.

Martino e sua moglie Livia agli esordi portano avanti l’attività quotidiana: l’insegna esterna ancora oggi richiama i tempi della “rosticceria”. Nel 1994, attraverso un ampio coinvolgimento familiare, la Cuccagna inizia a elaborare una proposta gastronomica più complessa, radicata nelle origini – c’è in menu una grande passione per la carne, selezionata in maniera attenta e cucinata con il tipico fornello – ma aperta alla grandezza pugliese di cotture lunghe e grandissimi vegetali (autoprodotti). Tutti si ritagliano il proprio ruolo con competenza: in sala Gianni e sua sorella Rosanna danno vita a un servizio d’autore e a una cantina che diventa sempre più ricca – al ristorante si affianca l’enoteca Giro di Vite – aprendosi anche al mondo naturale in tempi non sospetti; in cucina mamma Livia e la moglie di Gianni, Paola Ortesta, si dividono i ruoli, tra ricette antiche e interpretazioni attuali. Martino, macellaio di tempra e di esperienza, continua a occuparsi instancabilmente del fornello e dell’orto. Le sale, con volte a botte e a stella, si fanno sempre più accoglienti. Accade, purtroppo, l’imponderabile: Gianni viene a mancare prematuramente. È il 2018, il colpo è durissimo.

le carni in cottura nel fornello
La famiglia è rimasta unita, è forte. Oggi i Marsella conducono un grandissimo locale, sono tutti in gioco, anzi c’è un nuovo ingresso che porta rinnovata linfa all’attività: è Martino, 19 anni, figlio di Gianni e Paola, che ha ereditato i tratti, l’entusiasmo e la passione enologica del padre. Così oggi è lui, giovanissimo, a occuparsi, insieme a Rosanna, della sala e, in particolar modo, del servizio del vino, con una cantina blasonata, internazionale, ma anche curiosa: chi cerca il territorio lo trova, ma viene a conoscenza anche di una Puglia vinicola inaspettata. La carta è ben costruita, si scende al piano di sotto per ammirare la selezione e si ritrova il vecchio palmento dove nonno Martino faceva il vino.

Il banco della carne all’ingresso richiama i tempi della macelleria, nel fornello, sotto l’occhio del fondatore Martino, cuociono in modo encomiabile – metodo incredibilmente sottovalutato dalla cucina contemporanea – bombette, salsicce, tagliata di capocollo, animelle (tra i fornitori il noto macellaio Michele Varvara). Le polpette di pane, negli antipasti, sono un tuffo nel passato, ma modernissime, come l’acquasale con la ricotta forte, o i lampascioni fritti, da bis ripetuti. E i cardoncelli (erbe primaverili), gli sponsali, le scarole selvatiche, insieme a tutte le meraviglie della biodiversità pugliese, coltivate perlopiù nell’orto di proprietà.

Le paste fatte in casa, come troccoli e orecchiette, si accompagnano, rispettivamente, ai pomodori giallorosso di Crispiano (varietà localissima, presidio Slow Food) o all’incredibile ragù di pecora che si scioglie in bocca. Così le brasciole al sugo o il marretto con le patate al forno, da applauso. E la tartare di pecora con le primizie della primavera è un elogio alla freschezza. Anche i dolci sono deliziosi, ma il vero e rarissimo plus è l’abbraccio di una famiglia intera con la passione per l’accoglienza.
La Cuccagna – c.so Umberto I, 168 – Crispiano (TA) – www.lacuccagnagirodivite.com
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