Fuori confine

Destinazione Africa: il vino italiano guarda a Sud. Ecco la mappa per orientarsi

Non si tratta di un mercato unico, ma di un mosaico di 54 Paesi con cultura, regole e gusti diversi. L'equivoco principale? Pensare che a vincere siano i vini rossi cheap

  • 27 Aprile, 2026
Per vedere piรน contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere piรน contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Il vino italiano cerca aria nuova. E cโ€™รจ un continente a un passo dallโ€™Europa che per anni รจ rimasto ai margini delle strategie commerciali del settore perchรฉ รจ complesso, frammentato, discontinuo.

ยซIl mercato del vino nel resto del mondo รจ saturo, ma non รจ saturo in Africaยป, dice Stefano Gabba, italiano trapiantato a Cape Town, fondatore di Gabba International, importatore specializzato in etichette italiane. E il punto di partenza รจ giร  tutto qui: se si parla di Africa come โ€œnuovo mercatoโ€, si sbaglia subito prospettiva. Lโ€™Africa non รจ un mercato, รจ un insieme di mercati: 54 Paesi, dal Mediterraneo al Capo di Buona Speranza, oltre 1,5 miliardi di persone, differenze profonde che non si possono comprimere in una categoria unica.

Le barriere tariffarie

La linea che spacca il continente รจ anche culturale e religiosa: il Nord Africa รจ in prevalenza islamico, il Sud in larga parte cristiano. Ed รจ questa divisione, prima ancora dellโ€™economia, a spiegare perchรฉ il Nord Africa non sia davvero un obiettivo naturale per lโ€™industria del vino. A complicare ulteriormente lo scenario ci sono barriere tariffarie che fanno saltare qualsiasi conto: nel 2025 due dei dieci paesi con i dazi piรน alti sul vino sono proprio qui, con il Marocco al 49% e lโ€™Egitto a livelli quasi incredibili, fino al 1.800% sul fermo e al 3.000% sugli spumanti.

Detto questo, il continente non va venduto come una terra promessa, perchรฉ non lo รจ. Il valore totale delle esportazioni di vino verso lโ€™Africa resta piccolo se confrontato con altri blocchi: circa 659 milioni di dollari nel 2024 secondo Observatory of Economic Complexity, contro i 6,57 miliardi esportati verso lโ€™Asia, e numeri superiori anche in Oceania e Sud America.

I grandi gruppi guardano a sud

Tra chi sta iniziando a mettere un piede nel continente cโ€™รจ Cavit, colosso cooperativo del Trentino. Lโ€™approccio รจ prudente: lโ€™Africa oggi pesa meno dellโ€™1% del business, ma viene vista come una scommessa necessaria. ยซSe non consideri questโ€™area, probabilmente perderai unโ€™opportunitร ยป, dice lโ€™export director Andrea Nicolini. Un ragionamento simile lo fa Italian Wine Brands (IWB), che racconta unโ€™accelerazione piรน rapida: in tre anni รจ passata da un solo mercato africano a sette mercati attivi (Ghana, Mozambico, Kenya, Rwanda, Angola, Sudafrica, Nigeria), con Etiopia e Mauritius in fase avanzata, aumentando le spedizioni da un container a oltre quindici allโ€™anno. Non una corsa allโ€™oro, ma una costruzione di presenza, con tutti i costi e le frizioni che questo comporta.

Whalehaven vigneto in Sudafrica

Il peso della burocrazia

Se si ragiona in modo superficiale, il Sudafrica sembra una porta dโ€™ingresso perfetta: grande economia, cultura del vino, canali distributivi strutturati. Ma proprio perchรฉ รจ un paese produttore, lโ€™accesso รจ tuttโ€™altro che agevole. Il vino locale ha un posizionamento di prezzo molto piรน basso del vino europeo e una qualitร  ormai consolidata.

