La famiglia Gatto gestisce a Milano un'insegna storica in Galleria, e da qualche mese è proprietaria de celebre ristorante Criterion, in Piccadilly Circus, che ora parla italiano e serve i piatti della tradizione meneghina. 

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Criterion. Da Sherlock Holmes al fallimento

Oltre un secolo fa Sir Arthur Conan Doyle immaginava un incontro che avrebbe cambiato la storia della letteratura di genere proprio davanti al bancone dello storico Criterion, in Piccadilly Circus. Nello storico bar londinese, il papà di Sherlock Holmes ambientava l’inizio di una storia fatta di crimini misteriosi e argute intuizioni, al fianco sempre il fedele Dr. Watson. Questo per sottolineare quanto la fama del Criterion Restaurant, realizzato in stile neobizantino nel 1873 proprio nel cuore di Londra, sia radicata nell’immaginario romantico della città. L’anno scorso, però, il ristorante aveva chiuso i battenti, dove aver visto passare alcune tra le personalità più illustri dell’alta società inglese e grandi intellettuali, da Bertrand Russell Edgar Wallace, Winston Churchill. Negli anni Novanta il ristorante era stato acquistato da Marco Pierre White, nel 2009 passava di mano all’imprenditore Irakli Sopromadze, fino al giugno scorso, quando il Criterion ha dichiarato fallimento, nell’impossibilità di coprire le ingenti spese di gestione. Fine della storia (e che storia), almeno fino a qualche mese fa, quando un nuovo acquirente in arrivo dall’Italia ha bussato al portone di Piccadilly portando a casa punteggio pieno.

Savini at Criterion. 150 di storia (x2)

Da dicembre scorso, infatti, la nuova proprietà del Criterion spetta alla famiglia Gatto, meglio conosciuta per il suo ristorante in Galleria a Milano: Savini. E così oggi, chi prenota da Savini at Criterion è sicuro di trovare in tavola ingredienti italiani e ricette della tradizione tricolore, nel cuore di Londra. In un ambiente di grande fascino, per giunta. Arrosto di maiale con cipolle borretane e aceto balsamico, parmigiana di melanzane, risotto alla milanese, pappa al pomodoro, tagliata con carciofi, melanzane e radicchio, pollo con patate al rosmarino, ossobuco, si legge sul menu. E poi prosciutto di Parma (anche a colazione), tartufi, crema di robiola, pasta a profusione. Ma anche piatti della tradizione classica internazionale, come il millefoglie di foie gras con pan brioche o la guancia di vitello con anice stellato e patate (peruviane), il crudo di ostriche e le capesante alla griglia. Aperto tutti i giorni dalle 8 a mezzanotte, l’intento è quello di coniugare 150 anni di tradizione nella ristorazione inglese e italiana, dal momento che anche la fama del brand Savini, ormai celebre nel mondo, è frutto di un passato illustre iniziato nel 1867 con l’apertura in Galleria, dove sono passati tra gli altri Verdi Puccini, Maria Callas Frank Sinatra. Qualche mese fa, colta un’occasione ghiotta, la decisione di guardare oltreconfine, per avviare la prima attività all’estero, a Londra. E con il nuovo corso Savini anche il celebre bar del Criterion è tornato protagonista della serate londinesi, tra aperitivi e cocktail dopocena. La politica dei prezzi, chiaramente, segue il prestigio della location, ma per pranzo Savini propone una formula per tutte le tasche a 26 sterline (per due portate). E la cucina italiana conquista un avamposto in più a Londra.

 

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Savini at Criterion | Londra | Piccadilly, 224 | www.saviniatcriterion.co.uk