Vini da riscoprire

In Piemonte c'è un vino che sta vivendo una seconda giovinezza. Ecco qual è e i nostri migliori assaggi

Pensate che nell’Ottocento era, senza dubbio, il vino più bevuto di Torino. Stiamo parlando della Freisa, che ha goduto di un passato nobile, ma gli appassionati continuano ad annoverarlo tra i  grandi vitigni (e quindi vini) del Piemonte

  • 31 Gennaio, 2026
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Per capire meglio le origini del vitigno freisa dobbiamo tornare indietro addirittura al tardo Medioevo, quando l’“uva fresearum” era considerata una varietà capace di produrre vini di pregio, fragranti e di gran carattere, tipici del Piemonte e delle zone subalpine.

Freisa, l’origine del nome e un po’ di storia

Il nome deriva da fresia (in dialetto piemontese) o fraise (in francese) ovvero fragola, per le sue caratteristiche legate non solo al colore, ma a una complessa aromaticità fruttata dove la fragola è senza dubbio protagonista. Dall’Ottocento in poi, quando gli studi sulla genetica delle varietà iniziavano ad andare più a fondo sul dna delle singole varietà, è stata accomunata al nebbiolo e, in effetti, gli studi più recenti ci dicono che non sono le stesse uve, ma c’è di sicuro uno stretto rapporto familiare.

Come accennato, a partire dal Settecento e per tutto l’Ottocento, i vini ottenuti da questa varietà a bacca rosso dominavano i consumi torinesi e delle colline intorno al capoluogo. Le Freisa di allora erano perlopiù in versione dolce (caratteristica che accomunava tanti vini pregiati dell’epoca) e frizzante, anche perché sia lo zucchero sia l’anidride carbonica erano (e sono) fondamentali per smorzare una delle peculiarità del vitigno, ovvero la sua impronta tannica che talvolta può dare sensazioni amaricanti.

Oggi sono le versioni secche e ferme che stanno avendo maggior successo, frutto di macerazioni lunghe e affinamenti in acciaio o botti grandi. Alcuni produttori, in nome della tradizione, continuano, comunque, a produrre versioni frizzanti, frutto di rifermentazione in bottiglia o leggermente abboccate.

La Freisa nelle principali denominazioni

La freisa attualmente è coltivata in tutto il Piemonte e rientra come varietà ammessa nelle principali Doc, da quella regionale Piemonte Doc, passando ad altre celebri Doc dove può essere utilizzata per il 15%. In altre Denominazioni è protagonista assoluta e in questo caso il suo nome è affiancato da quello della zona d’origine, come avviene principalmente per la Freisa di Chieri e la Freisa d’Asti, il Colli Tortonesi Freisa, il Langhe Freisa, il Monferrato Freisa o il Pinerolese Freisa. E se nel Novecento il vitigno non visse un periodo roseo, per la scelta di puntare su altre varietà nella regione, da una ventina d’anni la Freisa sta vivendo una seconda giovinezza grazie a diversi produttori che vi hanno scommesso, a ragione, e riescono a mettere in bottiglia vini freschi, gioiosi, fragranti e di grande bevibilità.

Le zone più vocate rimangono quelle storiche, ovvero le colline del torinese e il Monferrato astigiano e alessandrino. Le piante prediligono suoli calcarei e argillosi e amano particolarmente climi temperati e soprattutto autunni asciutti, vista la sua maturazione tardiva.

Le 10 Freisa selezionate dal Gambero Rosso

Qui di seguito vi presentiamo dieci grandi vini dove la Freisa è protagonista, frutto di diverse Denominazioni e capaci di esprimere molto bene sia le caratteristiche del vitigno sia  le diverse sfumature territoriali. Alcuni hanno anche raggiunto le finali per i Tre Bicchieri assegnati dalla guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso

 

Freisa d’Asti 2023 – Frasca La Guaragna

Curt Frasca è entrato nel mondo del vino piemontese nel 2017, creando una sua azienda nel Monferrato, e da allora ha acquisito diverse tenute tra Nizza Monferrato, Agliano Terme e Moasca, dove coltiva principalmente barbera e moscato, cui si aggiungono grignolino, freisa, arneis e riesling. I vini proposti sono d’impianto moderno, con una grande attenzione alla nitidezza aromatica e l’obiettivo di coniugare eleganza e rispetto del territorio e della sua tradizione.  Ottima la batteria presentata quest’anno. La Freisa d’Asti ’23 è ampia al naso, con note di rosa e pepe, e un palato importante, strutturato, ricco di frutto, con tannini equilibrati per un finale lungo e fine.

Langhe Freisa 2023 – Cascina Corte

Cascina Corte è stata fondata nel 2001 da Sandro Barosi e dalla moglie Amalia a San Luigi, tra Dogliani e Monforte, dove hanno recuperato una cascina risalente al ?700 e hanno rivitalizzato delle vecchie vigne di dolcetto, nebbiolo e barbera piantate nel dopoguerra. Ai metodi di vinificazione tradizionali sono state aggiunte nel 2015 delle anfore di terracotta da 850 litri, dando vita a una nuova linea di vini dal carattere immediato e fruttato. Belli i vari Langhe proposti, a cominciare dalla Freisa ’23, molto fresca nei suoi toni fruttati, con una struttura armonica e tannini ben gestiti, di grande piacevolezza e immediatezza, tutta da bere.

