Risveglio amaro per April Bloomfield e per gli estimatori di una delle più celebri tavole informali di New York. Dopo più di dieci anni il gastropub d'autore della chef inglese perde la stella, ed entra in lista Bib Gourmand. Appuntamento al 17 novembre per tutti i risultati. 

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Michelin New York 2017. Le prime sorprese

È vero, prima di proiettare lo sguardo oltre l’orizzonte, l’agenda segnala un impegno inderogabile per il prossimo 15 novembre: “la” data. Non un martedì d’autunno come tutti gli altri, ma il giorno che tutta la ristorazione nazionale attende con ansia per scoprire le sorti di promossi e bocciati (o non promossi, che in alcuni casi è un po’ come sottintendere la bocciatura) del panorama gastronomico italiano. Sottoposto alla lente di ingrandimento degli ispettori Michelin. Ma del resto, si sa, mai come al cospetto di una guida prestigiosa come la Rossa, tutto il mondo è paese. E solo qualche giorno più tardi, giovedì 17 novembre, i riflettori si accenderanno oltreoceano, a New York, per la cerimonia di premiazione ufficiale degli stellati dell’edizione cittadina 2017. Ogni anno la metropoli statunitense regala belle sorprese e tante conferme, attestandosi tra le capitali gastronomiche più versatili e caleidoscopiche del mondo. Ma pure le delusioni non mancano, e stavolta arrivano in anteprima. Nel giorno della consueta anticipazione relativa alle tavole Bib Gourmand – le insegne meritevoli di segnalazione per l’ottimo rapporto qualità/prezzo – il risveglio è particolarmente amaro per The Spotted Pig, punta di diamante del progetto ristorativo di Ken Friedman e April Bloomfield (fresca di inaugurazione della macelleria-bistrot White Gold).

 

Niente stelle per The Spotted Pig

A New York il gastropub è un’istituzione del mangiar bene in atmosfera casual, e dal 2005 riceve puntualmente una stella per la qualità di una proposta che sa coniugare al meglio cucina informale e spunti d’autore. Quest’anno non più: l’elenco dei Bib Gourmand 2017 sancisce inesorabilmente la caduta libera della tavola più celebre del West Village, relegata al ruolo di ottima “taverna”. Magra consolazione, penseranno gli innumerevoli estimatori di questo ritrovo gourmet per tutte le tasche, che nel tempo ha saputo ridefinire il concetto di american casual dining. E infatti la notizia del declassamento non è passata inosservata, soprattutto perché contemporaneamente, dall’altra parte del mondo, gli ispettori si sono dimostrati piuttosto benevoli con insegne tutt’altro che blasonate, riconoscendo lo status più ambito a realtà emblematiche della rivoluzione globale dello street food (si vedano le stelle piovute all’esordio di Singapore e Shangai). E allora cos’è successo a New York? Michael Ellis, direttore della guida, è atteso al varco: le spiegazioni potrebbero arrivare proprio il 17 novembre, in occasione della presentazione ufficiale. Quando ci si aspetta la promozione per un’altra chiacchierata insegna della città, Untitled, il ristorante che strizza l’occhio alla cucina vegetariana del Whitney Museum. Dietro c’è lo zampino di Danny Meyer, l’anno scorso la tavola era inclusa tra le Bib Gourmand. Oggi il nome in lista non c’è. Stella in arrivo?

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www.thespottedpig.com

 

a cura di Livia Montagnoli

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