Tre Bicchieri

La storica famiglia che sulla sponda bresciana del Lago di Garda produce uno dei migliori Valtènesi

Proporre un grande vino rosato in grado di evolvere molto bene nel tempo: è questo il progetto della famiglia Turina, alla quarta generazione, che per il secondo anno consecutivo ha conquistato i Tre Bicchieri con un Valtènesi

  • 08 Aprile, 2026
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Non è solo un lago, ma un confine climatico unico: sulla sponda bresciana del Garda, vigneti e montagne condividono lo stesso orizzonte. È qui che, alla fine dell’Ottocento inizia la storia della famiglia Turina, quando Angelo arriva da Salò a Moniga del Garda come mezzadro, scoprendo la viticoltura del territorio. Nei primi decenni del Novecento, i fratelli Gaudenzio e Angelo danno vita alla vinificazione indipendente delle loro uve, gettando le basi per l’identità dell’azienda. Ma le prime bottiglie col nome della famiglia sopra compaiono solo negli anni Sessanta.

Negli anni Ottanta Luigi, Paolo e Dario (in una foto dell’epoca in apertura) – terza generazione della famiglia -introducono tecnologie moderne nel rispetto della tradizione, e dagli anni Duemila, alle redini dello storico marchio gardesano, troviamo Matteo, Andrea e Marco – quarta generazione – che tuttora continuano a guidare l’azienda, rafforzando qualità e modernità dei vini della Valtènesi –  dove attualmente vengono coltivati 13 ettari di vigneto –  e del Lugana, con 10 ettari vitati.

La Valtènesi: un paesaggio e un microclima che non ti aspetti

La Valtènesi è un territorio che si estende sulla sponda occidentale del Lago, in provincia di Brescia. È l’ultimo angolo “mediterraneo” prima che si innalzi la barriera fredda delle Alpi: quindi, nonostante siamo abbastanza in su con la latitudine, il clima è tuttavia piuttosto mite. Le uve tradizionalmente coltivate in questa zona sono groppello, marzemino, barbera, sangiovese.

Basta uno sguardo per capire che il paesaggio di questa zona segue regole diverse. Tra i versanti del Garda bresciano convivono elementi apparentemente lontani: bouganville dai colori accesi si intrecciano alla vegetazione alpina, mentre limoni e agrumi crescono a ridosso dei vigneti. Un’anomalia climatica affascinante, la più settentrionale espressione di Mediterraneo in Europa. A rendere possibile questo equilibrio è un sistema di venti preciso e costante: al mattino il Peler scende da nord-est, mentre nel pomeriggio entra in scena l’Ora del Garda, che risale da sud. Il loro alternarsi garantisce ventilazione continua, mantenendo le vigne sane e asciutte.

Il Garda, il groppello e il Chiaretto

Ma il vero motore di questo sistema è il lago stesso. Con la sua enorme superficie, il Garda funziona come un regolatore naturale, attenuando le escursioni termiche e creando un ambiente stabile, ideale per la vite. È in questo contesto unico che trova la sua massima espressione il groppello, vitigno a bacca rossa profondamente legato a questo territorio. Il suo nome richiama la forma del grappolo, compatto e serrato, ma è proprio questa caratteristica a renderlo delicato e difficile da coltivare. La buccia sottile impone attenzione costante in vigna e selezioni accurate, ma in cambio restituisce vini di grande eleganza e finezza. Negli ultimi anni, proprio questa ricerca di equilibrio e precisione ha trovato nel rosato, che qui prende il nome di Chiaretto, la sua sintesi più convincente, come abbiamo potuto riconstatare durante gli assaggi durantte La Prima del Valtènesi : un’espressione contemporanea che valorizza un vitigno complesso, trasformando la sua fragilità in cifra stilistica. Lo scorso anno il Premio Speciale 2025 del Gambero Rosso per il Rosato dell’Anno è stato assegnato proprio a un Valtènesi).

I vini dei fratelli Turina e il Valtènesi prima volta Tre Bicchieri

Anche la famiglia Turina, come tutto il territorio della Valtènesi, ha deciso di scommettere fortemente sul progetto del rosato, non pensandolo esclusivamente come tipologia sbarazzina estiva, ma conferendogli un allure ben diversa: quella di un vino in grado di evolvere felicemente nel tempo. Sempre di più negli ultimi anni le aziende propongono versioni ambiziose di questi rosati, cogliendo spesso nel centro.

Come avvience con il Valtènesi Setamora ’22, cui abbiamo assegnato il massimo riconoscimento, i Tre Bicchieri, nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, Si tratta di una delle migliori espressioni della tipologia: ha un bel colore rosa pallido e brillante, profumi complessi e freschi dove si rincorrono fragolina e ribes, scorza d’arancia, erbe aromatiche e un tocco vanigliato. La bocca è sapida, appagante e persistente. Ne riflette la piacevolezza, senza la stessa complessità, il Fontanamora ’24, (che si era posizionato sul gradino più alto del nostro podio lo scorso anno) sgargiante nei toni di pesca bianca ciliegia e uva spina che propone al naso come al palato, dove chiude su note di tè alla pesca. Ottimo anche il Lugana Fenil Boi ’24, dinamico, teso ma anche profondo.

Le foto sono di https://it-it.facebook.com/azienda.agricola.turina.vini/

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