ยซNon possiamo competere nellโ€™entry level. Non importerรฒ mai vini da 1,20 euro dallโ€™Italia perchรฉ non possiamo venderliยป, dice Gabba. A questa pressione di mercato si somma la parte regolatoria: limiti e obblighi che trasformano ogni spedizione in una pratica. Gabba descrive un sistema dove perfino la vendita al dettaglio รจ vincolata da licenze, dove i supermercati possono vendere solo vino non fortificato e fino a 14% vol, e dove lโ€™etichettatura diventa un lavoro a parte, perchรฉ spesso non ci si puรฒ appoggiare alle retroetichette dei produttori e si finisce per applicare sticker una volta che le bottiglie arrivano. Entro fine 2027, aggiunge, dovrร  essere esplicitata la categoria (spumante, rosso, ecc.) con requisiti formali precisi.

La riconoscibilitร  dei vini italiani

Eppure, quando lโ€™Italia entra nel modo giusto, qualcosa succede. Per vendere serve riconoscibilitร : Chianti, Valpolicella, Soave sono nomi che il consumatore sudafricano comprende e apprezza; il Sangiovese, tra Toscana e Romagna, gioca bene sul rapporto qualitร -prezzo; Prosecco e Pinot Grigio restano leve immediate. Cโ€™รจ anche un dettaglio interessante: i sudafricani stanno piantando Sangiovese e Vermentino, e proprio qui il vino italiano puรฒ โ€œmostrare pedigreeโ€ grazie al terroir dโ€™origine, cioรจ alla differenza vera.

Gabbaย aggiunge unโ€™idea pratica, quasi provocatoria, pensando al surplus italiano: stoccare parte dellโ€™eccesso in conto vendita presso importatori dei mercati in sviluppo, rendendo disponibile il vino lร  dove si puรฒ creare domanda. ยซSe la disponibilitร  non cโ€™รจ, non possiamo vendereยป, dice, ricordando anche il ruolo del Sudafrica come snodo per far circolare bottiglie verso Mozambico, Zimbabwe, Zambia, Namibia.

Lagos, Nigeria

Nigeria: la partita grossa รจ qui

Per scala e dinamismo, la Nigeria non ha paragoni: oltre 230 milioni di abitanti, unโ€™economia sostenuta anche dal petrolio, un PIL previsto in crescita del 4,4%, una classe media urbana che si allarga. I numeri delle importazioni sono chiari: nel 2024 la Nigeria ha importato 52,9 milioni di dollari di vino; lโ€™Italia vale 2,3 milioni, circa il 4%. La Francia domina con 20,9 milioni e la Spagna segue con 7,9. Tradotto: lโ€™Italia ha davanti un mercato grande e oggi ancora sotto-presidiato.

Non a caso Gambero Rosso ha portato a Lagos il Top Italian Wines Roadshow, per la prima volta, scegliendo la cittร  che concentra consumi e trend: una metropoli da circa 20 milioni di persone, epicentro culturale e commerciale dellโ€™Africa occidentale. Lโ€™ambasciatore dโ€™Italia in Nigeria, Roberto Mengoni, la mette in modo efficace: Lagos come fabbrica di tendenze per musica, cinema, arte; essere presenti in Nigeria significa anche influenzare ciรฒ che accade nel resto del continente. ยซLโ€™economia della Nigeria รจ come uno spumante, molto effervescenteยป, dice, parlando di dinamismo, crescita della classe media, imprenditorialitร  naturale.

Dentro questa cornice, il racconto piรน concreto arriva dal lavoro quotidiano degli importatori. Ehichioya Nicholas Isesele, fondatore di NicotaWines, parla di una domanda in evoluzione: piรน di 40 referenze in catalogo e un dato simbolico, perchรฉ mentre francesi e canadesi occupano ciascuno circa una dozzina di etichette, lโ€™Italia prende โ€œla parte del leoneโ€. ยซLavoro piรน con i brand italiani perchรฉ sono facili da vendereโ€ฆ la conoscenza del vino in Nigeria si sta evolvendo, la gente non compra piรน solo i vini famosiยป, spiega.

