Vendemmia 2016, l'Italia resta leader mondiale. E punta a un nuovo record dell'export

8 Set 2016, 08:24 | a cura di Livia Montagnoli

Cala la produzione in Francia, resta stabile il dato in Spagna, e l'Italia si mantiene salda in testa, con una produzione stimata di 48,5 milioni di ettolitri, grazie alle favorevoli condizioni climatiche di fine estate. La sfida su export e qualità. 

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Buone notizie dalla vendemmia 2016

L'Italia manterrà anche nel 2016 la leadership mondiale nella produzione di vino, davanti a Francia e Spagna, che prevedono rispettivamente un calo del 10% a 42,9 milioni di ettolitri, per il clima avverso, e un raccolto stabile a 42-43 mln/hl. I dati previsionali di Ismea e Uiv, presentati al Mipaaf per dall'Osservatorio del Vino, indicano una produzione per l'Italia di 48,5 milioni di ettolitri, in contrazione del 2% rispetto al 2015, che è stata un'annata abbondante. In generale, si resta ben al di sopra della media dei raccolti degli ultimi cinque anni. Dopo una primavera non sempre favorevole, l'estate si sta chiudendo con ottime condizioni. Un andamento climatico generalmente favorevole (anche se a livello locale qualche intoppo c'è stato) e l’entrata in piena produzione di nuovi vigneti al posto di quelli più obsoleti sono le ragioni di questa stima preliminare.

I dati regionali. Male Campania e Sicilia

Dal punto di vista territoriale c'è disomogeneità tra regioni confinanti, ma anche all’interno delle stesse regioni. Tra le prime quattro, solo la Sicilia mostra una flessione (-15%), mentre in lieve crescita si stimano le produzioni di Veneto, grazie all’entrata in produzione dei nuovi impianti, Puglia ed Emilia Romagna. Lombardia Trentino Alto Adige, invece, hanno sofferto maggiormente le incertezze climatiche. Friuli sopra le medie nonostante un lieve calo; in recupero sia il Piemonte sia la Valle d'Aosta. In sensibile diminuzione Toscana e Umbria (entrambe -8%), stabile la Liguria, mentre sono positive le produzioni in Lazio, Abruzzo, Molise e Marche. Complessa la situazione in Campania, che ha subito alluvioni e gelate, che causeranno probabilmente la perdita di un 20% del raccolto. Bene Calabria e Basilicata, stabile la Sardegna (tutti i dati nel grafico).

La qualità. Attese positive

Sul fronte qualitativo delle uve, sarà decisivo il clima di settembre e di ottobre, in modo particolare per alcune varietà rosse. Secondo la ricognizione regionale di Uiv e Ismea, le attese sulla qualità appaiono decisamente positive, con possibilità di avere ottimi vini e prospettive “eccellenti” per i rossi. Un giudizio analogo sulla qualità del raccolto è stato espresso da Assoenologi, che ha diffuso le sue previsioni sulla vendemmia 2016: 48,9 milioni di ettolitri (-1%) e qualità che fa presagire un millesimo 2016 da ricordare: “Se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e giuste precipitazioni” spiega il presidente Riccardo Cotarellale possibilità di mantenere l’ottima qualità sinora registrata, con la produzione di vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza, e vini rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, ci sono tutte”.

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L'export e i buoni propositi del Ministro. Verso un nuovo record

Il primato italiano in volume non basta” commenta il presidente dell'Osservatorio del vino e di Uiv, Antonio Ralloperché occorre garantire una buona redditività ai nostri viticoltori. L'Italia lo può fare sia imprimendo un nuovo slancio all'export, sia tornare a investire su un mercato interno che finalmente sta tornando a crescere, come testimoniano i dati sull'horeca dei primi mesi dell'anno”. Il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, va oltre e lancia la sfida ai mercati, ricordando anche la giornata dedicata al vino italiano il 9 settembre sulla piattaforma di e-commerce cinese Alibaba: “L'Italia si conferma primo produttore di vino al mondo per quantità, ma ora dobbiamo diventare leader anche per valore. Abbiamo un sistema vitivinicolo da oltre 14 miliardi di euro, con un export che nel 2015 ha toccato il record dei 5,4 miliardi e che nei primi cinque mesi del 2016 ha registrato un trend in crescita”. Obiettivo certamente ambizioso, considerando che la Francia nel 2015 ha esportato vini per oltre 9 miliardi di euro. Intanto, l'attuale trend di crescita del commercio con l'estero registrato tra gennaio e maggio (+5%) potrebbe consentire all'Italia di superare a fine anno il record dei 5,4 miliardi di euro registrati a fine 2015.

 

a cura di Gianluca Atzeni

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