Il nome รจ da oratorio, lโatmosfera da birreria con uso di ballo, ma si tratta di una delle trattorie piรน economiche di Milano. San Filippo Neri si trova in NoNoLo, ovvero a nord di NoLo, su viale Monza 220, proprio allโuscita della fermata Precotto della linea rossa della metropolitana, ciรฒ che la rende vicina anche se il centro di Milano รจ piรน lontano di quello di Sesto San Giovanni. Ed รจ un posto francamente irresistibile per i motivi che ora vi elenco.
Uno. ร un luogo davvero democratico e inclusivo, ma di un’inclusivitร naturale. Dentro ci trovi di tutto: studenti, stranieri, operai (soprattutto a pranzo), migranti, foodies in libera uscita dallโalta cucina.
Due. ร un locale ampio che si sviluppa in numerosi ambienti allโinterno e allโesterno e che dร rifugio probabilmente ad almeno duecento persone contemporaneamente, ย e dove la prenotazione รจ prevista, sรฌ, ma alla fine si trova posto per tutti, magari mettendo assieme degli sconosciuti in tavolacci lunghi antesignani dei social table.

L’Insalata russa
Tre. Il rapporto qualitร prezzo รจ davvero tra i migliori di Milano e fa perdonare anche un servizio spicciativo (ma efficiente, alla fine), disimpegnato da un plotone di camerieri con magliette nere goliardicamente brandizzate (โMondeghili e Sanfi?โ). Un posto da visitare per riscoprire una Milano profonda e reale (che noia la parola: autentica), un po’ brutalista, spiccia e lontana da ogni retorica. Un posto che copre nel modo piรน diretto la distanza tra lโaspettativa e la sua realizzazione.

In ogni caso: entro dall’ingresso da balera e qualcuno dopo aver frettolosamente verificato la mia prenotazione con l’aria di chi poco importa, mi chiede dove voglio sedermi, se dentro o fuori, appunto. Io scelgo di stare rimpannucciato tra quattro mura, rinunciando al clima da sagra che mi รจ apparso palese sbirciando fuori, ma รจ fine aprile e fa freschino ma passerรฒ la serata nella convinzione di essermi perso qualcosa. Finisco comunque in un tavolo quasi dโangolo. Mi guardo davanti. Tovaglia a scacchi bianchi e rossi coperta da unโaltra rosso carminio. Apparecchiatura elementare: bicchieri dal passato glorioso testimoniato dallโopacitร del vetro, barattolino con gli stuzzicadenti, tovaglioli di carta. Mi guardo attorno. Pavimento in graniglia, muri bianchi pieni di poster e foto di ogni genere, davanti a me una Marilyn d’annata (anche senza apostrofo) e il celebre pranzo degli operai newyorkesi sospesi nel vuoto e seduti su una trave del grattacielo che stanno costruendo. Cerco un senso, un fil rouge. Non lo trovo, ma pazienza.

Il menรน
Arriva un sacchetto con dentro del pane di umile fattura (niente lieviti madre, niente farine di grani antichi, solo un onesto operaio alimentare), poi il menu, un A4 contenuto in una protezione in plastica da raccoglitore. I prezzi appaiono subito fuori scala rispetto a Milano: antipasti tutti a 7,50 euro, primi a 9, secondi con contorno a 15,50, contorni a 3,50 e dessert pure.
Con la mia accompagnatrice scelgo un Tonnato della casa con capperi che rinuncia a qualsiasi pretesa ร la Diego Rossi ma si mostra onesto e saporito. Poi del Mondeghili alla milanese con polenta di accettabile fattura e unโInsalata russa della casa che sposto dai contorni agli antipasti, evidentemente fatta in casa e buona davvero. Proseguiamo con una Trippa alla milanese con fagioli bianchi e patate, con una Valdostana di vitello con prosciutto cotto e fontina che comprende una ratatouille di verdure fresche. Poi una porzione di Tiramisรน e una Torta mele e cannella. Ma nel resto del menu puoi trovare una buona rappresentanza della cucina padana: Risotto con gorgonzola e noci, Brasato di vitello al vino bianco con polenta, Coniglio alla ligure con olive taggiasche e polenta. Non affronto i secondi di pesce (Calamaretti e totani in guazzetto, Filetto di orata gratinato alla senape) scoraggiato dagli asterischi che segnalano che la materia prima รจ surgelata. Nulla di male, ma preferisco soprassedere. Scoprirรฒ dopo anche di non aver ordinato nessuna delle specialitร di Sanfi: il Risotto, appunto, e la Lasagna (anzi la lasagnetta) preparata ogni giorni in un modo differente.

Il Vitello tonnato
Da bere cโรจ una lista di bottiglie con ricarichi commoventi (una Bonarda dellโOltrepรฒ a 7,50 euro, come molte altre bottiglie, un solo vino che supera i 30 euro ed รจ un Franciacorta Satรจn). Noi scegliamo un mezzo litro della casa rosso fermo, che viene via con 4,50. Se scegli una bottiglia compaiono sul tavolo anche dei bicchieri da vino dignitosi, noi dobbiamo accontentarci di quelli da osteria, con lo stelo che sembra il polpaccio di un centravanti. Lโacqua minerale da mezzo litro costa 1 euro, meno che al bar, i cocktail 6 euro. Di fronte a questi prezzi appaiono perfino esagerati i 4 euro richiesti per un bicchiere di Amaro Sanfilippo, pubblicizzato sulle tovagliette di carta che decantano la bontร anche del gin brandizzato (un gin tonic costa 6 euro).

La Valdostana con ratatouille
Nessun coperto, alla fine spendiamo 59 euro, 29,50 a testa, ma abbiamo ordinato decisamente troppo, anche perchรฉ le porzioni sono decisamente generose. Se avessimo fatto a meno dellโamaro โ decisamente superfluo e nemmeno particolarmente buono – e di un antipasto il totale sarebbe stato di 43,50, pari a 21,75 a testa. Pochi locali a Milano possono fare lo stesso.
La trattoria San Filippo Neri รจ stata creata nel 1985 da Piero e Lucia Zanotta e oggi รจ guidata da Mario, figlio dei due, uno che ha buttato nel cestino la sua laurea in Bocconi per dedicarsi al locale di famiglia. Contento lui. Noi, di certo.
San Filippo Neri รจ anche bar e rosticceria con consegna a prezzi ancora piรน convenienti: un primo a 4,60, un secondo con contorno a 7,70. E se abiti nel quadrante Nord della cittร , diciamo da Loreto a Sesto, consegna gratuita.ย Occhio agli orari creativi: apertura alle 4 del mattino per i nottambuli, poi si tira dritto fino alle 21 il mercoledรฌ e la domenica, alle 22 il venerdรฌ e il sabato, a mezzanotte il martedรฌ e il giovedรฌ. Il lunedรฌ l’enigmista che ha escogitato tutto questo e il ristorante interno riposano, bontร loro.
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