Dal Lambrusco al Primitivo: i vini che funzionano

Il vino che, piรน di altri, racconta gusti e meccanismi di questo mercato รจ il Lambrusco. Isesele dice di aver iniziato con marchi entry level e di essere salito su fascia media e premium, citando un Settecani (Lambrusco Grasparossa DOC Amabile) che sta andando molto bene. Le ragioni sono limpide: dolcezza, facilitร , compatibilitร  con la cucina speziata, grado alcolico non eccessivo. E attorno al Lambrusco ruota un secondo dato chiave: in Nigeria stanno andando forte anche Prosecco, visto come alternativa accessibile allo Champagne, e Moscato dโ€™Asti; in generale, gli spumanti โ€œcon un poโ€™ di zuccheroโ€ crescono bene. Lโ€™aspetto interessante, perรฒ, รจ che il mercato non si ferma lรฌ. Isesele parla anche di opportunitร  per vini secchi e fermi: in hotel e ristoranti funzionano Grillo e Chardonnay.

Sui rossi, cita potenziale per Primitivo, Negroamaro, Appassimento, Nero di Troia, Nero dโ€™Avola, soprattutto se reggono lโ€™abbinamento con il piccante e restano in un prezzo sostenibile. E cโ€™รจ un dettaglio โ€œdi sistemaโ€ che vale piรน di una lezione: Lagos รจ il centro, ma lui lavora anche con partner ad Abuja e Port Harcourt, e prova a crescere Edo; lรฌ la domanda resta piรน orientata allโ€™entry level, ma lโ€™obiettivo รจ introdurre qualitร  gradualmente.

Victoria Mulu-Munywoki

Kenya: senza educazione non si sale di gamma

Altro giro altro mercato: Nairobi. Il mercato, in valore, รจ piรน piccolo: circa 21 milioni di dollari di import nel 2024, meno della metร  della Nigeria, ma lโ€™Italia qui pesa di piรน: 2,4 milioni, circa lโ€™11%. Tra le figure chiave del vino nel paese cโ€™รจ Victoria Mulu-Munywoki โ€“ sommelier, giudice del vino e capitana di Team Kenya ai World Blind Tasting Championships.

ยซLa cultura del vino in Kenya si รจ evoluta in modo notevole nellโ€™ultimo decennioยป, spiega. ยซLโ€™educazione al vino รจ fondamentale ed รจ stata un forte catalizzatore nel promuovere lโ€™apprezzamento del vino. Unโ€™educazione continuativa darร  forza agli importatori e al trade nel costruire portafogli diversificati e โ€œa livelliโ€. Li aiuterร  a fare upselling di vini di qualitร  in modo efficace. Viceversa, lโ€™educazione darร  ai consumatori la fiducia per salire nella catena del valore ed esplorare diversi vitigni, vini di qualitร  migliore e stili autentici provenienti da varie regioni. Lโ€™educazione aiuta a raccontare la storia dietro la bottiglia e resterร  certamente cruciale per la crescita di lungo periodo del business del vino in Kenyaยป.

ยซIl vino italiano ha un potenziale infinito in Africa; tuttavia, i consumatori tenderanno sempre verso marchi conosciutiยป, dice Mulu-Munywoki. ยซI produttori devono partecipare attivamente alla crescita della cultura del vino locale attraverso unโ€™educazione adattata alle regioni, e gli eventi esperienziali sono un ottimo modo per costruire una connessione duratura con i consumatori; per esempio, il vino italiano abbinato al cibo locale รจ un modo impressionante per permettere ai consumatori di sperimentare vini di qualitร  senza sentirsi alienati dalla loro storiaยป.ย 

Stรฉphane Derweduwen

Mozambico: domanda vera,ย attriti enormi

Il Mozambico, confinante con il Sudafrica, รจ un caso che mette insieme opportunitร  e difficoltร . Il passato coloniale pesa sulla composizione delle importazioni: nel 2024 il vino portoghese vale 4,6 milioni di dollari, circa il 50% del totale; quello italiano resta a 729.000 dollari. Qui il problema รจ operativo: inefficienza burocratica, dogane, in alcuni casi corruzione.