M.to Freisa 2021 – Scarpa

Questa storica azienda nicese conta su una grande tenuta a corpo unico a Poderi Bricchi, in una delle zone più vocate per la barbera, tra Castel Rocchero e Acqui Terme, dove si trova il vigneto simbolo della cantina, La Bogliona, e altri cinque vigneti in alcuni cru di Barolo e Barbaresco: Roncaglie a La Morra, Monvigliero a Verduno e Canova a Neive. Oltre a barbera e nebbiolo sono coltivate svariate altre uve della tradizione, dal dolcetto al pelaverga, dalla freisa al timorasso. Il Monferrato Freisa ’21 ai profumi di bacche nere e tabacco al naso fa seguire un palato allo stesso tempo fine e complesso, con tannini progressivi e finale dinamico.

M.to Freisa La Patarrina 2022 – Castello di Gabiano

Castello di Gabiano ha la sua sede produttiva nelle suggestive cantine del castello risalenti al 1200. Giacomo Cattaneo Adorno, ultimo Marchese di Gabiano, e sua moglie Emanuela, con passione e determinazione valorizzano il territorio, unendo la tradizione del Monferrato a tecnologie enologiche all’avanguardia. I loro vini si distinguono inoltre per le etichette decorate da esponenti di arte moderna e contemporanea di fama mondiale, come Cy Twombly e Adel Abdessemed. La Patarrina è una Freisa fine e complessa, con belle note di pepe, frutta nera e liquirizia, il sorso è ricco e di bella armonia, con un finale lungo e succoso, mentre il tempo saprà amalgamare la classica e leggera astringenza tannica.

Colli Tortonesi Freisa La Cappelletta 2021 – Giacomo Boveri

Una scelta coraggiosa e vincente: nel 1988 Giacomo Boveri decide di continuare la tradizione familiare dedicandosi completamente alla gestione dell’azienda agricola. La crescita aziendale si è mossa su più direttrici, dallo studio del terroir all’aumento delle superfici vitate, fino al perfezionamento delle tecniche di vinificazione, con una particolare attenzione verso i vitigni tipici. Nei comuni di Montegioco e Costa Vescovado, troviamo così uve di barbera ma anche di timorasso e croatina. Dal 2010 accanto a Giacomo la moglie Sara. Le tre produzioni a base di uve timorasso esprimono carattere, identità ed eleganza. Ottima la Freisa La Cappelletta 2021 molto tipica con aromi di fragole e tabacco e con la giusta austerità del vitigno.

Langhe Freisa 2023 – Cavallotto Tenuta Bricco Boschis

Laura, Giuseppe e Alfio sono la quarta generazione alla guida dell’azienda di Castiglione Falletto che coltiva i prestigiosi vigneti della collina Bricco Boschis. Una tradizione ben presente nel loro stile, che accomuna un approccio classico all’eleganza, caratteri consegnati a vini destinati a un lunghissimo invecchiamento. Oltre al nebbiolo sono coltivati i tradizionali vitigni del territorio, dalla barbera al dolcetto, dalla freisa al grignolino.  È davvero difficile scegliere il miglior vino presentato quest’anno dall’azienda Cavallotto. Buona la Freisa 2023.

Freisa d’Asti La Svista 2023 – La Montagnetta

Domenico Capello è ormai considerato come uno dei più interessanti e significativi vitivinicoltori della freisa, di cui elabora svariate versioni, dalle più classiche alle più originali. I vigneti aziendali sono situati nei comuni di Roatto, San Paolo Solbrito e Piovà Massaia, zone da sempre considerate ideali per la coltivazione di questo vitigno. Oltre alla freisa vengono coltivati anche barbera, bonarda, chardonnay, sauvignon e viognier. La Freisa La Svista ’23 è di notevole struttura e dai tannini ben gestiti.

Monferrato Freisa La Bernardina 2024 – Accornero Giulio e Figli

Viticoltori nel cuore del Monferrato dal 1897, la famiglia Accornero custodisce un legame profondo con la propria terra: nel 1957 Giulio decide di mettersi in gioco, vinificando le uve provenienti dai vigneti di proprietà. Oggi suo figlio Ermanno porta avanti l’azienda seguendo il solco della tradizione, senza disdegnare, però, le innovazioni come il progetto del Monferace che consiste nel riproporre a quasi due secoli di distanza la produzione di Grignolino invecchiati. Buona la Freisa La Bernardina ’24.

Piemonte Freisa Finibus Terrae 2020 – Terre dei Santi

La Freisa Finibus Terrae ’20 di Terre dei Santi offre sentori floreali e fruttati, lungo e amarognolo.

Langhe Freisa Kyè 2023 – Vajra

Nata nel 1972, l’azienda della famiglia Vajra è oggi una delle cantine più conosciute di Langa. Giuseppe, Francesca e Isidoro affiancano il padre Aldo e la madre Milena nella conduzione, costituendo una squadra giovane, determinata e affiatata. Dai vigneti alla cantina ogni processo è seguito con cura e attenzione, per dare vita a vini dalla spiccata personalità e che rispettano le caratteristiche dei grandi rossi di Langa: eleganza, profondità e longevità.   Ottimi i vini presentati quest’anno. Buona la Freisa Kyè 2023.

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