Le ultime dichiarazioni della neopremier in materia di prevenzione dell’obesità infantile scatenano la reazioni di chi nella lotta al junk food ci ha sempre creduto, come Jamie Oliver. Ecco perché la Gran Bretagna non applicherà le restrizioni promesse. 

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Educazione alimentare made in UK. Un ambasciatore d’eccellenza

È stato uno dei primi a calcare il palcoscenico delle cucine televisive Jamie Oliver, oggi acclamata chef star inglese, conosciuto in tutto il mondo per trasmissioni d’intrattenimento, documentari e libri che pubblica a ciclo continuo. Ma il giovane chef, che non ha mai disdegnato di mostrarsi in pubblico con la sua nutrita famiglia – il quinto figlio è arrivato appena qualche giorno fa – sin dall’inizio della sua carriera come chef ha deciso di convogliare la propria visibilità in favore dell’educazione alimentare, impegnandosi concretamente contro l’abuso di junk food in età scolare (in passato ha anche ridisegnato il menu di alcune mense scolastiche aderenti a un programma alimentare fondato sul binomio gusto e salute) e sfruttando il mezzo televisivo per promuovere invece il cibo sano, genuino e homemade.

Il cambio di rotta di Theresa May

Spesso interlocutore privilegiato della politica inglese in materia di educazione alimentare, nelle prossime settimane sarà chiamato a condurre una delle sfide più difficili di sempre: il nuovo primo ministro Theresa May, infatti, di fronte al compito di rafforzare economicamente il Paese in vista della Brexit ha scelto di privilegiare l’industria alimentare, annunciando una evidente marcia indietro rispetto alle misure drastiche promesse dal governo contro il cibo spazzatura, come in passato è stato per l’introduzione della tassa sulle bibite zuccherate (tra le cause principali di obesità infantile) che resterà comunque in vigore.  E pensare che solo qualche settimana fa i due protagonisti della storia avevano dialogato a mezzo stampa scambiandosi reciproche “cordialità”: da un lato il neopremier labourista si dichiarava grande fan dello chef dell’Essex, dall’altro Oliver si dimostrava impaziente di ottenere un incontro ufficiale per discutere una nuova strategia che favorisse il cibo sano contro l’obesità infantile, basata principalmente sul cambiamento delle formule di marketing e comunicazione dell’industria alimentare. D’altronde accanto ai Tories di David Cameron lo chef si era mostrato sempre disponibile al confronto, senza dimenticare di svolgere quel ruolo scomodo di “spina nel fianco” – come si è recentemente definito – per condurre il dibattito politico verso risultati concreti.

Superfood e ricette di famiglia contro il junk food

Anche se il suo sostegno al cibo preparato tra le mura domestiche – “è più sano, nutriente e appagante” – più volte sbandierato nelle ultime settimane, coincide con la pubblicazione  di un nuovo libro dedicato proprio ai Family classics, le ricette di famiglia, preparate però secondo criteri che privilegiano il benessere riducendo grassi e ingredienti non salutari. Valorizzando, per esempio, i 14 supercibi protagonisti di uno degli ultimi programmi tv di Jamie, che da sempre si spende per una cucina intelligente, “che usa cibi semplici”. Qualche esempio? Le uova ricche di proteine di qualità e molto versatili, la patata americana e il latte di capra, il pesce e le erbe spontanee, ma anche le noci, i fagioli neri e le alghe marine. O il riso selvatico.

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La May in difesa dell’industria alimentare

Consigli pratici che Jamie Oliver non si stancherà di divulgare anche davanti all’ultima doccia fredda che cambia le carte in tavola: è il Times a riferire la bocciatura delle proposte avanzate dal ministro della sanità Jeremy Hunt recanti misure contro il cibo spazzatura. In concreto, per preservare posti di lavoro e sostenere l’industria alimentare, la May ha accantonato proprio le restrizioni sulla pubblicità al junk food invocate da Oliver (e con lui dalla Public Health England, l’autorità sanitaria inglese), per evitarne la trasmissione prima delle 9 di sera. E così anche il divieto di esporre junk food alle casse dei supermercati. Quale sarà la prossima mossa dello chef?

 

a cura di Livia Montagnoli