Stรฉphane Derweduwen, fondatore di Vinum Africa, racconta di aver ridotto drasticamente i volumi: importava 10โ€“15 container lโ€™anno, poi ha rallentato perchรฉ le licenze spesso non venivano validate, i container potevano restare settimane sotto il sole, e in dogana si chiedevano tangenti. A questo si aggiungono i problemi di pagamento: alcuni fornitori non accettano metical e si puรฒ arrivare ad attese di un anno, con perdita di credibilitร . La sua ultima importazione di vino italiano รจ del febbraio 2025. Oggi ha cambiato strategia: meno quantitร , piรน qualitร , 17.000 bottiglie in stock, con etichette come Barolo Palladino e Prosecco Schenk, perchรฉ importare piccole quantitร  di fascia piรน alta risulta โ€œmolto piรน facileโ€.

Anche qui, perรฒ, la domanda non manca e assume forme inattese: Derweduwen cita un cliente che ha comprato un intero container per farne regali di Natale a famiglia e amici, gesto che in Europa appare quasi inconcepibile. Le dinamiche sociali, dice, sono diverse. Sul gusto, il Mozambico conferma una tendenza giร  vista: preferenza per vini piรน dolci, fino allโ€™abitudine di mescolare rosso e Coca Cola, usanza che viene collegata al passato, quando il vino poteva rovinarsi durante lunghi viaggi via mare e si โ€œaggiustavaโ€ per renderlo bevibile. ยซUn Prosecco extra dry venderร  meglio di un brutยป, dice, e osserva anche che il Moscato viene percepito come aperitivo piรน che come vino da dessert. Il suo punto, perรฒ, รจ economico prima che culturale: il potenziale รจ grande, ma senza investimenti dei produttori รจ difficile crescere. Gli importatori non possono caricarsi tutti i rischi, servono marketing e presenza, serve una risposta concreta alla domanda: โ€œcosa sei pronto a fare per costruire il mercato?โ€.

Lโ€™equivoco: non vince il vino โ€œcheapโ€

Cโ€™รจ, perรฒ, un pregiudizio diffuso in Europa: lโ€™idea che lโ€™Africa sia un continente da conquistare con rossi economici. Italian Wine Brands lo dice in modo netto: ยซIl successo in Africa non รจ guidato dal prezzo bassoยป, ma da categorie riconoscibili e coerenti con i contesti di consumo. Prosecco e spumanti, trainati da socialitร  e ospitalitร ; Moscato e bianchi aromatici, perfetti per la nightlife urbana; rossi strutturati come Amarone, Primitivo, Ripasso e Super Tuscan, per corpo e versatilitร  a tavola. E soprattutto unโ€™osservazione che ribalta la narrazione โ€œItalia = rossiโ€; in vari mercati africani sono bianchi e bollicine ad aprire le porte, poi arriva la curiositร  per denominazioni piรน complesse.

Iwb segnala anche quali marchi stanno performando meglio (VOGA Italia, Gemma di Luna, Elettra, Ronco dei Sassi) e apre un capitolo su un paese che, per dimensioni, inquieta e attrae: lโ€™Etiopia. Oltre 130 milioni di abitanti, urbanizzazione in crescita, ma processi regolatori lenti; Iwb dice di avere stock giร  approvati e container pianificati, in attesa delle autorizzazioni finali, con aspettativa di avvio commerciale nel 2026 una volta chiuse le procedure amministrative.

Tirando le somme, lโ€™Africa resta un mosaico in cui convivono entusiasmo e attriti: dazi, tasse, burocrazia, logistica, volatilitร  economica, e in certi casi il rischio di corruzione. รˆ un lavoro da presenza, non da blitz. Ed รจ anche un lavoro che, per funzionare, chiede un cambio di atteggiamento: investire sul lungo periodo, costruire partnership locali, accettare che formazione ed eventi contino quanto le condizioni di fornitura.

Andrea Nicolini, da Cavit, lo riassume con una frase che vale piรน di un grafico: ยซNon pensiamo che lโ€™Africa sarร  il nuovo El Dorado, ma se non ci sei, non lo saprai maiยป.

ยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd