Ritorno alla terra

C'è un paese in Abruzzo dove i giovani decidono di tornare. Per salvare vigne, riaprire ristoranti e realizzare sogni

C’è chi era jazzista a New York o Dj a Londra. Oggi gestiscono glamping e vigneti. Così il piccolo centro di Torano Nuovo torna a vivere grazie all’enogastronomia e a progetti coraggiosi

  • 21 Novembre, 2025
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Le cose sono andate più o meno così. Prenotiamo all’Osteria dei Maltagliati: è tutto pieno, ci mettono in lista d’attesa. Si libera un tavolo e, mentre confermiamo, chiediamo dove poter dormire nei dintorni. Ci consigliano un bel posticino – «se foste venuti la settimana prossima vi avremmo ospitato nelle nostre camere, ma per ora non abbiamo ancora tutte le carte in regola», carte che attendono da un anno – e così scopriamo Villa Yucca. Prima di cena ci concediamo una degustazione di vino. Non da Emidio Pepe, dove siamo già stati più volte, questa volta da Bossanova. Che cosa hanno in comune queste realtà? Il ritorno al paese. C’è chi è rientrato dall’estero e chi da altre regioni italiane, accomunati dalla volontà di coltivare in questa zona d’Abruzzo un progetto personale, radicato, contemporaneo.

Elisa Pepe

Elisa Pepe

Il caso di Elisa Pepe

Ma cos’ha di speciale Torano Nuovo, perché tanti giovani sono tornati? «Veniamo da famiglie con grandi storie alle spalle, ognuna, in un modo o nell’altro, ha fatto qualcosa per questa terra. La generazione prima della nostra ha mantenuto le aziende, che sono arrivate fino a oggi in buona forma, ma tutto il resto si è un po’ frammentato, spezzettato. Ci troviamo quindi in un momento in cui c’è molto poco. E proprio perché c’è poco, esiste la possibilità di inserirsi», ipotizza Elisa Pepe, nipote del pioniere del biodinamico, che da qualche anno si occupa dell’Agriturismo Emidio Pepe nato dalla ristrutturazione della casa di famiglia a Torano Nuovo.

Agriturismo Emidio Pepe

«La terra offre ancora spazio: puoi arrivare, comprare un ettaro e destinarlo all’orticoltura, perché il costo non è ancora estremamente elevato. Non è bassissimo, certo, ma consente a noi giovani di partire con basi più o meno solide. Ti dà comunque l’avvio, quel “la” necessario per iniziare». Il “la”, Elisa, ce lo aveva, ma prima di implementare il progetto ha deciso di fare esperienza altrove: alcuni mesi nell’Azienda Agricola Foradori al fianco di Irene Piazza per la parte dei formaggi – «è stata un’esperienza incredibile» – e poi nel ristorante Il Centro a Priocca – «hanno una delle carte dei vini più grandi che io abbia mai visto» – dove ha mosso i primi passi nel servizio.

Oggi Elisa, insieme a un gruppo altrettanto giovane, gestisce non solo le camere e il ristorante dell’agriturismo, ma anche l’orto: «Da gennaio nel team è arrivata Martina, una ragazza di trent’anni della zona. Coltiva varietà antiche portandosi i semi dalla nonna. Una ricchezza locale che si stava quasi perdendo: anche se abbiamo sempre fatto l’orto, non ci eravamo mai conservati i semi delle varietà che piantavano i nostri nonni. Martina, invece, è estremamente appassionata di agricoltura, soprattutto di orticole, e grazie a lei siamo riusciti a far partire questo progetto. È il primo anno in cui, durante l’estate, non ho comprato verdure per il ristorante, per noi è un valore enorme», racconta Elisa, che prima di salutarci ci parla di altre due ragazze della zona, altri due esempi di ritorno.

Gaia Di Sabatino di Tenuta Morgante a Torano Nuovo

Gaia Di Sabatino di Tenuta Morganti

Tenuta Morganti a Torano Nuovo

Incontriamo Gaia e Sveva Di Sabatino, trenta e ventisette anni, della Tenuta Morganti. «Siamo cresciute tra le vigne dei nonni materni. Nonno Gino, rientrato dal Venezuela nel 1953, decise di stabilirsi nel podere di famiglia a Torano Nuovo, dove impiantò i primi vigneti di Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo. Mamma, però, ha intrapreso un’altra strada, o meglio faceva la maestra e aiutava in azienda part time», fa Gaia. Non abbastanza per mantenerla in vita. A preservare Tenuta Morganti ci hanno pensato le due sorelle. Prima Gaia, che nel 2014 ha preso le redini dell’azienda non appena maggiorenne – concedendosi la laurea in Lingue e Letterature Straniere a Pescara – poi anche Sveva, dopo aver vissuto a Torino e a Reggio Emilia. E se oggi c’è pure la parte dell’ospitalità, il merito è tutto loro, che nel 2016 hanno inaugurato la prima “botte” del glamping (vere e proprie stanze a forma di botti), «ogni anno ne abbiamo aggiunta una, fino alle cinque attuali».

torta di rose dell'Osteria dei Maltagliati

Torta di rose dell’Osteria dei Maltagliati

L’Osteria dei Maltagliati (che ora ha le camere e fa le colazioni)

Perché Torano Nuovo? «Perché è sempre stato il nostro posto del cuore e mi piace l’idea che anche mia figlia cresca qui». Pensiero condiviso da Maicol Capriotti e Federica Brandimarte, giovanissimi anche loro e genitori da poco, coppia che da qualche anno è alla guida dell’Osteria dei Maltagliati (fresca di Tre Gamberi). I due si sono conosciuti da Pascucci al Porticciolo a Fiumicino – prima Maicol era stato da Berton, mentre Federica ha trascorso un anno in Spagna per uno stage nel settore dell’hôtellerie – un giorno, tornando a casa per le vacanze, vedono il cartello “vendesi” affisso alla porta dell’Osteria dei Maltagliati: «Ero affezionatissima a quel posto», racconta Federica. «Ci avevo festeggiato tutto, anche la laurea. Quando ha chiuso, all’improvviso, è stata una tragedia, era un ristorante amatissimo. Purtroppo l’immobile era in vendita a un prezzo irraggiungibile; ma poi, tornandoci un giorno, vediamo il cartello dell’agenzia e il prezzo era stato dimezzato».

Oggi il progetto comprende anche quattro camere ricavate nella parte superiore dell’edificio, una vecchia casa di una volta, con le stanze che si aprono lungo un corridoio, e «agli ospiti (ma l’idea è di aprire anche agli esterni) proporremo la colazione a base di lievitati, sfogliati, proposte salate». Un’esperienza che avremmo voluto fare – e che sicuramente faremo – ma che al nostro passaggio non era ancora attiva. Poco male, proprio così abbiamo avuto l’occasione di conoscere Carlo Di Salvatore di Villa Yucca, b&b e glamping immerso nel verde (dove i gatti non mancano!).

Gatto nel giardino di Villa Yucca

Da dj ad albergatore

Dj partito per Londra con tanti sogni nel cassetto e duemila euro in tasca, “finito” a lavorare nei ristoranti, è questa la storia di Carlo Di Salvatore. «Sono arrivato l’8 ottobre 2012, senza conoscere la lingua, in una delle città più costose del mondo. Pensavo di poter suonare, ma senza inglese era impossibile anche solo propormi, così ho cominciato a fare il commis di sala e poi il cameriere da Zafferano, ristorante italiano all’epoca stellato. Qui ho conosciuto un ragazzo, diventato amico, andato poi a lavorare per Dorchester che ho prontamente raggiunto». Al 45 Park Lane Dorchester ci rimane fino al 2022, ricoprendo il ruolo di restaurant manager.

«Mi mancava il mio paese. Capisci davvero il valore delle cose, dalle sagre, alla natura, ai borghi, quando non le hai più. Così ho deciso di investire qui, a Torano Nuovo, in un territorio ancora poco raccontato ma pieno di potenziale (siamo a 15 minuti dal mare e 25 dalla montagna) trasformando la dimora storica di famiglia in un luogo di accoglienza e puntando su un turismo esperienziale. Paradossalmente, sono state proprio le persone che incontravo a Londra a farmi aprire gli occhi: quando raccontavo loro dove ero nato, capivo quanto il mio territorio fosse speciale».

Vini Bossanova

Da New York a Torano

Un percorso analogo a quello di Andrea Quaglia di Vini Bossanova, non a Torano ma a pochi chilometri più in là, a Controguerra, andato a New York seguendo il richiamo del jazz (è pianista) e tornato in Abruzzo ascoltando i consigli delle persone conosciute lì: “devi credere nel potenziale della tua terra”, gli dicevano. E così è tornato a casa, si è iscritto a enologia, ha affiancato il nonno in vigna per tre anni e poi ha creato il suo Bossanova, introducendo pratiche biodinamiche senza disdegnare la tecnologia – «un mezzo per rendere il lavoro dell’uomo ancora meno invasivo: Bossanova è una congiunzione tra matematica e arte, ricerca e sensibilità» – arrivando in pochi anni a una produzione che varia tra le 30.000 e le 50.000 bottiglie. Niente male per questo pezzettino di terra, un puntino sulle mappe, eppure racchiude un paesaggio che regala respiro, prima nella mente che nello spazio, e che richiama i giovani a tornare. Qui chi è partito è rientrato per scelta, trovando vigne da salvare, ristoranti da riaprire, progetti da immaginare.

Agriturismo Emidio Pepe – Torano Nuovo (TE) – contrada Chiesi, 10 – 0861 856493 – www.emidiopepe.com

Tenuta Morganti – Torano Nuovo (TE) – contrada Frole, 8 – www.tenutamorganti.com

Osteria dei Maltagliati – Torano Nuovo (TE) – via Regina Margherita, 37 – 351 6531769

Villa Yucca – Torano Nuovo (TE) – contrada Flaio, 35 – 3885743067 – villayucca.it

Vini Bossanova – Controguerra (TE) – contrada Pignotto, 87 – 3514973401 – www.vinibossanova.com

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